Banche del tempo: utili, solidali e contro la crisi

12.01.2012 19:31

 

Niente soldi, solo tempo: da scambiare, barattare, far fruttare. Le banche del tempo si affermano in Italia e i blogger sono felici di condividere e diffondere i loro principi e le loro iniziative

Banche del tempo: utili, solidali e contro la crisi

La crisi economica mondiale è qualcosa che tocca tutti molto da vicino e al tempo stesso rischia di apparire astratta, lontana dalla realtà quotidiana, quando le cifre proposte dai media sono così grandi e le strategie di risanamento così complesse da apparire irreali agli occhi di una persona comune.

I metodi scacciacrisi – invece – sono qualcosa di molto più tangibile, comprensibile e applicabile da ognuno nel proprio vissuto: si va dal riciclo e riuso di materiali per nuove creazioni, all’orto fai da te sul balcone che prende il posto delle piante ornamentali, fino alle banche del tempo (qui il loro sito ufficiale, ed il loro blog). Vediamo più nel dettaglio queste ultime.

Già presenti sul territorio italiano da qualche anno, queste realtà stanno vivendo di questi tempi un momento di ulteriore diffusione e crescita, rivelandosi particolarmente utili sia per il loro valore di condivisione di abilità e conoscenze, sia perché danno praticamente l’opportunità di offrire e ricevere servizi utili a costo zero.

Sul Web tanti ne parlano: scopriamo grazie ai blog quali sono le caratteristiche principali delle banche del tempo, dove trovarle e come affiliarsi alla loro rete.
Cominciamo da Stampolampo Blog che spiega come alla base della banca del tempo ci sia il concetto del baratto, tanto semplice ed efficace quanto consolidato nella nostra storia:

E’ un assunto semplicissimo: dal vecchio e consolidato detto occidentale “il tempo è denaro” si è passati ad una dimensione nuova “il denaro è il tempo”. Con queste premesse sono nate, circa 20 anni fa, le banche del tempo e, ad oggi, sembrano quantomai attuali e futuristiche.
Le banche del tempo (BdT) sono nate in Emilia Romagna nel 1988 e già dai primi anni 2000 (con l’inizio della crisi economica), contavano migliaia di soci ed affiliati. Per la verità loro (i soci), preferiscono farsi chiamare correntisti e gli sportelli sono, di solito, sedi di associazioni, circoli e bar. Non è quindi una banca vera e propria, non corre denaro, non vi sono telecamere né guardie giurate, è una associazione con un piccolo archivio di soci che sono disposti a donare parte del loro tempo agli altri.
Nelle BdT la possibilità di scambio è infinita. Sandra può tenere il bimbo di Maria per tre ore ed incassare un credito. Il suo credito può riscuoterlo chiedendo a Filippo, ex operaio in pensione, di usare tre ore del suo tempo per aggiustargli il bagno che non funziona. E Maria può sdebitarsi accompagnando per tre ore Marcello, che cammina appoggiandosi al bastone, a fare la spesa.

Sulle due valenze di aiuto reciproco e scambio attivo di saperi si sofferma Stefano Minguzzi:

Sinonimo di reciproca convenienza, lo scambio presuppone, per sua stessa definizione, che i soggetti che entrano in relazione siano attivi. Di conseguenza, diversamente che nel Volontariato (che si regge sul dono di aiuto ai bisognosi di assistenza), “la solidarietà che circola nelle B.T. non è a senso unico. E’ reciproca e alla pari. Il tempo scambiato è misurato in ore e l’ora è di 60 minuti per tutti, indipendentemente dalla professione, dalla classe sociale di appartenenza o dalle condizioni economiche delle singole persone”. [...] L’elenco degli aiuti che vengono scambiati e misurati in ore è molto lungo. Può essere suddiviso in due grandi aree: la prima, la prevalente, è composta dalle prestazioni minute che riguardano lo svolgimento della vita quotidiana (la spesa, la cucina, la lavanderia, le relazioni con gli enti pubblici, i bambini, gli anziani, il tempo libero in compagnia…); la seconda, molto diffusa anche perché favorisce la socializzazione, riguarda lo scambio dei saperi. Cioè, il baratto delle conoscenze che le singole persone possiedono. Questo secondo tipo di scambi mette sullo stesso piano saperi esistenti sul mercato (computer, lingue, pittura, fotografia…) e saperi “fuori mercato”, nel senso che ad essi non è attribuito valore economico. E’ il caso dei saperi delle persone anziane (come si viveva anni fa, i vecchi mestieri, com’era la città…) e delle casalinghe (ricette, ricami, pizzi, stiro…).

