A Benevento il GAF, gruppo di acquisto per investire sul fotovoltaico . Cavie o privilegiati ?

30.10.2011 16:32

 

I beneventani avranno, primi nel meridione, l’opportunità d’investire sul fotovoltaico attraverso il circuito del GAF. Ne parliamo con Gianfranco Padovan, ideatore dell’iniziativa

 

di Alessandro Paolo Lombardo

 

Il signor Gaf è estremamente cordiale, ha un’espressione buona e somiglia vagamente a Paolo Villaggio. Si chiama Gianfranco Padovan ed è il presidente di EnergoClub Onlus, associazione nazionale che gestisce il gruppo di acquisto fotovoltaico (GAF – Sole in rete). «L’associazione è a fianco delle persone che hanno problemi». Problemi energetici? «Veri e proprio handicap culturali. Tutta l’Italia ha un handicap culturale in campo energetico».

 

Non a caso la nostra nazione è riuscita a realizzare l’ossimoro di un’energia rinnovabile non rispettosa dell’ambiente, si pensi allo scempio del Fortore o all’imbroglio legalizzato del Cip6 («Unici in Europa abbiamo inventato le "fonti assimilate alle rinnovabili" - scarti di raffineria, rifiuti urbani... - e abbiamo così pesantemente distolto risorse economiche alle vere rinnovabili per ormai 20 anni»). «Nonostante l’enorme predisposizione del nostro territorio all’utilizzo di fonti rinnovabili, rappresentiamo il fanalino di coda a livello europeo», nota Padovan. Quindi ha realizzato il Gaf, attraverso il quale già mille famiglie hanno cominciato ad autoprodursi l’energia elettrica. L’acquisto collettivo permette di avere più potere contrattuale e garanzie, abbattendo i prezzi, la convenzione con Banca Etica consente di ottenere finanziamenti con tassi di interesse agevolati. La sinergia con le associazioni del territorio è necessaria a non perdere di vista che in gioco non è solo l’economia, ma anche una filosofia di vita e un’idea politico-sociale.

 

Il mondo associazionista sannita ha risposto con entusiasmo alla chiamata di Padovan che ha presentato il progetto in una conferenza stampa alla libreria Masone. Come coordinatore della Rete Arcobaleno, Alessio Masone ha calato l’iniziativa nel turbolento contesto nostrano: sposando la filosofia del fotovoltaico si combatte pacificamente e incisivamente contro l’inquinante centrale Luminosa e contro i futuri mostri che potrebbero arrivare. Si eviteranno, nel tempo, i tralicci degli elettrodotti ad altissima tensione (vedi ancora una volta il caso del Fortore), necessari alla distribuzione di energia derivante da impianti centralizzati. «Verrà meno uno dei grandi nodi tra politica e grandi imprese, multinazionali, prive di senso di responsabilità nei confronti di un territorio al quale sono estranee e indifferenti. L’energia non andrà in Puglia ma direttamente nelle nostre case, i soldi non andranno in Svizzera ma si distribuiranno nei nostri paesi».

 

Dopo la conferenza abbiamo incontrato Gianfranco Padovan per saperne di più sulla sua creatura. Partiamo da lui, il signor Gaf. Ingegnere meccanico, classe di ferro 1963. Università di Padova, poi lavora per dieci anni sul tema dell’energia al CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). «Ma spesso chi opera nel mondo della ricerca rimane isolato.» E Lei come si è sbloccato? «Uscendone.» Così ha lavorato nel campo del riscaldamento elettrico, dello scambio termico e nella consulenza aziendale in aziende private per altri venti anni. Nel 2005 è tra i fondatori EnergoClub, onlus con la mission di convertire il sistema energetico dalle fonti fossili alle rinnovabili entro il 2040. Nel 2011 parte il Gaf.

 

Com’è nata l’idea del “Sole in rete”?

«Il progetto inizia quando il comune di Roncadelle (Brescia) emana un bando per sostenere i cittadini che volessero investire nel fotovoltaico e coinvolge EnergoClub Onlus, associazione già esistente e impegnata nei temi del risparmio ecologico. Le adesioni al bando furono numerose e si pensò di creare, a questo punto, un gruppo d’acquisto. Preciso che il nostro non è l’unico, ne esistono altri tra cui il celebre Mercidolci di Jacopo Fo che, però, rimane un’iniziativa commerciale. Noi siamo una onlus.»

