Un estratto del libro di Lino De Matteis dedicato all’ascesa politica dell'ex presidente della Regione Puglia FITTO

05.09.2010 16:51


La storia di un governatore 
di LINO DE MATTEIS


"Il Governatore" è un libro-inchiesta di Lino De Matteis, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia (Glocal Editrice). È un libro dedicato all'ascesa politica del presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto.
(Glocal editrice, 14 euro, distribuzione Dea: 0832.228011). 


Ne ha fatta di strada quel "ragazzo di Maglie". La sua storia è già entrata nel mito. Una serie di circostanze rendono Raffaele Fitto un personaggio: la sua giovane età, la sua storia personale, quella familiare, la tragedia del padre (prematuramente morto in un incidente stradale, mentre era presidente della Regione Puglia), il giuramento fatto sulla sua tomba di prenderne il posto, il sacrificio della gioventù, la straordinaria carriera politica, l'essere il primo governatore di Puglia e il più giovane d'Italia, l'amicizia con Silvio Berlusconi, con Pierferdinando Casini, col suo collega lombardo Roberto Formigoni.
 
Il potere enorme che ha accumulato da quando si è insediato in via Capruzzi e poi a lungomare Nazario Sauro, più che un governatore, l'ha reso un "imperatore" che regna sovrano su una regione di quattro milioni di abitanti. (...) Non c'è settore in Puglia che non sia controllato da lui, non c'è decisione importante che venga presa senza che Fitto lo voglia.
 
Da quindici anni alla ribalta della scena politica regionale, la sua fama e le sue potenzialità travalicano ormai la stessa Puglia e lo proiettano verso più ambiziosi traguardi, incarichi di governo e leadership politiche nazionali.
Mantenuta la promessa fatta sulle spoglie del padre, raggiunto l'obiettivo di conquistare la presidenza della Giunta regionale, si è però chiuso un ciclo per lui.
Il mito del "ragazzo di Maglie", creato dal caso con la scomparsa del genitore, ma abilmente alimentato da lui stesso, ha raggiunto lo zenit nel momento in cui il suo potere è diventato massimo, globale, totale e totalizzante. I malumori latenti e gli scricchiolii nella sua maggioranza sono diventati difficoltà evidente con la débacle in Puglia del suo partito, Forza Italia, che alle elezioni europee del 12 e 13 giugno 2004 è crollato di 7,6 punti percentuali, e con la clamorosa sconfitta dei suoi candidati imposti alla coalizione per le amministrative. La "buona stella" che l'ha accompagnato fino ad ora nella sua carriera politica mostra segni di offuscamento, comincia a lasciare il posto all'esigenza di un giudizio più severo, di una percezione più realistica del governatore: quella del rampollo di una famiglia benestante e potente, del giovane rampante che ha bruciato le tappe di una strabiliante carriera, del leader politico di successo che ha sacrificato molto la sua vita personale, gran lavoratore ma prigioniero di un ruolo che gli è stato imposto dal fato e fortemente voluto dalla madre.
Un successo pagato a caro prezzo, col sacrificio della propria giovinezza e con la solitudine dei potenti, ma ampiamente ripagato dal profumo di potere. La sua prima clamorosa sconfitta elettorale scalfisce la sua leadership e rompe quella bolla ipnotica in cui i pugliesi sono rimasti prigionieri dopo la morte di suo padre. La storia di Raffaele Fitto è un caso clamoroso di trasmissione dinastica del potere politico, da padre a figlio, ma anche un esempio di come è stato gestito il potere da parte di un presidente delle nuove Regioni federaliste. (...)
Un contributo alla conoscenza di questa realtà e della storia di Fitto si cerca di dare in questo lavoro, tra la biografia e l'inchiesta giornalistica, senza alcuna pretesa letteraria e senza l'ambizione di una storia esaustiva, ma un tentativo di rispondere alla domanda "chi è veramente Raffaele Fitto?", di cogliere alcuni momenti salienti della sua vita, di rintracciare il "filo azzurro" che collega le sue scelte e i comportamenti che caratterizzano il suo operato. Inevitabile il richiamo alla sua famiglia e ai suoi parenti, senza i quali il governatore non esisterebbe politicamente. A loro deve tutto: l'esordio politico e il sostegno elettorale per intraprendere la sua carriera politica. Non si può conoscere bene lui senza conoscere anche loro. Ma il suo successo è dovuto anche alle sue doti personali, al grande intuito, all'intelligenza, al coraggio di rischiare tutto pur di dare le carte in quel gioco della politica che fino ad ora l'ha visto vincente. La sua carriera è destinata a durare a lungo e, comunque vada, - forse non per caso compaesano del grande statista democristiano Aldo Moro - Raffaele Fitto è già entrato nell'Olimpo della nostra politica.

Lino De Matteis 

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