Una domanda al Presidente della Repubblica: con quali mezzi potrei esprimere da valsusina il mio dissenso?

07.07.2011 12:19

Egregio Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano,

Le scrivo dopo aver visto, anzi cercato (vista la desolante disinformazione che regna sovrana tra i mass-media), le immagini ed i filmati che giungono dalla Val di Susa e dopo aver letto le Sue dichiarazioni a riguardo.

Premetto innanzi tutto che chi Le scrive non è nè una violenta, nè tanto meno una persona che mal tollera istituzioni e la legalità, anzi...però si chiede cosa farebbe se la sottoscritta fosse una cittadina valsusina o semplicemente una pacifica manifestante. Con quali mezzi potrebbe esprimere il proprio dissenso per essere ascoltata, convincere o essere convinta da chi non la pensa come questi.

I comitati No-Tav hanno raccolto dati scientifici di tutto rispetto, da quelli economici a quelli geologici da quelli chimici e quelli medici, e sono stati ignorati; hanno provato a manifestare pacificamente e sono stati derisi; alcuni di loro lo hanno fatto con la forza e sono stati manganellati prima, delegittimati poi dalla stampa, dalla politica e cosa ancor più grave dalle istituzioni. E questo sarebbe il modello di democrazia che pretendiamo di esportare in tutto il mondo? O ti pieghi con le buone al volere di chi evidentemente ha altre priorità rispetto agli interessi dei cittadini oppure lo farai comunque con le cattive? Questo atteggiamento dalle mie parti si chiama mafioso e non è degno di uno Stato civile come invece la storia d'Italia meriterebbe di avere.

Si assiste ad un desolate sfoggio di arroganza, ignoranza e miopia che regnano sovrane nel mondo della politica, invero sempre più autoreferenziale e assente dalle strade e sempre più abbarbicata nel palazzo e in quei meccanismi che lo reggono più o meno in piedi.

Ma davvero si può pensare che la gente possa sopportare ancora a lungo tutto ciò? Privilegi da una parte e miseria economica, morale e civile dall'altra? E soprattutto davvero mai nessuno dei nominati in parlamento ha mai letto - se non le cronache che giungono dal magreb e dal medio-oriente - la storia delle grandi nazioni europee, delle loro rivoluzioni, delle loro guerre e di come si è giunti e usciti da quegli eventi?

E infine davvero nessuno ha la lungimiranza che prima o poi - per dirla alla Gruber - i giovani arriveranno con i forconi?

A quel punto non credo basterà l'aver fatto di tanto in tanto uno svogliato quanto inutile monito...

La lascio, caro presidente di TUTTI gli italiani, con un aforisma di un uomo che ha conosciuto sia la violenza della repressione sia quella della reazione, Berthold Brecht. Almeno lei ci rifletta un pò su: "Tutti vedono la violenza del fiume in piena ma nessuno vede la violenza degli argini che lo costringono".

Distinti saluti.

Rosanna Carpentieri

Cittadina italiana 

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