Telecamere al Processo contro Bassolino

07.08.2010 16:00

Promosso da:

petition logoAutore: rosanna carpentieri 
Registrata il: 19-04-2010 17:46:26

La petizione "Telecamere al processo contro Bassolino" è stata creata e scritta da rosanna carpentieri.

www.firmiamo.it/telecamere-al-processo-contro-bassolino

Statuto della petizione

Per la registrazione audiovisiva del processo per le irregolarità nella gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania, contro l'ex governatore della Campania Bassolino , Impregilo ed altri, processo di rilevante interesse pubblico e nazionale
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A Napoli si sta celebrando dal 14 maggio 2008 il processo a carico dell'ex governatore della Campania Antonio Bassolino e di altr imputati (Impregilo etc.)per il dissesto della gestione dei rifiuti in Campania. Tra gli imputati, oltre all'ex governatore, figurano l'ex vicecommissario all'emergenza rifiuti Raffaele Vanoli, l'ex subcommissario Giulio Facchi, Piergiorgio Romiti e Paolo Romiti, rispettivamente ex amministratore delegato dell'Imprengilo ed ex dirigente dell'Impregilo e della Fisia Italimpianti. Ma imputate sono anche le "persone giuridiche", ovvero le società Impregilo, Fibe, Fisia Italia Impianti, Fibe Campania e Gestione Napoli, rinviate a giudizio per illecito amministrativo. I reati contestati, tra cui 'truffa aggravata ai danni dello Stato', 'interruzione di servizio di pubblica utilità', 'abuso d'ufficio', 'violazione della normativa ambientale' e 'falso ideologico', risalgono ad un periodo tra il 2001 e il 2004, quando Bassolino era stato nominato commissario per l'emergenza rifiuti. Dal momento che il processo sta per entrare finalmente nel vivo del dibattimento, e in esso sono coinvolte più di cento parti civili (ministeri, comuni campani, enti, cittadini) e, dato l'altissimo numero di avvocati presenti in aula, il dibattimento si è trasferito in una più capiente aula bunker del carcere di Poggioreale, dove, per "motivi di sicurezza", si impedisce alla stampa di adempiere pienamente al diritto-dovere di cronaca e d'informazione, malgrado il processo sia di rilevante interesse PUBBLICO e NAZIONALE. 
La Procura Generale di Napoli infatti ha emesso inspiegabilmente ordinanze con cui si vieta a tecnici e giornalisti l'introduzione in aula di qualsivoglia strumento tecnologico di comunicazione e per la ripresa audio-visiva delle fasi del processo.
Ricordiamo che ad oggi non risulta, da parte delle parti coinvolte nel processo, alcuna opposizione alla 'pubblicità' delle fasi dibattimentali. E questo non per volere degli illustri imputati, che non poterebbero opporsi neanche se volessero perché il codice di procedura penale non glielo consente. 
Ma per decisione straordinaria, nel senso che non era mai successo prima, della procura generale di Napoli. Decisione apparentemente legata a tematiche di sicurezza attinenti l’aula bunker di Poggioreale. Problematiche mai venute fuori prima , si badi bene, neanche nei processi alla camorra. 
Ricordiamo difatti che le aule bunker del carcere di Poggioreale sono state costruite all'inizio degli anni 80 per la celebrazione dei primi maxi-processi alla camorra e concepite, dunque, come strutture, di per sè, della massima sicurezza. 
Ricordiamo che un'emittente nazionale come Radio Radicale, che da più di 30 anni registra e trasmette integralmente migliaia di processi dalle aule di giustizia di tutta Italia, ha mandato in diretta radiofonica dalla stessa aula bunker, in cui oggi si giudica Bassolino, lo storico primo maxi-processo alla camorra, che vide, tra gli altri, imputato anche Enzo Tortora. Ma che molti altri processi, sempre celebrati nel medesimo 'bunker', li ha anche semplicemente registrati e trasmessi in differita.

I cittadini chiedono dunque al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli che si adoperi affinchè, nel rispetto delle dovute norme di sicurezza ed ai sensi dell'art.21 della Costituzione italiana, sia garantito alla stampa (e alla cittadinanza) il diritto-dovere ad una informazione completa e documentata su processi, come quello a carico di Antonio Bassolino, che 'rivestono il carattere di interesse NAZIONALE particolarmente rilevante.
Perchè reati che vanno dalla frode in pubbliche forniture alla truffa aggravata ai danni dello Stato, al falso e all’abuso d’ ufficio e le irregolarità nella gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania, non possono essere COATTIVAMENTE relegate nel dimenticatoio della coscienza collettiva.Ma soprattutto perchè ci sono persone imputate che dovranno spiegare dove sono finiti i soldi dei cittadini italiani che dovevano essere impiegati per lo smaltimento dei rifiuti nell’inceneritore di Acerra, finiti, invece, in discariche abusive.

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