Vigorito e l'eolico nel Sannio

06.03.2011 12:09

Il quotidiano ecologista Terra ha pubblicato  per la firma di Antonio Bianco una interessante disamina del “fattore vento” nella nostra provincia, nonché nelle regioni limitrofe (Puglia essenzialmente). Un pezzo nel quale si soppesa l’entità finanziaria dell’eolico, il rapporto fra questa ed i bilanci comunali, nonché la nient’affatto interrotta corsa alla lievitazione dell’impiantistica, soprattutto nel Fortore.

Per vedere il più grande parco eolico d’Italia bisogna venire qui, nel Fortore. Area geografica spalmata tra Puglia e Campania. Tutto nasce nella metà degli anni Novanta per opera di un avvocato di Ercolano (Napoli), Oreste Vigorito, che attinge l’idea dagli Stati uniti (così dice in un’intervista) e la porta nel profondo Sannio. Nel 1993 il legale partenopeo costituisce la società Ivpc e tre anni dopo entra in funzione il primo impianto eolico a Montefalcone di Valfortore. Piccolo Comune, in provincia di Benevento, di 1600 abitanti a 830 metri sul livello del mare. La scelta non avviene a caso: è uno dei paesi più ventilati degli ottomila municipi nazionali.
 
Sul territorio del paese l’azienda dell’avvocato installa 43 aerogeneratori per 26 megawatt di potenza. Vigorito diventa l’uomo tra i più ricchi d’Italia e presidente dell’Associazione nazionale energia del vento, che oggi conta sessanta soci (Ansaldo sistemi industriali, Erg renew, Fortore energia  e Vestas Italia, solo per citarne alcuni). Nel novembre del 2009, però, un’inchiesta della procura di Avellino lo porta agli arresti domiciliari  insieme ad altre tre persone. Di fronte alla grave accusa di truffa allo Stato il «petroliere del vento» si dimette da tutte le cariche della società. Vigorito ha 63 anni, la sua azienda fattura 250 milioni di euro l’anno e occupa 420 dipendenti, più un altro migliaio nell’indotto.
 
Nel frattempo, grazie alle politiche degli incentivi statali (certificati verdi), le torri eoliche si estendono a macchia d’olio fino a raggiungere la vicinissima Puglia (oggi prima produttrice), per poi interessare le altre regioni del Sud. Il Fortore dà così il via alla grande stagione dell’eolico, ma non tutti sono d’accordo. Nascono i fronti del no, che contestano questa fonte rinnovabile soprattutto per l’impatto ambientale. L’organizzazione più impegnata nella battaglia contro «l’eolico selvaggio» è Italia Nostra. Molti sindaci spinti però dalla necessità di rimpinguare le casse comunali accettano l’operazione in cambio di un compenso (royalties), che oggi si aggira intorno al 3,5 per cento sugli introiti prodotti. 
 
Attualmente, secondo l’ultimo rapporto di Legambiente “Comuni rinnovabili 2010”, sono i comuni del Fortore pugliese ad occupare i primi posti della classifica. Infatti, il primo paese ad essere produttore di energia eolica in Italia è quello di Troia (171,9 megawatt). Seguito al terzo posto da Sant’Agata (97,2 megawatt), all’undicesimo da Roseto Valfortore (71,8 megawatt), al quindicesimo da Faeto (64,4 megawatt), al sedicesimo da Pietramontecorvino (62,5 megawatt) e al diciassettesimo da Alberona (62 megawatt). Mentre in Campania, sempre secondo l’associazione ambientalista, ci sono i Comuni di Molinara (39,6 megawatt), San Giorgio la Molara (39,1 megawatt) e primo fra questi, al ventesimo posto, Foiano Valfortore (57,4 megawatt).
 
«In questo periodo di tagli ai trasferimenti statali – afferma Giuseppe Ruggiero, assessore con delega alle Attività produttive del piccolo paese – gli introiti che arrivano dall’eolico rappresentano una boccata di ossigeno per piccole realtà come le nostre. In questo modo possiamo migliorare i servizi da offrire ai nostri cittadini. Anche se, nonostante i grossi investimenti economici fatti, il Fortore continua ad essere solo un sito di sfruttamento del territorio senza grosse ricadute sull’occupazione, infatti sono solo una ventina i nostri giovani impiegati nel settore». E di servizi offerti alle proprie collettività, ne sanno qualcosa i paesi di Alberona e Roseto. Il primo con una parte dei fondi sovvenziona l’assistenza domiciliare agli anziani e il servizio mensa gratuito per gli studenti dell’istituto scolastico comunale. Il secondo, che si avvia ad essere “Comune rinnovabile al 100%”, ha messo in campo il progetto de “La fattoria del vento”. Un parco eco-didattico con percorsi e manufatti biocompatibili, un’azienda agricola e strutture ricettive autosufficienti dal punto di vista energetico costruiti secondo i dettami della bioarchitettura.
 

Intanto in Campania, dal primo gennaio 2010, sono cambiate le linee guide regionali. Ai Comuni tocca esprimere un parere non più vincolante, ma solo consultivo, sull’installazione di nuove pale. «Di fronte a questa situazione – afferma il sindaco di Baselice (Benevento), Domenico Canonico, sul cui territorio dovrebbe essere installato, nei prossimi mesi, un nuovo parco della Edison spa di 15 megawatt – non ci resta che cercare di ottenere il massimo vantaggio nella contrattazione con le società del vento. Noi siamo favorevoli alle fonti rinnovabili, purché siano gestite con più rispetto per il nostro territorio».  Nel Sannio infatti, nei prossimi mesi, arriverà una nuova ondata di installazioni di impianti eolici, che dovrebbe interessare una ventina di Comuni (risulta dai progetti depositati presso l’assessorato regionale all’Ambiente). Intanto, l’avvocato Vigorito è diventato presidente del Benevento calcio. Come dire: dalle pale al pallone. 

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