Alfonso Papa: dalla Procura al Parlamento alla P4

28.06.2011 10:55

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Apprendo ancora dai giornali, anzi dai tg, di provvedimenti che mi riguardano, ma non ho ricevuto nessuna comunicazione.  Sono assolutamente sereno, aspetto di vedere di che cosa sarei accusato ed ho già investito tutte le autorità competenti della vicenda che mi riguarda.Commenta così Alfonso Papa il suo coinvolgimento nell'inchiesta P4, che definisce un'elucubrazione complottistica in salsa napoletana e una faida interna agli ambienti giudiziari finalizzata a colpirmi. Dal suo punto vista, profetizzò che le indagini sarebbero state svolte in piena violazione delle prerogative parlamentari.

Prima di diventare deputato per il PDL, Alfonso Papa è stato pm alla Procura di Napoli, dove svolgeva attività sindacale per la Unicost. Nel 1999 è stato candidato alla giunta distrettuale dell'ANM (Associazione Nazionale Magistrati) e nel 2000 entra nella giunta nazionale. Vicecapo di gabinetto del ministro della Giustizia Roberto Castelli diventa direttore generale degli Affari civili per il ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Attualmente è membro della Commissione giustizia, delle Commissioni parlamentari per la semplificazione d'inchiesta sul fenomeno della mafia e della altre associazioni criminali

Il giro funzionava così: Papa chiedeva notizie riservate al sottufficiale dei carabinieri Enrico La Monica, in servizio presso la sezione Anticrimine di Napoli, che recuperava i segreti utili e li riferiva a Papa che manipolava quanto saputo per un esito positivo delle inchieste, in cambio di una serie di onerosi favori da parte degli interessati.

Il primo maneggio di Papa avviene su richiesta di Bisignani: fui io a chiedere notizie e informazioni quando seppi della vicenda di Nola e di contro e in cambio a me il Papa chiese di appoggiare la sua candidatura alle elezioni del 2008 ed effettivamente io ne parlai con Verdini che compilò le liste. Infatti Alfonso Papa viene eletto nelle file del PDL.Ebbi alcuni problemi giudiziari con la procura di Nola riferiti alla dottoressa Tucci, cui io ero legato, e riferito a vicende societarie di società nel nolano, continua Bisignani nel suo interrogatorio del 9 marzo scorso. Fu così che Papa cominciò a proporsi per darmi notizie, insomma da una parte si proponeva e proponeva di adoperarsi nel mio interesse e dall'altro mi dava indicazioni spesso infondate. Dopo di che arrivarono le informazioni sui procedimenti a carico di Denis Verdini, coordinatore del PDL, Mauro Masi, ex direttore generale della Rai e Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Non so cosa Papa possa aver acquisito su di me, cado dalle nuvole. Non ho mai parlato con lui di presunte inchieste a mio carico, non sapevo nemmeno che esistessero e non so neppure se davvero esistano, replica Letta.

reati contestati Papa sono, tra gli altri, corruzione,favoreggiamento e concorso in rivelazione di segreti d'ufficio.
Nella sua rete sarebbero finiti altri due imprenditori che, in cambio di informazioni sulla loro situazione giudiziaria nonché su un'aggiustatina in loro favore grazie alla vasta rete di amicizie e relazioni, si sarebbero profusi in doni cospicui, denaro e altre regalie utili
Nel caso dell'imprenditore napoletano Gallo, Papa, attraverso il fido La Monica, avrebbe millantato un imminente arresto.

Per scongiurare l'eventualità, l'uomo avrebbe provveduto a regalare una serie di costosissimi oggetti Cartiersoggiorni al Principe di Savoia di Milano al parlamentare e ad altri vicino a lui, compresi una serie di contratti fittizi di consulenza a diversi conoscenti del deputato.  
Al secondo imprenditore, settore energia mentre Gallo è nel settore elettricità, venne rivelato che il suo telefono è sotto controllo. Per la solita promessa di un'aggiustatina avrebbe versato a Papa 10.000 euro, un'assunzione per la moglie avvocato dell'onorevole e la partnership in un affare con lo stesso.

Un altro capitolo dell'ordinanza di custodia cautelare riguarda la concussione
Imprenditore napoletano, settore apparecchiature antincendio: Papa gli propone l'aggiudicazione di appalti all'Eni e alla Protezione civile, Bertolaso doveva assecondarlo perché si stava muovendo per risolvere i suoi guai giudiziari, in cambio di due soggiorni all'Hotel De Russy di Roma per oltre 4.000 euro.

Stessa tattica per il titolare di una società di impiantistica in affari con l'amministrazione pubblica:3.000 euro in due tranches versate a un collaboratore del parlamentare PDL, per coprire le spese della segreteria napoletana e lo stipendio dell'assistente in questione. Per sventare il suo imminente arrestoun immobiliarista invischiato nell'indagine sulla BNL della Procura di Milano, avrebbe pagato per 2 anni l'affitto di un appartamento a Roma, a disposizione di Papa, stipulato un contratto agevolato a favore di conoscente di quest'ultimo e costituito una società per la manutenzione degli immobili sanitari. Infine, il responsabile di un'agenzia di pubbliche relazioni avrebbe promesso una percentualeleggi

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