Tutto sulla P3 : piani, favori, appalti e giudici corrotti

14.07.2010 22:22

L’inchiesta Insider della Procura di Roma ha scoperchiato un calderone immaginabile, ma a leggerlo - qui il pdf (1) messo online dal Corriere del Mezzogiorno con l’ordinanza integrale - fa un certo effetto: il Potere si mostra per quello che è, cioè un luogo vuoto e senza speranza.

Ma che cos’è questa P3? Di che cosa si tratta? Che cosa faceva e che cosa aveva in mente questa ennesima cricca in cui affarismo, politica, appalti, magistratura, stringevano alleanza e amicizie impensabili o quantomeno discutibili e poco opportune? Vediamo di fare il punto della situazione.

Tutto dopo il salto.
L’operazione Insider della Procura di Roma, che ha indagato sugli appalti nell’eolico mette sul banco degli imputati nomi di primissimo piano della politica italiana. I tre nomi più pesanti, sono sicuramente quelli di Denis Verdini, coordinatore del PdL e di Marcello dell’Utri, senatore del PdL e tra i fondatori di Forza Italia, che recentemente si è visto confermare in appello la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, e Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia - di cui parleremo più approfonditamente in seguito. Di che cosa sono accusati i “pupari” di questa nuova P2? Su Repubblica si legge che:

I “pupari” di questa associazione, definita dai magistrati “massonica” tanto da ipotizzare il reato di violazione della leggi Anselmi anche per Denis Verdini e Marcello Dell’Utri, erano il noto faccendiere ed ex P2 Flavio Carboni, il geometra tributarista, Pasquale Lombardi e l’imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Tutti insieme a tramare, a “nominare” politici e magistrati, a tentare di fare affari con milioni (molti transitati dal Credito Cooperativo fiorentino di Denis Verdini) da parte di imprenditori che facevano cordata con Carboni ed Arcangelo Martino. E, come dimostrano le numerose intercettazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta, gli indagati riuscivano ad avere rapporti con i vertici della magistratura, del Csm, della Corte Costituzionale, e con molti capi di Procure italiane, non esclusa quella di Firenze che proprio in quei mesi stava indagando sul G8 , sui grandi appalti della Maddalena e sulla Scuola dei Marescialli

Ora avete i nomi dei protagonisti - un buon ritratto di Flavio Carboni, faccendiere sassarese al centro della vicenda, si legge sul Post (2) - ma che cos’è la Legge Anselmi? Si potrebbe chiamarla anche legge anti P2, questo pezzo del Corriere (3), pescato nell’archivio - risale al 1992 - vi spiega nei minimi dettagli di cosa si tratti:

La cosiddetta legge Anselmi e’ la legge numero 17 del 25 gennaio 1982. Si tratta di 6 articoli contenenti “Norme di attuazione dell’ articolo 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento dell’ associazione denominata Loggia P2?. Infatti grazie a quella legge, la cui legittimita’ costituzionale venne affermata dalla Consulta nell’88, venne sciolta d’autorita’ la loggia del venerabile Licio Gelli e i beni della P2 vennero confiscati (articolo 5) (…) “considerano associazioni segrete e come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all’ interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalita’ e attivita’ sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attivita’ diretta ad interferire sull’ esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonche’ di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”. L’ articolo 2 prevede per i promotori di tali associazioni la pena della reclusione da uno a cinque anni. I semplici partecipanti sono puniti con il carcere fino a due anni. I restanti articoli stabiliscono le procedure e gli effetti di tipo disciplinare in cui incorrono i dipendenti pubblici, civili e militari, che risultino, in base a fondati sospetti, appartenere ad associazioni segrete: tra l’ altro e’ prevista la sospensione dal servizio

Lirio Abbate, su l’Espresso, ricostruisce tutto lo schema,(4) tutto il gioco di potere che era stato messo in piedi

Dall’indagine emerge che fra i personaggi vicini al gruppo che prendono pure parte alle riunioni durante le quali vengono impostate le principali operazioni sono Arcibaldo Miller, capo degli ispettori del ministero della Giustizia, il giudice Antonio Martone e il sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo. Per gli inquirenti in molte occasioni “appaiono fornire il proprio contributo alle attività d’interferenza”.

Dall’inchiesta denominata “Insider” si scopre, grazie alle intercettazioni, che Dell’Utri e Verdini sono in affari con Carboni, e con lui pianificano l’avvicinamento di alcuni giudici Costituzionali per tentare di influire sull’esito del lodo Alfano.(5) La struttura di Carboni si impegna pure per candidare alla Regione Campania il sottosegretario Nicola Cosentino.

