Amianto a San Giorgio. Il comitato scrive al Prefetto. Perchè l'area non è stata ancora posta sotto sequestro penale preventivo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria PER INOSSERVANZA ALLA NORMATIVA AMBIENTALE ?

27.09.2011 15:31

COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA

San Giorgio del Sannio, 27 settembre 2011

 

Al Prefetto di Benevento

Alla cortese attenzione della dr.ssa NUZZOLO Elvira

Agli organi di informazione

Io sottoscritta ROSANNA CARPENTIERI,  residente in San Giorgio del Sannio in via Cesine 36, telefono: 0824-337062, posta elettronica: rosanna.carpentieri@postacertificata.it,
in proprio e nella qualità di coordinatrice del Comitato sangiorgese Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia, inoltro per la dovuta conoscenza al Prefetto di Benevento l'istanza di accesso agli atti ai sensi della legge n.241/90 indirizzata al sindaco e ai dirigenti dell'Ufficio Tecnico del Comune di San Giorgio del Sannio e resa già disponibile agli organi di informazione in data venerdì 23 settembre 2011, relativa al pericolo di dispersione di microfibrille di amianto in via A. De Gasperi, a
seguito della demolizione dell'edificio dell'ex Poste intrapresa il giorno precedente, in data 22 settembre 2011.
Nella mattinata del 23 settembre la scrivente si è recata sul posto per documentare lo stato dei lavori di demolizione e constatava un edificio smembrato con presenza di notevoli polveri di abbattimento, un cantiere non identificabile, privo della cartellonistica informativa e di sicurezza obbligatoria per legge, sulla cui vigilanza è competente la Polizia
Municipale.
Dal colloquio con gli ufficiali della centrale operativa del N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico) apprendeva che frattanto era stata disposta dal Luogotenente della locale Caserma Carabinieri la sospensione dei lavori di abbattimento per la conclamata
presenza di amianto, segnalata da molti cittadini, notoria da anni e a livello nazionale per quella tipologia di prefabbricati delle Poste dismessi proprio per la loro insalubrità dovuta a presenza di asbesto (si veda in proposito causa di servizio per prepensionamento degli addetti postali), circostanza confermata dalla dott.ssa Barricella dell'A.R.P.A. Campania e dal dott.
Zucaro del Dipartimento di Prevenzione collettiva della locale A.S.L.
Di lì a poco intervenivano sul posto il dirigente dell'U.T.C. Arch. Mario FUSCO assieme a responsabili della ditta demolitrice i quali accedevano al cantiere, non ancora interdetto e sottoposto sotto sequestro penale, e sostenevano che non ci fosse amianto esibendo presunti accertamenti "negativi" dell'Arpac e non tutta la documentazione Arpac succedutasi negli anni sulla
cui base "non è posiblile escludere la presenza della fibra  minerale, in particolare nelle tubature e nella pensilina" .
E tuttavia, tra le 19,30 e le 20,30 dello stesso giorno 23.09.2011, mentre la popolazione era impegnata in piazza in celebrazioni religiose, veniva apposto all'interno del sito e sulla parte rimanente dell'edificio parzialmente abbattutto delle Poste un cartello recante la seguente dicitura: Attenzione, pericolo AMIANTO.
Cartello ridicolo se si considera che un danno immane alla salute e all'ambiente già è stato arrecato a causa dell'avventata demolizione che ha innescato una bomba ad orologeria ed ha creato la macabra realtà di un edificio contenente amianto sventrato con una demolizione criminale e alla chetichella e poi lasciato lì a disperdere amianto nei polmoni dei
cittadini...(!), e se si pensa che un solo centimetro lineare puo' contenere 335.000 fibrille di amianto che se esposte al vento sono estremamente dispersibili nell'aria ed altamente inalabili  se si considera che le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili.

