Umberto Bossi voleva “aprire una sede in Calabria ma è arrivata subito la ‘ndrangheta”. Poteva rivolgersi alla magistratura ma evidentemente ha preferito optare per il silenzio nello stile “eroico” di Vittorio Mangano.

16.08.2010 13:03

Umberto Bossi voleva “aprire una sede in Calabria ma è arrivata subito la ‘ndrangheta”. Poteva rivolgersi alla magistratura ma evidentemente ha preferito optare per il silenzio nello stile “eroico” di Vittorio Mangano.
Umberto Bossi conferma che la Brianza è infiltrata di boss di ‘Ndrangheta. Effettivamente è assai probabile che tra Milano Monza e Como ci siano più ‘ndrine che immigrati col burqa. Alla faccia delle retate dei miei Maroni, il partito di Bossi non vedo di cosa dovrebbe preoccuparsi
dopo l’applauso di solidarietà al senatore dimissionato Nicola Di Girolamo, eletto all’estero con 25 mila schede del clan calabrese degli Arena.

A proposito di schede false la cosca calabrese dei Piromalli pare ne abbia taroccate 200 mila in favore del Pdl alleato della Lega in accordo con Marcello Dell’Utri alle elezioni del 2006, quando vinse per un pugno di mosche la coalizione dell’Unione che portò Romano Prodi ad essere eletto presidente del consiglio. E’ in corso un’inchiesta da tempo. Sarà per ciò se il boss Bossi precisa che ”I mafiosi sono da tutte le parti ma non nella Lega.” Gli auguro che il consigliere lombardo Angelo Ciocca con le sue 18 mila preferenze ottenute a Pavia (un terzo degli abitanti di Brescia dove il trota di preferenze ne na prese 12 mila), sia davvero caduto ingenuamente dal mondo paradisiaco della Padania per incontrare uno dei capi della ‘ndrangheta padana. La foto in cui il 35enne leghista è ritratto assieme al boss è finita nel faldone della maxi inchiesta che ha già portato all’arresto di 305 presunti affiliati.

Se Bossi è sicuro che la Brianza fa gola alla ‘Ndrangheta perché si costruisce, che impegni Maroni e le ronde padano-leghiste a scovare i presunti mafiosi tra i suoi alleati in Lombardia del Pdl, visto che in Brianza come in tutta la Lombardia governano da 15 anni assieme al fattucchiere Formigoni. E’ il boss Bossi ad insinuare che “le infiltrazioni ci sono anche in politica“.

Che poi non ci siano nella Lega non è una scusante e sarà comunque tutto da dimostrare a inchieste finite possibilmente senza “processi brevi”. Consiglio al boss Bossi di non starsene con i fucili in mano prima che i milioni di padani si sveglino e scendano in piazza contro l’inciucio della Lega col partito dei clan della P2 e della P3. 

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