Risparmio a Roma ribadisce che tutti, ma proprio tutti, possono essere utili affiliati alle banche del tempo:

Chiunque può diventare correntista, perché ciascuno di noi sa/può fare qualcosa di utile per qualcun altro che non sia capace o sia impossibilitato a fare la stessa cosa. Non c’è quota di iscrizione e ciascuno al momento dell’adesione riceve un blocco di assegni-ore con cui si pagano le prestazioni. Non c’è un minimo di ore di disponibilità da offrire, né bisogna essere specializzati in un’attività: andando alla sportello più vicino si cercherà di capire insieme all’operatore tramite quali attività potersi  rendere utili, allo stesso tempo analizzando le proprie richieste-esigenze. [...] E se il vostro pensiero adesso è: “Ma poi devo ricambiare in qualche modo e per me che ho poco tempo non è possibile usufruire di un sistema del genere”, vi state sbagliando, perché voi dovrete rendervi disponibile per ricambiare facendo una cosa che vi piace e/o che fareste ugualmente nell’arco del vostro tempo, tipo cucinare, fare la spesa…
Allora meglio dire: il tempo è la nostra moneta. Convinti?

Secondo Hurricane_53 è il concetto di un commercio più umano ed equo a essere vincente:

Un vero e proprio commercio, dunque, che è però lontano anni luce dai canoni tradizionali del business che regola la nostra società. “Qui un’ora di tempo vale un’ora e basta” spiega ancora la presidente. “Non c’è differenza tra un servizio per installare Internet e una lezione di matematica. Il valore si misura soltanto con il tempo”. E se dietro questa idea di banca c’è senz’altro anche un progetto di solidarietà, si tratta comunque di iniziative che non rientrano nell’ambito del volontariato. Se gli iscritti alle Banche del tempo possono anche dare il loro contributo a chi ha bisogno (anziani, mamme con bambini, giovani), il principio che sta alla base è quello dello scambio. Del “commercio”, sì, ma dal volto umano.

Secondo un articolo apparso su Blog.panorama.itpartecipare alle attività di una banca del tempo può essere utile anche per chi, in periodo di crisi economica, si trova improvvisamente senza lavoro:

Già, rimettersi in gioco, ma come? Innescando meccanismi virtuosi: invece di isolarsi, persone della stessa azienda, nella stessa situazione, possono unire competenze diverse e sfruttare il tempo libero in maniera creativa. Per esempio creando attività minori (gli esperti raccomandano vantaggi fiscali per queste attività collettive); oppure dedicandosi al volontariato. «Sul modello delle banche del tempo, tanto in voga nel Nord Europa» esemplifica la psicologa della famiglia Chiara Saraceno «perché non mettere il tempo a disposizione per migliorare il proprio quartiere, o imbiancare la scuola dei figli?».
Un cambiamento per la società, sia in chiave di migliore cura degli affetti, sia per far quadrare il bilancio a stipendi ridotti dal minor lavoro.