Infatti se in un centimetro lineare è possibile disporre affiancati 250 capelli, oppure 500 fibre di lana, oppure 1.300 fibre di nylon, nello stesso centimetro è anche possibile disporre ben 335.000 fibre di amianto.
Ergo, non c'è mascherina che tenga! Ora purtroppo  siamo sotto la spada di Damocle delle malattie provocate dall'asbesto e dei loro tempi di latenza e pertanto, bisogna urgentemente intervenire sulla struttura per metterla in sicurezza e bonificarla dal materiale killer.
Ci chiediamo perciò perchè i Carabinieri di San Giorgio, minimizzando il problema, non abbiano provveduto a mettere sotto sequestro l'area dopo le numerose telefonate che i cittadini hanno fatto al NOE...
Se consideriamo che i carabinieri hanno interpellato l'ASL e successivamente il comune ha ritenuto di mettere il cartello indicante il pericolo confermando la presenza di amianto, perchè l'area non è stata ancora posta sotto sequestro penale preventivo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria PER INOSSERVANZA ALLA NORMATIVA AMBIENTALE ?
Conosciamo purtroppo " l'inerziale tendenza alla minimizzazione della polizia giudiziaria territoriale" per le emergenze ambientali di San Giorgio del Sannio, tra cui la pregressa dispersione di diossine a causa dell'incendio del capannone Barletta del 2009 e, ne conosciamo - sulla nostra pelle - le attuali conseguenze in termini di perdita irreversibile del nostro stato di salute !

Ci corre obbligo segnalare anche un'altra grave anomalia in corso: oggi 27 settembre è giorno di mercato cittadino a San Giorgio del Sannio e non ci risulta che via Alcide De Gasperi sia stata interdetta al mercato, ai venditori e al pubblico nonostante ad un metro dal marciapiede insista l'edificio sventrato interessato dall'asbesto.

Chiediamo l'immediata attivazione e della Prefettura e della Magistratura in quanto, se il danno alla salute già è stato inferto, non possiamo di certo mettere in conto di dover impattare  il vicolo cieco di una malattia incurabile e letale come il cancro della pleura senza individuare responsabili e assicurarli alla giustizia.

Di seguito si riporta l'istanza di accesso agli atti del 23.09.11. Si allega documentazione fotografica del 23 settembre 2011.
Con osservanza
Rosanna Carpentieri

 

Con una nota diffusa oggi la coordinatrice del Comitato sangiorgese Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia Rosanna Carpentieri, fa presente l’assurda situazione dell’ex edificio poste a San Giorgio del Sannio a pochi giorni dalla segnalazione riportata anche da BCR Magazine.

 

 

LA NOTA DEL COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA DEMOCRAZIA

Amianto nell'ex edificio postale di San Giorgio del Sannio: informata la Prefettura

E' indirizzata al Prefetto di Benevento la nota, che pubblichiamo di seguito, redatta da Rosanna Carpentieri, portavoce del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia di san Giorgio del Sannio (Benevento). 

E', appunto inoltrata all'organo periferico dello Stato sul territorio, “l'istanza di accesso agli atti ai sensi della legge n.241/90 indirizzata al sindaco e ai dirigenti dell'Ufficio Tecnico del Comune di San Giorgio del Sannio e resa già disponibile agli organi di informazione in data venerdì 23 settembre 2011  relativa al pericolo di dispersione di microfibrille di amianto in via A. De Gasperi, a seguito della demolizione dell'edificio dell'ex Poste intrapresa il giorno precedente, in data 22 settembre 2011”. 

Di qui anche la ricostruzione della vicenda: “Nella mattinata del 23 settembre la scrivente si è recata sul posto per documentare lo stato dei lavori di demolizione e constatava un edificio smembrato con presenza di notevoli polveri di abbattimento, un cantiere non identificabile, privo della cartellonistica informativa e di sicurezza obbligatoria per legge, sulla cui vigilanza è competente la Polizia Municipale. 