 

Ecco, a proposito delle onlus: a fronte dei quattordici comuni che hanno concesso il patrocinio, altre amministrazioni hanno mostrato una certa diffidenza… Il sindaco Luigi Paragone di San Giorgio La Molara ha rifiutato di ascoltare in cosa consiste il progetto del GAF dopo aver letto sull’opuscolo informativo che il promotore è per l’appunto un’associazione senza fini di lucro. «Evadono le tasse e celano magagne», è stato il suo commento.

Le onlus hanno un po’ quest’etichetta, ultimamente. Ma noi possiamo dimostrare di essere una onlus. Qualche comune ha richiesto il bilancio di esercizio e noi l’abbiamo fornito. Addirittura qualcuno ha affermato che è più facile avere a che fare con le amministrazioni presentandosi come azienda privata… Ma noi non siamo e non vogliamo essere un gruppo di vendita. L’iniziativa sostiene chi acquista.»

 

La provincia di Benevento è la prima nel meridione in cui viene lanciato il progetto del Gaf. Perché proprio Benevento?

«Si sono create le condizioni giuste. Tra i nostri partner c'è l'azienda Achab Group, che ha curato la comunicazione per il Gaf Sole in rete in Triveneto, a cui afferisce Achab Med che ha sede proprio a San Giorgio del Sannio...

 

Anche il Comune di San Giorgio del Sannio non ha patrocinato l’iniziativa…

«Gli amministratori locali in queste scelte tendono sempre a pararsi il culo, evitano di schierarsi per evitare critiche. Ribadisco che noi siamo una onlus. Forse rischiare critiche senza nessuna occasione di lucro non deve sembrare conveniente…»

 

Dunque: l’incontro tra energoclub e Achab ha fatto sì che i cittadini di Benevento e provincia siano i primi nel meridione ad avere l’opportunità di aderire al Gaf. Cavie o privilegiati?

«Privilegiati, senz’altro. Le “cavie” le abbiamo già avute al Nord… I prezzi ottenuti attraverso il gruppo d’acquisto sono risultati tra il 20 e il 30% inferiori alla media di mercato. 1500 famiglie hanno aderito al progetto, 1000 hanno effettivamente installato un impianto fotovoltaico con noi. Magari con le informazioni acquisite attraverso il Gaf alcune delle 500 che non hanno proseguito con noi avranno trovato altre strade, qualche amico installatore. E a noi va benissimo, purché la tecnologia del fotovoltaico si diffonda rapidamente.»

 

Massimo Iazzetti ha titolato sul giornale «Benevento» “GAF contro Luminosa”. Le sembra uno slogan efficace? Il Gaf è in concorrenza con altre forme di produzione energetica?

«Il GAF è un metodo, uno dei metodi per favorire la diffusione più rapida della nuova tecnologia nel territorio. La tecnologia del fotovoltaico è sicuramente alternativa all’attuale produzione termoelettrica. Bisogna dirlo chiaramente, la produzione centralizzata è un pro-ble-ma: inquina e produce pochi posti di lavoro, uno-due operatori potrebbero pilotare una centrale. Capital-intensive. Invece il fotovoltaico, non avendo bisogno di grandi capitali, è in grado di generare reddito diffuso nonché nuovi posti di lavoro, per manodopera e manutenzione. Instaura uno dei cosiddetti “circoli virtuosi”. Per quanto riguarda lo slogan di Iazzetti, sicuramente richiama l’attenzione. Ma più che contro direi: più competitivo, più conveniente. Le curve di esperienza delle due tecnologie si incroceranno tra un paio di anni, quando il costo di un kilowattora del fotovoltaico sarà inferiore a quello di una centrale turbogas.

 

Quindi meglio investire tra due anni?

Ma ora ci sono gli incentivi, conviene!

 

 

Per ulteriori informazioni: alessandropaololombardo@bmagazine.info

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