ZAMPARINI INDAGATO A BENEVENTO DECIDE DI BUTTARSI IN POLITICA CONTRO LA BUROCRAZIA.Corrotto, depravato, inquisito:il candidato ideale. (Cosa dice il neo-filantropo...)

26.11.2010 11:41

Mentre sulla stampa siciliana tengono banco le notizie riguardo la richiesta d’arresto  avanzata nei confronti di Maurizio Zamparini da parte della Procura della Repubblica di Benevento, (per i reati di corruzione e truffa connessi alla realizzazione dell’ipermercato I Sanniti, questione di cui “gli italiani” si è già occupata nei giorni precedenti), il patron del Palermo annuncia la sua “discesa in campo” nelle prossime elezioni.

 

Una notizia non nuova, a dire la verità, già due giorni fa Zamparini aveva dichiarato di voler costituire un movimento politico, ma oggi questo progetto comincia a prendere forma.

Un nome ce l’ha gia’: Tea Party. ‘Ma non avra’ una connotazione di destra come negli Stati Uniti – afferma il presidente del Palermo – ma neanche di sinistra. A noi interessano le esigenze della gente e dare una scossa a questo Paese che si deve svegliare’.

‘Il giorno che ci fossero delle elezioni – dice Zamparini a Repubblica-Palermo – potremmo dare il nostro sostegno a partiti che gia’ esistono e che la pensano come noi. Lo schieramento non ci interessa’.

Zamparini andra’ ogni martedi’ a Tele Lombardia ad esporre le sue idee: ‘Parlero’ dei problemi degli operai – sottolinea – ma anche degli imprenditori, dei contadini, degli studenti, categorie ormai dimenticate dai nostri politici ’. Quello che mi interessa è dare una mano a quei giovani che mi hanno contattato, che mi hanno manifestato le loro esigenze e che vogliono rappresentare l’Italia delle cose da fare”.

 

http://www.gliitaliani.it/2010/11/zamparini-indagato-a-benevento-decide-di-buttarsi-in-politica/

 

Non è peregrino ricordare la singolare strategia corruttiva dichiarata e il sistema standard utilizzato da Maurizio Zamparini - il vulcanico patròn del Palermo Calcio, interessi commerciali in mezza Italia - per convincere gli amministratori recalcitranti ad ottenere provvedimenti favorevoli alla costruzione dei suoi ipermercati.

"Noi siamo abituati ad accontentare tutti i politici, di maggioranza e di opposizione, offrendo posti di lavoro. Basta che ci lascino operare senza intoppi". 

 

Che dire?

Sarà oltremodo curioso scoprire  quale sia la mandragora di Zamparini per il "sonno italico"...

 

 

“Vorrei scendere in campo – ha detto al settimanale Oggi -. Non per fondare un partito, ma un movimento perché sono preoccupato per questo Paese. Un paese che sia sganciato “dalla burocrazia, che affronti i problemi della quotidianità – spiega Zamparini. A noi interessano le esigenze della gente, non quelle della politica che è sempre più distante dai problemi dei singoli cittadini. Il nostro obiettivo è quello di cercare di dare quelle risposte che la politica non riesce più a dare. Vogliamo riprenderci quella torta che i politici ormai da troppo tempo pensano sia soltanto loro.” Maurizio Zamparini a difesa del popolo, il patron del Palermo si erge a Cicerone.Mi immagino un’Italia confederale con aree forti come la Sicilia dotate di un grande potere simile ai cantoni svizzeri o agli stati membri degli Stati Uniti”.

Palermo, North Dakota. 

Il parallelismo con Silvio Berlusconi, presidente del Milan, é presto fatto, ma Zamparini non vuole paragoni. “Io sono un liberale, (chissà se sono d’accordo le frotte di allenatori da lui silurati, ndr), non sono più un sostenitore di Berlusconi – ha spiegato -. Purtroppo Berlusconi non è più un liberale. Anche Mussolini era socialista e direttore dell’Avanti poi si trasformò in un dittatore. La Lega non la ritengo liberale”.

Le emergenze? Per Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, il vero problema non è la mafia ma la burocrazia.

“Dico sempre al procuratore antimafia Grasso: la mafia ve la siete un po’ inventata per giustificare il vostro lavoro – dice al settimanale Oggi -. In Campania, dove ho tre centri commerciali, è diverso, lì si sente il peso della camorra. Mai avute, per esempio, richieste di tangenti in Sicilia”.

“Incontro difficoltà solo quando chiedo autorizzazioni – prosegue -. Palermo vive sui servizi ma non ha spirito imprenditoriale. Catania ne ha di più. Sono convinto che se ci fosse una politica economica diversa, più liberale, la Regione sfrutterebbe appieno le sue risorse: turismo e agricoltura. Capitali di mezzo mondo confluirebbero lì se non ci fosse la burocrazia siciliana”. Tutta colpa della burocrazia, quindi. “Certo, perché il burocrate che non fa nulla non viene sanzionato – conclude Zamparini -, chi è dinamico e dà le autorizzazioni rischia moltissimo. Anche dai pm. Così nessuno investe”.

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