Truffati e avvelenati legalmente grazie alle "deroghe" sull' acqua NON potabile

26.02.2011 11:31

Arsenico, selenio, trialometani, vanadio, nichel, cloriti: questi i veleni che troviamo disciolti nell’acqua “potabile”.

Nella maggior parte dei casi sono tutti presenti entro i limiti di legge, quindi possiamo star tranquilli… siamo avvelenati “legalmente” e se tra qualche decennio un picco nelle incidenze di tumori verrà associato alle acque che sgorgano dai rubinetti delle case non ci sarà nessun colpevole!!!

In altri casi, però, questi limiti vengono superati. Quindi? L’acqua viene dichiarata “non potabile”, direte voi…

Vi svelo un segreto: siamo in Italia, patria di geni, artisti e truffatori!

E la creatività italiana, ancora una volta, si pone al servizio della legge! 

Come? Con uno strabiliante strumento legislativo, la DEROGA!!! 

In pratica, il gestore che riscontra dati non conformi alla norma si rivolge alla Regione, che chiede la deroga al Ministero della Salute, che la inoltra all’Istituto Superiore di Sanità, che consulta il Consiglio Superiore della Sanità, che la ritorna ai Ministeri della Salute e dell’Ambiente che con firma congiunta la concedono (o rifiutano…?!?). Nel frattempo, i mesi passano e le acque scorrono…

Una volta concessa, la deroga ha durata di 3 anni!!!!
Durante i quali si continua a distribuire come potabile acqua che in realtà non lo è… 

Ma a cosa serve la deroga, oltre a continuare ad avvelenare i consumatori?

In teoria deve concedere il tempo ad acquedotti, Asl, laboratori, e altri enti competenti di ripristinare le condizioni di potabilità dell’acqua. Ma i lavori sono tanti. E costosi. In genere 3 anni non bastano.

Quindi? Beh, a questo punto l’acqua verrà dichiarata non potabile, direte voi! E invece no, perchè l’Italia è anche patria di superstiziosi, e siccome il 3 è il numero perfetto sono ammessi 3 cicli di deroghe di 3 anni ciascuno!!!

… quindi la legge consente di “dare a bere” ai cittadini per 9 anni che un’acqua sia potabile (e come tale venga pagata) mentre in realtà non lo è!

E come pensate possa reagire un organismo alla continua somministrazione di veleni?

E se si tratta di un bambino, di un organismo in fase di sviluppo, con limiti di tollerabilità inferiori all’adulto e un metabolismo più veloce?

Altro aspetto da non sottovalutare è che non esistono comunicazioni ufficiali, nessuna pubblicazione sui quotidiani locali, nessun sito internet del Ministero della Salute che riporti l’elenco dei comuni che hanno richiesto deroghe.

Eppure in 13 Regioni italiane dal 2001 ad oggi le deroghe ci sono eccome!

Ma quanti lombardi, piemontesi o toscani sanno che la loro Regione è ricorsa alla deroga per arsenico? O per selenio ?

O che in certe zone del Lazio è stato sconsigliato il consumo di acqua sotto i 14 anni d’età?

In compenso la Calabria non ha mai chiesto deroghe. Che meraviglia, lì sì che l’acqua è pulita! Peccato che da una recente indagine di Altroconsumo l’acqua di Reggio Calabria sia risultata tra le peggiori d’Italia.

Perchè al problema della mancanza di trasparenza si unisce quello della mancanza di controlli.

Il Coviri (Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche) si occupa dell’aspetto amministrativo, delle tasse, non della qualità.

E ancora una volta, dobbiamo imparare ad autodifenderci !

Intanto,a San Giorgio del Sannio, aspettiamo da mesi i risultati A.R.P.A.C. delle analisi delle acque dei pozzi a seguito del disastro ambientale causato dall'incendio del capannone del mercante Antonio Barletta il 23 maggio 2009.

Pare che siano state dichiarate "non accettabili" per eccesso di selenio e metalli pesanti !

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...