Vendola : una vergogna per la sinistra,tra accordi con gli inceneritori Marcegaglia e discariche illegali

20.02.2011 22:04

 Marcegaglia sostiene che Nicola Vendola è tra i migliori governatori d’Italia. Domanda del bravo giornalista: perché lo dice? Risposta del bravo direttore: andiamo a vedere, sguinzagliamo un cronista sveglio in giro per la Puglia e forse ne capiremo il motivo: tra inceneritori e contratti ventennali per discariche, alcune delle quali realizzate persino su laghi di acqua potabile che alimentano l’80 per cento della rete idrica salentina (Corigliano d’Otranto) e importanti siti neolitici (Spinazzola), il gruppo Marcegaglia non può che essere riconoscente per i decenni a venire nei confronti di Vendola. Il quale infatti è diventato un “intoccabile” per la stampa e la tv, di destra e di sinistra: nessuno che gli faccia mai una domanda seria che sia una.


Prima l’affare discariche a cielo aperto, poi il business inceneritori. A rimetterci la pelle, solo e sempre i cittadini. La cronaca spicciola. Si è tenuto a Foggia il 12 ottobre 2010 una conferenza, presieduta dall’assessore provinciale Pecorella del Pdl (commissario del parco nazionale del Gargano nonché avvocato di Manfredonia), sull’emergenza rifiuti creata a tavolino dagli stessi politicanti nel corso degli ultimi 20 anni. In sostanza, cose arcinote: l’ente Provincia e i presidenti degli ATO hanno chiesto alla Regione Puglia l’immediata convocazione di un tavolo tecnico. La Pecorella ha fiutato l’affare e propone il via libera ad altre fabbriche di morte simili al costruendo inceneritore illegale della Marcegaglia...continua

“E’ necessario – afferma l’assessore provinciale alle Risorse Ambientali Stefano Pecorella – mettere in campo un’azione, politica ed istituzionale, che determini da parte Regione Puglia una rivisitazione della pianificazione regionale relativa al ciclo dei rifiuti”. Va impressa una netta accelerazione alla procedura di avvio dell’impianto CDR del gruppo Marcegaglia, attraverso cui si potrà abbattere il conferimento in discarica dei Rifiuti Solidi Urbani, e alle procedure per il pagamento dell’Ecotassa all’Amministrazione provinciale. “Intorno a queste necessità su cui non è più possibile tergiversare o praticare una tecnica del rinvio – afferma l’assessore Pecorella (favorevole anche al cementificio Grigolin ad Apricena, all’inceneritore Caviro a Carapelle, all’inceneritore Enterra a Borgo Eridania, solo per citare alcuni casi concreti – il territorio provinciale è unito. Ed è sulla base di una profonda comunanza di intenti che chiediamo con forza alla Giunta regionale ed al presidente Vendola di dialogare con le rappresentanze istituzionali della Capitanata, in modo da adottare in tempi rapidissimi quelle soluzioni utili a scongiurare l’esplosione di una gravissima emergenza”. Le solite menzogne a buon mercato. In realtà, i cittadini sono disinformati, ma certo hanno protestato contro questo assalto selvaggio, propugnato dai rappresentanti istituzionali. Lo sconcerto di tali affermazioni è fortissimo, sorge il sospetto che anche l’Amministrazione provinciale (di destra), evidentemente, voglia partecipare al banchetto dei rifiuti organizzato e preordinato dal governatore regionale e manda un chiaro messaggio di “disponibilità a collaborare” a Nicola Vendola.

-----------------Danni da Inceneritori:

Non solo parole di esperti, ma studi e ricerche sul campo. Due epidemiologi, vale a dire Valerio Gennaro (Istituto nazionale per la ricerca sul cancro – IST, Genova) e Patrizia Gentilini (International Society of Doctors for Environment  - Isde, Italia) hanno gratuitamente concesso ad Italia Terra Nostra la sintesi del loro recente contributo scientifico al convegno della Società italiana di Biologia sperimentale intitolato “Inquinamento ambientale e danni alla salute da inceneritori di rifiuti. Alcune prove”. L’attuale presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia è al corrente dei danni sanitari e ambientali, ma gli affari (inceneritori di rifiuti realizzati oltretutto illegalmente soprattutto in Puglia grazie al governatore Vendola) contano più della vita umana. Gli inceneritori tentano di ridurre il volume iniziale dei rifiuti, ma causano inquinamento ambientale e possibili danni alla salute poiché producono ceneri da conferire in discariche, fumi e polveri che si diffondono in atmosfera e che ricadono anche in aree abitate ed agricole....continua

Tra i principali inquinanti tossici, mutageni, cancerogeni e distruttori endocrini, ricordiamo: particolato fine e finissimo (PM 10, PM 1; PM 0.1), diossine, furani, acido cloridrico, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, idrocarburi, ozono e metalli pesanti.


Obiettivo: descrivere le principali evidenze scientifiche relative all’insorgenza di tumori e patologie non neoplastiche nelle popolazioni esposte. Data la variabile qualità degli studi di tipo sperimentale ed epidemiologico presente nell’ampia letteratura scientifica disponibile dal 1987, ci siamo soffermati solo sui due più recenti studi condotti in Italia (2007) e Francia (2008) che hanno correttamente stimato gli effetti sulla salute dell’esposizione a metalli pesanti e diossine provenienti da alcuni inceneritori. Particolarmente significativi risultano gli eccessi nel complesso dei tumori, neoplasie polmonari, linfomi non Odgkin, sarcomi dei tessuti molli e neoplasie infantili. Due recenti studi ben condotti in Italia ed in Francia hanno evidenziato conseguenze particolarmente gravi. In Italia le donne particolarmente esposte almeno 5 anni a metalli pesanti hanno mostrato un aumentato rischio di morte per tutte le cause (SMR = 1.07 – 1.17) e tutti i tumori (SMR = 1.17 – 1.54). In Francia sono emersi aumentati rischi nell’insieme dei tumori incidenti sia nei maschi (SIR = 1.03) sia nelle femmine (SIR = 1.06) esposte a diossine.


Molte evidenze scientifiche hanno provato che gli inceneritori di rifiuti hanno comportato aumenti di rischio per cancro ed altre patologie nei soggetti esposti alle loro emissioni. Emergono preoccupazioni sul fatto che i miglioramenti tecnologici degli impianti di nuova generazione non siano in grado di compensare i rischi connessi all’aumento delle loro dimensioni e numerosità sul territorio per la formazione di ingenti quantità di articolato ultrafine non trattenuto dai sistemi di abbattimento.



Per non ripetere i grossolani errori commessi nel passato, riconosciuti con troppo ritardo, riteniamo che vadano immediatamente applicati i principi di prevenzione e di precauzione, privilegiando la riduzione dei rifiuti e promuovendo il riciclo della materia, con impatti sanitari, ambientali ed economici nettamente inferiori rispetto alla combustione dei rifiuti e al conferimento in discarica delle loro ceneri.

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