19 marzo.Ai giovani occorre insegnare cosa è camorra oggi, hic et nunc, riconoscerla e combatterla, nell'agire quotidiano

18.03.2012 16:16

Personalmente, ecco cosa penso del 19 marzo, della giornata in ricordo di tutte le vittime della mafia e di quelle sacrificatesi per il valore della legalità che si celebrerà il prossimo 19 marzo, per volere di chi, poco mi riguarda.

Dalla memoria occorre passare all'azione e all'esempio.
Basta con l'antimafia dei memoriali e dei giorni del ricordo per ripulirsi un pò di polvere dalla coscienza e qualche scheletro ingombrante dagli armadi.
D'altronde, quel che è più grave,  non si supera la visione stereotipa e filmografica della camorra.
Ai giovani occorre insegnare cosa è camorra oggi, hic et nunc, riconoscerla e combatterla, altrimenti quest'ultima diventa un'entità stravagante , neutrale e sovrumana come "il mercato" e lo "spread".
Oltre al disgusto per stucchevoli memoriali e parate della cd.antimafia in auge, qui si rischia di non riconoscere e denunciare la mafia o la camorra quotidiana. E, vi assicuro che l'azione (o lo schiodarsi dal teporoso branco o dalla vile routine) non è "assodata a prescindere"!
Se non si può parlare di un ente pubblico "in odore di mafia e malaffare" perchè il sindaco si sente diffamato a priori e a prescindere e querela chi ha riportato un fatto di cronaca che integrerebbe gli estremi di un'associazione a delinquere di tipo mafioso, e...tutti sono omertosi a priori e a prescindere, mi dite cosa porterà di buono ricordare domani don Peppe Diana?
Forse bisogna essere un affamato di giustizia ed una vittima di mafia per immedesimarsi in loro, per capire se è proprio la sterile cerimonia del memoriale che vorrebbero ! 
Bisogna secondo me oltrepassare il ricordo per misurarsi ogni giorno con la camorra e, soprattutto, insegnare alle nuove generazioni dov'è la camorra oggi, non solo ieri, ai tempi di Diana...
 
Di seguito troverete la nota di una mia cara amica e compagna di lotte, grande cittadina attiva che come me è cresciuta avendo sempre di fronte l'esempio di un padre e di una madre onesti fino all'inverosimile e di tante persone che hanno improntato la loro vita alla legalità e alla trasparenza... 
La pensa in modo leggermente diverso da me ed io naturalmente rispetto il suo pensiero.
Rosanna Carpentieri
 

Elvira Santaniello: "Mettiamo da parte poesie e lavoretti, spieghiamo ai nostri figli chi era Don Peppe Diana"

Elvira Santaniello, nelle vesti di mamma e cittadina attiva, ha inviato la seguente nota relativa alla giornata in ricordo di tutte le vittime della mafia e di quelle sacrificatesi per il valore della legalità che si celebrerà il prossimo 19 marzo.

"Il 19 marzo in Campania non è semplicemente la festa del papà: dal 2010, infatti, per iniziativa dell’allora Assessore Regionale all’Istruzione, Corrado Gabriele, è stata istituita, proprio per il 19 marzo, la giornata in ricordo di tutte le vittime della mafia e di quelle sacrificatesi per il valore della legalità, e in particolare di Don Giuseppe Diana, ucciso nella sacrestia della sua chiesa, la Parrocchia di San Nicola a Casal di Principe, proprio nel giorno di San Giuseppe.

Lunedì, dunque, non si andrà a scuola, ma con questo giorno di vacanza non c’entrano né la festa religiosa di San Giuseppe né la festa consumistica e commerciale del papà: è una festa laica quella che celebreremo, nel ricordo di un uomo e di un sacerdote che ha fatto della lotta alla criminalità organizzata il punto nodale della sua vita e che proprio da questa criminalità che combatteva ogni giorno è stato barbaramente ucciso.

E’ il giorno del ricordo, e fare memoria del sacrificio di Don Diana è sicuramente un atto doveroso. Lo stesso Assessore Gabriele, nelle motivazioni per l’istituzione di questa celebrazione, scriveva che il 19 marzo deve essere “uno stimolo, per i ragazzi e tutti gli studenti, a crescere nella memoria di questa importante figura di resistenza contro la camorra”.

Ebbene, ho chiesto ai miei figli, che frequentano la IV elementare, se, per caso, in questi giorni, avessero parlato a scuola di Don Diana, ma loro, candidamente, mi hanno risposto: “e chi è?”

Francamente, come mamma e come cittadina impegnata su vari fronti nella diffusione della cultura della legalità, sono rimasta particolarmente meravigliata dal fatto che non ne sapessero nulla e ho deciso di parlargliene io, ma ho anche deciso di scrivere al Dirigente Scolastico affinché invitasse il corpo insegnante a raccontare, anche ai più piccoli, di don Diana, del suo impegno anticamorra e del suo sacrificio “per amore del suo popolo”.

L’istituzione di questa ricorrenza a carattere regionale è stata una felice intuizione ed un atto sicuramente meritorio da parte della Regione Campania, ma non può e non deve passare come un’occasione come altre per fare festa a scuola!

La figura di don Diana è patrimonio di tutti, della Chiesa, delle associazioni cattoliche e laiche, dei semplici cittadini, delle Istituzioni, di tutti quanti considerano prioritario per la crescita a 360° della società l’eliminazione di quel cancro maligno che è la camorra, il malaffare, la criminalità… la figura di don Diana è patrimonio anche della scuola, che dovrebbe sentire forte il dovere culturale ed educativo di promuovere la memoria di esempi così grandi di coerenza e di coraggio.

Il mio invito, dunque, l’invito di mamma e di cittadina attiva e consapevole, è a tutti gli insegnanti e gli operatori della scuola: mettiamo per una volta da parte la solita poesia per la festa del papà e il classico e, probabilmente obsoleto, lavoretto con le mollette e facciamo iniziative volte a stimolare i nostri figli alla riflessione sull’impegno e il sacrificio di don Diana e di tutti quanti si sono sacrificati per il valore della legalità!

Solo così possiamo veramente crescere nella cultura della legalità, praticandola e tenendone sempre in mente il valore: credo che i papà ne saranno ugualmente contenti!

 

 
 
 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...