Dal colloquio con gli ufficiali della centrale operativa del NOE apprendeva che frattanto era stata disposta dal Luogotenente della locale Caserma Carabinieri la sospensione dei lavori di abbattimento per la conclamata presenza di amianto, segnalata da molti cittadini, notoria da anni e a livello nazionale per quella tipologia di prefabbricati delle Poste dismessi proprio per la loro insalubrità dovuta a presenza di asbesto (si veda in proposito causa di servizio per prepensionamento degli addetti postali) e confermata dalla dott.ssa Barricella dell'A.R.P.A. Campania e dal dott. Zucaro del Dipartimento di Prevenzione collettiva della locale A.S.L. 

Di lì a poco intervenivano sul posto il dirigente dell'UTC Arch. Mario Fusco assieme a responsabili della ditta demolitrice i quali accedevano al cantiere, non ancora interdetto e sottoposto sotto sequestro penale, e sostenevano che non ci fosse amianto esibendo accertamenti "negativi" dell'Arpac e non tutta la documentazione Arpac succedutasi negli anni sulla cui base "non è posiblile escludere la presenza della fibra  minerale, in particolare nelle tubature e nella pensilina" . 

E tuttavia, tra le 19,30 e le 20,30 dello stesso giorno 23.09.2011, mentre la popolazione era impegnata in piazza in celebrazioni religiose, veniva apposto all'interno del sito e sulla parte rimanente dell'edificio parzialmente abbattuto delle Poste un cartello recante la seguente dicitura: Attenzione, pericolo Amianto. 

Cartello ridicolo se si considera che un danno immane alla salute e all'ambiente già è stato arrecato a causa dell'avventata demolizione che ha innescato una bomba ad orologeria ed ha creato la macabra realtà di un edificio contenente amianto sventrato con una demolizione criminale e alla chetichella e poi lasciato lì a disperdere amianto nei polmoni dei cittadini...(!), e se si pensa che un solo centimetro lineare puo' contenere 335.000 fibrille di amianto che se esposte al vento sono estremamente dispersibili nell'aria ed altamente inalabili  se si considera che le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili. Infatti se in un centimetro lineare è possibile disporre affiancati 250 capelli, oppure 500 fibre di lana, oppure 1.300 fibre di nylon, nello stesso centimetro è anche possibile disporre ben 335.000 fibre di amianto. 

Ergo, non c'è mascherina che tenga! Ora purtroppo  siamo sotto la spada di Damocle delle malattie provocate dall'asbesto e dei loro tempi di latenza e pertanto, bisogna urgentemente intervenire sulla struttura per metterla in sicurezza e bonificarla dal materiale killer. 

Ci chiediamo perciò perchè i Carabinieri di San Giorgio, minimizzando il problema, non abbiano provveduto a mettere sotto sequestro l'area dopo le numerose telefonate che i cittadini hanno fatto al NOE... 

Se consideriamo che i carabinieri hanno interpellato l'ASL e successivamente il comune ha ritenuto di mettere il cartello indicante il pericolo confermando la presenza di amianto, perchè l'area non è stata ancora posta sotto sequestro penale preventivo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per inosservanza alla normativa ambientale ? 

Conosciamo purtroppo " l'inerziale tendenza alla minimizzazione della polizia giudiziaria territoriale" per le emergenze ambientali di San Giorgio del Sannio, tra cui la pregressa dispersione di diossine a causa dell'incendio del capannone Barletta del 2009 e, ne conosciamo - sulla nostra pelle - le attuali conseguenze in termini di perdita irreversibile del nostro stato di salute ! 

Ci corre obbligo segnalare anche un'altra grave anomalia in corso: oggi 27 settembre è giorno di mercato cittadino a San Giorgio del Sannio e non ci risulta che via Alcide De Gasperi sia stata interdetta al mercato, ai venditori e al pubblico nonostante ad un metro dal marciapiede insista l'edificio sventrato interessato dall'asbesto.

Chiediamo l'immediata attivazione e della Prefettura e della Magistratura in quanto, se il danno alla salute già è stato inferto, non possiamo di certo mettere in conto di dover impattare  il vicolo cieco di una malattia incurabile e letale come il cancro della pleura senza individuare responsabili e assicurarli alla giustizia”.

 

 

 


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