Cancrovalorizzatori: se si ricicla vanno in crisi

04.11.2011 16:45

E' l'altra faccia della medaglia, quella che il Veneto può vantare ormai da anni come Regione italiana 'campionessa' di raccolta differenziata. Se si ricicla tanto, infatti, discariche e inceneritori non hanno materia prima per lavorare e vanno in crisi come una qualsiasi altra azienda: conti in rosso, stipendi che rischiano di non essere pagati, dipendenti a rischio.

 

Così la Regione sta correndo ai ripari bloccando le concessioni per la costruzione di nuovi impianti. Non solo: stando infatti a quanto riferisce il Corriere Veneto, l'assessore all’Ambiente, Maurizio Conte, è anche propenso a introdurre nel Piano Rifiuti, atteso per febbraio, la possibilità di convertire una parte delle linee dedicate allo smaltimento dei rifiuti urbani, oggi in difficoltà, in linee per lo smaltimento dei rifiuti speciali.

 

In questo modo una parte dei rifiuti 'pericolosi' delle industrie venete, che ora vanno in Germania, in Cina o nei Balcani, potrebbero essere smaltiti in casa e risollevare dalla crisi gli impianti di Fusina, Padova e Rovigo che hanno chiesto alla Regione di poter importare 'materia prima' dalle altre regioni italiane come la Campania.

 

L'unico ostacolo a una tale conversione, sottolinea il Corriere Veneto, è quello della convenienza. Bisogna infatti ancora capire se un servizio veneto di smaltimento dei rifiuti speciali sia concorrenziale rispetto a quello offerto dagli altri Paesi, visto che si tratta di un mercato privato e quindi governato dalla regola del prezzo più basso. In altre parole: se i cinesi chiedono meno soldi, perché l'imprenditore veneto dovrebbe preferire l'impianto a due passi da casa ma più costoso? A questo proposito in Regione si sta studiando il modo di rendere conveniente il servizio. Con l'aiuto dei sindaci. 

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