Tagli sui costi della politica calabrese? Si cominci dall'accorpare Giunta e Consiglio nel capoluogo.

14.08.2011 13:14

Se per davvero si vuole determinare un’inversione di tendenza rispetto agli eccessivi costi della politica, e se per davvero si avrà il coraggio di operare dei tagli senza fare sterile propaganda, allora non c’è che l’imbarazzo della scelta quanto a voci di spesa da ridurre o da eliminare.

Il discorso concerne tanto la politica nazionale quanto quella locale, dove, specialmente se guardiamo alle Regioni, di sprechi ce ne sono troppi.

Ci sembra eccessivo il costo che la comunità calabrese deve sostenere per mantenere allegramente in vita tutte le prerogative del presidente, dei consiglieri e degli assessori regionali, oltre che l’anomalia rappresentata dal doppione Catanzaro-Reggio, il quale anch’esso – al di là dello sconcio istituzionale – determina un costo inutile checché ne pensi e ne dica Luigi Fedele, capogruppo del PDL in Consiglio Regionale.

Infatti lo cogliamo in contraddizione quando, non più tardi dello scorso 31 luglio, affermava che “razionalizzare i costi della politica è un’esigenza imprescindibile con cui occorre confrontarsi senza riserve per giungere a dei risultati apprezzabili e per contribuire a rendere più efficiente la stessa politica”; ma quando poi gli si chiede cosa ne pensi in merito all’accorpamento nel capoluogo di Giunta e Consiglio Regionale, così come si conviene ad una Regione normale, Fedele inizia a balbettare per poi rispondere che trattasi di proposta inutile in quanto è ormai acclarato che la Giunta sta nel capoluogo mentre il Consiglio sta da un’altra parte.

Della serie: faccio finta di voler tagliare i costi della politica, ma non ho alcuna intenzione di farlo, e chissenefrega se a parole dico di volerla razionalizzare e renderla più efficiente ma nei fatti mi ci metto di traverso! Luigi Fedele abbia il coraggio – dopo le sue contraddizioni – di far pubblicare tutti i costi della Regione. Nessuno escluso.

Ad esempio ci piacerebbe conoscere i rimborsi chiesti per carburante dai consiglieri regionali, compresi quelli reggini come Bova che pretende 211mila euro. Dopodiché Fedele abbia l’umiltà di argomentare meglio in merito alla nostra proposta di accorpare Consiglio e Giunta Regionale nel capoluogo. E d’altro canto non bisogna essere esperti di economia per comprendere che, di per sé, due sedi costano più di una. Mediamente la spesa è doppia ma, nella fattispecie tutta calabrese, essa risulta essere ulteriormente ingigantita in quanto ai già elevati costi ordinari di mantenimento di Palazzo Campanella si aggiungono quelli straordinari dovuti all’enorme disagio con cui ci si deve spostare da ogni angolo della Calabria per raggiungere la sede e gli uffici del Consiglio Regionale posti nel punto più periferico e decentrato del già difficoltoso territorio calabro.

Si abbia la maturità politica di riportare il Consiglio a Catanzaro senza riserve. L’area della realizzanda Cittadella può assolvere allo scopo tramite un secondo lotto, e d’altronde nel suo progetto originario era previsto lo spazio per ospitare il Consiglio: è ancora così? E infine, sempre in tema di costi, tagli (solo sussurrati) e sperperi vari, con quale faccia tosta viene chiesto il ticket sanitario ai calabresi quando poi – come rileva Gian Antonio Stella – si erodono i fondi destinati alle politiche sociali e alle famiglie disagiate per privilegiare eventi da 800mila euro quali Miss Italia nel mondo (a Reggio) o pagare profumatamente RTL per una pubblicità (ovviamente sempre e soltanto per Reggio)?

Non sarebbe un bel gesto se la politica regionale fosse meno campanilistica e soprattutto se rinunciasse a qualcosa per devolverlo, ad esempio, al Centro Calabrese di Solidarietà di don Mimmo Battaglia?

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