A San Giorgio il patto tra i sindaci è carta straccia. E così pure l'impegno per il Piano Energetico Comunale

15.03.2012 18:31

 

San Giorgio del Sannio fa parte dal lontano settembre 2010 del patto dei sindaci per l'energia sostenibile ed ha sottoscritto degli impegni precisi.
Cosa sta facendo l'amministrazione in carica a riguardo ? Nulla, a quanto ci risulta e siamo nel 2012 !
Le linee guida forniscono raccomandazioni dettagliate relative all’intero processo di elaborazione di una 
strategia energetica e climatica locale, a partire dall’impegno politico iniziale sino all’attuazione.
Il documento è diviso in 3 parti: 
· la parte I descrive il processo generale del PAES e copre le questioni strategiche;
· la parte II spiega come elaborare un Inventario di Base delle Emissioni;
· la parte III descrive degli esempi di misure tecniche che possono essere attuate sul territorio dalle 
autorità locali nei vari settori di attività.
Ma il Comune non ha ancora neppure presentato il Piano di Azione per l'energia sostenibile(PAES) !
Ma vi è dipiù.
La stessa amministrazione Ricci ha scritto a lettere cubitali nel programma di governo (lista Insieme) che questa giunta si propone di fare il piano energetico comunale (PEC), indispensabile strumento di pianificazione energetica, e tutto ciò che è ad esso correlato. Quando ?
L’articolo 5 della Legge 10/91, al comma 5, stabilisce che i Piani Regolatori Generali dei Comuni 
debbano prevedere uno specifico piano a livello comunale relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia, ossia un Piano Energetico Comunale (PEC).
Il Piano Energetico Comunale è uno strumento pianificatorio che si affianca al Piano Regolatore 
Generale e che comporta la misura dei consumi di energia della città, suddivisi per settori, l’analisi 
di questi dati e l’individuazione degli interventi di risparmio di combustibili tradizionali (petrolio, 
benzine, carbone, metano) e la promozione dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Il  Piano Energetico rappresenta, senza dubbio alcuno, uno strumento di collegamento tra le 
strategie di pianificazione territoriale e le azioni di sviluppo sostenibile, in quanto traduce 
operativamente gli indirizzi dell'Amministrazione in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili, 
sensibilizzazione degli utenti all'uso razionale dell'energia, informazione degli stessi strumenti di 
governo del territorio ai principi del consumo razionale e sostenibile delle risorse energetiche. 
I principali obiettivi che si pone il PEC riguardano da un lato il miglioramento della qualità 
ambientale della città e dall’altro il contributo agli impegni nazionali per la riduzione delle 
emissioni di CO2.
I campi di applicazione nei quali finalizzare le politiche di risparmio analizzate sono i seguenti:
· il settore residenziale e produttivo 
· la mobilità 
· l’illuminazione
· Il ciclo ambientale dei rifiuti
· la corretta informazione dei consumatori
  • utilizzazione di disponibilità energetiche locali, di servizi energetici locali, di 
    tecnologie energetiche prodotte localmente, di competenze energetiche locali;
  • limitazione di infrastrutture energetiche, inquinamento ambientale, usi 
    energetici non compatibili con la politica di gestione del territorio;
    sostegno alla creazione di servizi energetici locali, di  nuova occupazione o 
    conversione di occupazione preesistente, alle politiche energetiche regionali, 
    nazionali e comunitarie, ad altra pianificazione comunale, alla domanda di altri 
    servizi collegati agli usi energetici;
     

     

Con il “Piano Energetico Comunale” viene  elaborato uno strumento che introduce il fattore
“efficienza energetica” come indicatore di qualità sia delle scelte strategiche di sviluppo territoriale 
ed urbanistico sia di quelle gestionali ed amministrative soprattutto sul patrimonio edilizio di 
proprietà pubblica.
Pertanto, non si può prescindere da: 
  • Censimento Energetico degli Edifici di proprietà comunale con particolare riferimento alle strutture scolastiche (asili, scuole materne, elementari e medie inferiori), dove individuare i possibili interventi di risparmio energetico e ricorso alle fonti rinnovabili.
  • Capitolati d'appalto per la gestione energetica degli impianti e degli edifici, contenenti forme innovative per l'incentivo d'interventi "energy saving" ripagati con il risparmio stesso nel corso dei una gestione pluriennale.
  • Regolamento Edilizio con uno specifico richiamo a "Linee guida per l'Energia", contenenti raccomandazioni progettuali per l'uso efficiente dell'energia e la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare nelle aree in trasformazione, recupero e riqualificazione urbana.

Dunque, è indispensabile redigere entro due anni dall'insediamento del Consiglio comunale un Piano Energetico Comunale per la promozione dell'uso delle energie alternative. Il Piano Energetico Comunale e' previsto già  dalla datata legge 10/91. Nel PEC dovranno essere stabiliti l'obbligo per i costruttori di costruire abitazioni ad alta efficienza energetica, redigendo una classificazione delle abitazioni in base al livello di risparmio energetico. Si dovranno prevedere forme d'incentivazione all'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Si dovrà  procedere alla dotazione degli uffici comunali, delle scuole gestite dal Comune e delle strutture sportive comunali di pannelli solari o fonti rinnovabili. A San Giorgio ancora nulla di tutto questo.Perchè sindaco Ricci?

 

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