Una vittoria per la libertà di stampa - Archiviata a Palermo la querela contro il giornale Ad Est

02.09.2010 22:18

 

Può un sms cambiare il corso della storia di un giornale? Si..da oggi possiamo dire di si.

“Il Gip di Palermo archivia la querela nei confronti di Ad Est e rigetta le opposizioni dei querelanti”. Abbiamo vinto. Il pezzo “Per chi suona la Campanella?” che tratta dei presunti traffici loschi del senatore Salvatore Cuffaro (nel frattempo condannato per fatti di mafia) e dei fratelli Silvio e Giuseppe è stato giudicato puro esercizio di cronaca, rientra nel diritto sacrosanto di poter raccontare quello che avviene in una terra dove il silenzio è spesso la pietra tombale delle coscienze.

Il fatto risale a due anni or sono, ad un articolo "Per chi suona la Campanella" in cui Ad Est riportava, ricostruendo alcune "piste", dichiarazioni del pentito Campanella sulle attività extrapolitiche del senatore Totò Cuffaro (e famiglia), condannato da lì a poco prima a 5 e poi a 7 anni per aver favorito "singoli mafiosi. In proposito Gaetano Alessi scriveva: quando molti giornalisti "garantiti" parlano di "libertà di stampa" dovrebbero pensare a tutti quei "giornalisti per caso" che raccontano dal fondo della loro antica voglia di esistere quello che avviene nel territorio. Lo fanno rischiando quello che non hanno, lo fanno perchè il silenzio uccide peggio che una fucilata. Lo fanno per dignità personale, e per poter raccontare un giorno che l'Italia non è come diceva Verga" terra di "vinti".

Anche il giornalismo spesso sa di "casta".

Non sappiamo che dirvi..come sempre siamo sulle barricate e "resisteremo".

Sacrosante parole che facciamo nostre nella nostra coscienza di resistenti...

 

 

Chi legge potrebbe accusare Ad Est di troppa enfasi (in fondo era solo una querela), ma non è così.

Questa decisione del Gip è l’apice di uno scontro che va avanti da anni. Tra le armate del potere e un povero giornale di frontiera, frutto della passione civile di un gruppo di ragazzi, spesso emarginati, ma con due alleati fondamentali: qualche buona idea e la critica dell’esistente. Sia pur nella simpatia che li ha sempre avvolti credo che nessuno, nel corso dei quasi due lustri della nostra storia, avrebbe puntato un centesimo che ne sarebero usciti vivi. Pochi avrebbero scommesso che l’offensiva (anche giudiziaria) scagliata contro non li avrebbe spazzato via. Eppure la loro piccola formazione partigiana ha resistito.

Ha combattuto sapendo che la verità sarebbe venuta fuori, ha trasformato la penna e le notizie in armi straordinarie, denunciando, raccontando, facendo emergere le storture di un potere che troppo spesso mischia mafia, affari e politica. Squarciando un muro di silenzio figlio troppe volte di una stampa compiacente.


Una piccola pattuglia di resistenti che negli anni è diventata sempre più forte e che alla“resistenza” ha sostituito lo scontro in campo aperto, senza paura, con il coraggio frutto delle situazioni disperate e con la certezza che le sconfitte erano solo il pegno da pagare ad una situazione del momento. Una piccola storia di un piccolo paese di provincia, di un piccolo giornale locale.

Una storia che ha vissuto la violenza delle rappresaglie, il dolore dell’abbandono, ma che ha trovato la forza di andare avanti nella dignità dei genitori, nella dolcezza delle loro donne, nell’entusiasmo dei loro ragazzi e nella intransigenza di un uomo che anche nei momenti più brutti, quando la faccia sprofondava nelle mani in segno di sconforto, li guardava e diceva“tranquilli”. Questa è la vittoria di Aldo Virone e di Paolo, Alfonso, Peppe, Luigi, Francesco, Alessandro, Mariagrazia, Salvatore, Nadia, Silvia, Irene, Marianna, Totò, Carolina, Giancarlo, Giusy e di tanti altri che hanno incarnato la dignità di un progetto frutto di uomini e donne pronti a stare in prima fila per spartirsi gli oneri ed in ultima quando (raramente) arrivano gli onori.


Ad Est è nata in territorio nemico e cresciuta con una costanza pari solo alla voglia di raccontare una Sicilia diversa.

E’ la vittoria di Giorgio Santelli, Stefano Corradino e Luigi Ciotti che con “Articolo21” e “Libera” hanno sempre creduto che i “resistenti” di Ad Est avessero qualcosa da dire. Di Gianluca, Giulia e Federico di “No Name” che ancora “ci credono”.

Di Vittoria Giunti che ha voluto, dopo i nazifascisti e la mafia, combattere la sua terza Resistenza contro i politici corrotti indicando la via. E’ la vittoria del web che  ha permesso d’irradiare le storie di Ad Est in tutto il mondo. Ma soprattutto la vittoria di oggi è un segnale di speranza che si espande a tutti coloro che vogliono fare lotta alla mafia, che amano raccontare storie, che scrivono per il piacere di fare informazione libera.

La vittoria di oggi di Ad Est, della "nostra" piccola nave corsara contro i galeoni imperiali dimostra come nessuna partita è mai persa in partenza.

"Sappiamo che non è finita qui. Sappiamo di avere un altro processo pendente.

Sappiamo che i “potenti” non sopporteranno questa ennesima sconfitta.

Sappiamo che ci aspettano giorni di entusiasmo e tempi di sconforto. Sappiamo che ancora una volta il “giornale che non ha giornalisti”, che vive solo di sottoscrizioni volontarie, dovrà frugare nelle tasche e nel cuore per trovare i soldi e la passione per andare avanti." - dice Gaetano Alessi, e aggiunge: - 

"Ma sappiamo anche che ad ogni nostra vittoria un pezzetto del muro di omertà che avvolge questo paese viene meno.

Sappiamo che ogni giorno che resistiamo un ragazzo o una ragazza trovano il coraggio di cominciare a scrivere quello che pensano. Sappiamo che non è mai finita e che la libertà va conquistata..tutti insieme..ogni giorno..costi quelche costi.

Sappiamo tante cose, ma di certo oggi sappiamo che è un buon giorno."

Grazie Gaetano, un abbraccio, sei un esempio per tutti noi. Resistenza !

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