Il faccendiere non si priva di nulla, e così organizza anche operazioni di infiltrazioni degli apparati pubblici in Sardegna finalizzate sia al buon esito di un’operazione imprenditoriale sull’energia eolica e l’occupazione di posti strategici per il controllo delle pubbliche istutuzioni nell’isola (…)

Vi sono poi i collegamenti con Miller, al quale la struttura di Carboni chiede di effettuare ispezioni, in particolare a Milano dove la lista di Formigoni per le regionali era stata in un primo momento esclusa

Con tutta probabilità - purtroppo - nessuno farà mezz’ora di galera per tutto questo: ma si è aperto un bello squarcio su quelli che comunemente siamo abituati a chiamare “poteri forti”.

Note:
1) http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/fissi/pdf/ordinanza_shock.pdf
2) http://www.ilpost.it/2010/07/08/flavio-carboni-arrestato-associazione-delinquere/
"Arrestato Flavio Carboni, di nuovoOggi, insieme ad altri due indagati, è stato arrestato con l'accusa di aver costituito un'associazione a delinquere segretaIl nome di Flavio Carboni è presente in molte inchieste degli ultimi trent'anni 8 LUGLIO 2010

Arcangelo Martino, imprenditore napoletano, Pasquale Lombardi, ex esponente della DC, e il “faccendiere” Flavio Carboni sono stati arrestati su ordine della magistratura romana con l’accusa di aver costituito un’associazione a delinquere che avrebbe interferito con ambienti politici, giudiziari e amministrativi.
L’arresto è arrivato da uno stralcio dell’inchiesta sugli appalti dell’eolico in Sardegna, e il Corriere della Sera scrive che
i reati contestati ai tre sono quelli di associazione per delinquere e violazione degli articoli 1 e 2 della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli ipotizzano che i tre siano i componenti di una superloggia segreta, punto di riferimento per pilotare politici e imprenditori. L’inchiesta della procura romana riguarda un presunto comitato d’affari che avrebbe gestito l’assegnazione di una serie di appalti pubblici in Sardegna per la realizzazione di parchi eolici.
Inoltre, tra il settembre e l’ottobre 2009 il “comitato d’affari” avrebbe tentato di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale per influire sul giudizio sul Lodo Alfano, la legge sull’interruzione dei processi per le alte cariche dello Stato. L’episodio, scrive Repubblica,
si intreccia col tentativo dei tre di ottenere la candidatura dell’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, alla carica di presidente della Regione Campania, in cambio appunto degli interventi compiuti sulla Corte Costituzionale.
Il Corriere e la Repubblica raccontano chi sia Flavio Carboni, 78 anni, l’uomo chiave dell’associazione a delinquere.
Flavio Carboni sembra il comune denominatore di quasi tutti i grandi misteri italiani degli ultimi trent’anni. Il passepartout con cui aprire e addentrarsi in qualsiasi dossier, dalla banda della Magliana all’omicidio di Roberto Calvi, al sequestro Moro, ai piani sovversivi di Licio Gelli, al caso Orlandi.
Nato a Sassari nel ‘32, il suo successo economico è arrivato negli anni ‘70 con investimenti in società immobiliari, finanziari ed editoriali. È stato proprietario al 35% della Nuova Sardegna ed editore di Tuttoquotidiano, poi fallito: nel processo relativo Carboni è stato assolto in appello dopo la condanna in primo grado. La sua prima e unica condanna è stata di 8 anni e sei mesi di reclusione per il fallimento del Banco Ambrosiano, insieme a Licio Gelli e Umberto Ortolani.
Carboni è stato accusato di concorso nell’omicidio del banchiere Roberto Calvi, ritrovato il 17 giugno 1982 impiccato a Londra sotto il Blackfriars Bridge, il ponte dei frati neri, nella supposta messinscena di un suicidio. Carboni avrebbe poi venduto la borsa e i documenti di Calvi – i cui traffici politico-finanziari hanno costituito un caso giudiziario esplosivo negli anni Ottanta – a un alto prelato dell’Istituto per le Opere di Religione, il monsignor Pavel Hnilica.
Nel ‘78, durante il sequestro di Aldo Moro, Carboni aveva avvicinato esponenti della DC proponendosi di chiedere l’intervento della mafia per la sua liberazione. Il suo nome è entrato anche nell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Ascoltato come testimone lo scorso 4 febbraio, in particolare per i suoi rapporti sia con il Vaticano sia con persone legate in qualche modo alla Banda della Magliana.
Paolo Colonnello due mesi fa aveva ritratto sulla Stampa il personaggio così:
Prima ancora di essere «un faccendiere» Flavio Carboni, nato nel 1932 a Torralda, provincia di Sassari, e’ un vero e proprio «snodo» delle piu’ misteriose vicende del passato e probabilmente del futuro prossimo venturo del Paese. Dopo un avvio da discografico dalle scarse fortune, il suo nome compare nelle cronache giudiziarie dei primi Anni 80 inizialmente per le speculazioni in Sardegna sulla costa di Olbia (Olbia 2) come socio di un allora sconosciuto imprenditore milanese, Silvio Berlusconi (a cui vendera’ la sua villa in Costa Smeralda) cui venne presentato da Romano Comincioli (oggi senatore Pdl), e come grande amico del cassiere della mafia Pippo Calo’, poi come braccio destro del banchiere dell’Ambrosiano Guido Calvi, ucciso il 17 giugno del 1982 sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra, e quindi come referente della banda della Magliana e perfino dello Ior, la banca del Vaticano, negli strascichi seguiti al fallimento e al buco da 2000 miliardi (dell’epoca) del Banco Ambrosiano
3) http://archiviostorico.corriere.it/1992/novembre/02/sanzioni_previste_dalla_legge_Anselmi_co_0_9211026163.shtml
Le sanzioni previste dalla legge Anselmi
cosa prevede la legge 17 del 25 gennaio 1982 in materia di associazioni segrete