Il blog di Antonello Caporale fa il punto della situazione sul lavoro svolto a Roma e riporta a proposito una dichiarazione di Maria Luisa Petrucci, Presidente nazionale della Banca del tempo:

È una banca che non è stata nemmeno sfiorata dai venti della grande crisi. Anzi, anno dopo anno ha aumentato i correntisti e gli sportelli, 23 nella sola capitale, distribuendo assegni a oltre 8mila romani. Dipenderà dal fatto che come moneta non usa gli euro ma le ore, sarà perché come obiettivo non ha il profitto ma lo scambio di favori e servizi. Stiamo parlando della «Banca del tempo», un istituto di credito parecchio sui generis aperto a Roma nel 1996. Che oggi funziona a pieno regime e in maniera gratuita per i cittadini, le associazioni, gli enti privati o chiunque desideri entrarne a far parte. Di più: solo nel 2007 ha reso possibili oltre 88mila ore di prestazioni, facendo risparmiare al Comune una cifra stimabile in un milione di euro. [...] «Diamo una mano a quelle persone che correndo tutto il giorno non hanno tempo per gestire le incombenze della vita quotidiana o che semplicemente hanno bisogno di compagnia», spiega Maria Luisa Petrucci, presidente nazionale della Banca del tempo. Che dell’iniziativa enfatizza innanzitutto la capacità di superare la solitudine e creare rapporti interpersonali, basati sulla voglia di stare insieme e non solo sulla mera convenienza. «Certo, a Roma è stato più difficile – ammette – perché nei piccoli centri la tendenza a fidarsi è maggiore, d’altronde lì ci si conosce più o meno tutti. Ma il bilancio è positivo, possiamo dire di avere vinto la nostra sfida».

Vediamo ora alcuni casi di diffusione sul territorio italiano di queste iniziative. Per quel che riguarda Milano02blog.it segnala tutti gli indirizzi e i recapiti delle filiali della zona e abbinaun’intervista al responsabile Luigi Tomasso:

Immagino che ci siano stati scambi assurdi
Scambi assurdi sono abbastanza rari perché la gente ha molto buon senso. Scambi originali, invece, ne abbiamo diversi. Per esempio, il socio Stellario ha chiesto alla BDT la correzione delle bozze di un suo romanzo di 800 pagine. L’abbiamo diviso tra dieci persone diverse perché era un lavoro molto lungo. Quando sono tornate indietro, le parti corrette avevano ciascuna uno stile diverso dal resto del romanzo. Allora l’abbiamo ricomposto e diviso soltanto tra altri due correttori. Ma anche questa volta gli stili erano diversi. Alla fine l’ha riletto Stellario stesso e l’ha riscritto quasi uguale alla prima stesura. Io stesso chiedo a volte delle marmellate fatte in casa in cambio delle mie ore d’impegno per le BDT. Ora una socia me ne ha portato 12 vasetti, uno diverso dall’altro: mi dureranno fino all’Expo 2015. Abbiamo gruppi che fanno conversazione in madrelingua inglese via skype: un socio è a Milano, l’altro abita al piano di sopra, una è in Nuova Zelanda e l’altra in Germania…A me fa ridere anche uno scambio di questa settimana: Paola del Raperonzolo , che chiede cibo per cani e gatti e in cambio dà un windsurf. Quante ore vale un windsurf?

E poi ci sono Bagheria, con il suo elogio della lentezza, FolignoGuspini, in Sardegna, dove si studiano utilizzi tradizionali e innovativi della lana, e Palermo, dove da qualche mese è nata la prima banca del tempo interculturale, come scrive Portale Solidale:

Una Banca del Tempo che nasce all’insegna della interculturalità per valorizzare lo scambio del tempo tra persone di culture diverse. Questa è la volontà degli operatori dell’associazione “ComeUnaMarea”, componente della fondazione “Anna Lindh Euro Mediterranean”, che sono pronti a lavorare in collaborazione con il Centro studi e documentazione sulle migrazioni del Comune che ha ideato “Aaa. Tempo libero offresi” [...] “Vogliamo creare un luogo virtuale dove le culture si possono incontrare. Un baratto di tempo – dice Concetta Bruno, presidente dell’associazione – tra cittadini italiani e migranti, uniti in un circuito di scambio sul tema del dono e delle culture, delle cono scenze e competenze. Il tempo sarà uno strumento per incentivare il dialogo fra le culture che vivono nel territorio e che si incontrano ogni giorno”.

Ma si tratta solo di qualche esempio, la lista completa degli “sportelli” delle banche del tempo è disponibile sul sito ufficiale: non resta che trovare la sede più vicina, e prepararsi a dare e ricevere tempo prezioso.

 

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