TITOLO: Le sanzioni previste dalla legge Anselmi
ROMA . La cosiddetta legge Anselmi e' la legge numero 17 del 25 gennaio 1982. Si tratta di 6 articoli contenenti "Norme di attuazione dell' articolo 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento dell' associazione denominata Loggia P2". Infatti grazie a quella legge, la cui legittimita' costituzionale venne affermata dalla Consulta nell' 88, venne sciolta d' autorita' la loggia del venerabile Licio Gelli e i beni della P2 vennero confiscati (articolo 5). Alle persone coinvolte nell' istruttoria giudiziaria del Procuratore di Palmi, Agostino Cordova, e' stata contestata la violazione degli articoli 1 e 2 della legge, voluta dall' allora presidente del Consiglio, Giovanni Spadolini. Il primo afferma che si "considerano associazioni segrete e come tali vietate dall' articolo 18 della Costituzione quelle che, anche all' interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalita' e attivita' sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto o in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attivita' diretta ad interferire sull' esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici, anche economici, nonche' di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale". L' articolo 2 prevede per i promotori di tali associazioni la pena della reclusione da uno a cinque anni. I semplici partecipanti sono puniti con il carcere fino a due anni. I restanti articoli stabiliscono le procedure e gli effetti di tipo disciplinare in cui incorrono i dipendenti pubblici, civili e militari, che risultino, in base a fondati sospetti, appartenere ad associazioni segrete: tra l' altro e' prevista la sospensione dal servizio.
4) http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cosa-raccontano/2130649
Tra politica e affari: ecco che cosa raccontano queste fotografiedi Lirio Abbate(12 luglio 2010)Il faccendiere sardo Flavio Carboni aveva creato una struttura riservata per pilotare le nomine del Csm, avvicinare giudici Costituzionali che decidevano sul lodo Afano, decidere le candidature, in particolare per la regione Campania. E concludere affari.

Carboni costituisce questa associazione riservata insieme ad un geometra irpino, Pasquale Lombardi e all'imprenditore partenopeo Arcagelo Martino. Tutti e tre sono stati arrestati la scorsa settimana dai carabinieri di Roma su richiesta del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.

Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete. Per questi reati sono stati iscritti sul registro indagati della Procura di Roma, anche il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario all'economia Nicola Cosentino. Gli investigatori hanno messo in luce collegamenti con la politica e la magistratura, uomini d'affari e funzionari dello Stato. Tutti legati da intrecci affaristici.

Dall'indagine emerge che fra i personaggi vicini al gruppo che prendono pure parte alle riunioni durante le quali vengono impostate le principali operazioni sono Arcibaldo Miller, capo degli ispettori del ministero della Giustizia, il giudice Antonio Martone e il sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo. Per gli inquirenti in molte occasioni "appaiono fornire il proprio contributo alle attività d'interferenza".

Dall'inchiesta denominata "Insider" si scopre, grazie alle intercettazioni, che Dell'Utri e Verdini sono in affari con Carboni, e con lui pianificano l'avvicinamento di alcuni giudici Costituzionali per tentare di influire sull'esito del lodo Alfano. La struttura di Carboni si impegna pure per candidare alla Regione Campania il sottosegretario Nicola Cosentino.

Il faccendiere non si priva di nulla, e così organizza anche operazioni di infiltrazioni degli apparati pubblici in Sardegna finalizzate sia al buon esito di un'operazione imprenditoriale sull'energia eolica e l'occupazione di posti strategici per il controllo delle pubbliche istutuzioni nell'isola. C'è pure la veicolazione da parte di Carboni e di Martino di ingenti somme di denaro ad esponenti politici e personaggi collegati a imprese pubbliche.

Vi sono poi i collegamenti con Miller, al quale la struttura di Carboni chiede di effettuare ispezioni, in particolare a Milano dove la lista di Formigoni per le regionali era stata in un primo momento esclusa.
5) http://www.polisblog.it/tag/lodo+alfano

pubblicato martedì 13 luglio 2010 da Polisblog

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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