Un "Osservatorio sul Bene Comune" ? Ma perchè non puntare sulla democrazia diretta e deliberativa consigliere Castaldo ?

21.07.2011 11:18

Osservatorio Politiche Sociali   

Leggiamo dalla stampa locale che il Consigliere Comunale di minoranza al Comune di San Giorgio del Sannio, Antonio Castaldo prosegue nel suo intento, dichiarato già in campagna elettorale, di divenire il pacificatore della politica sangiorgese attraverso un’opera di riscoperta dei valori ecclesiali, della famiglia, della solidarietà, del tanto, e forse troppo strumentalizzato a fini politici, bene comune. 

E proprio per capire quali siano gli aspetti critici per l’ottenimento di questo “fantomatico” bene comune, il consigliere Castaldo propone, a seguito dell'ultima riunione dell'Azione Cattolica diocesana svoltasi a Paduli,  l’istituzione in tutto il Sannio, ma in particolare a San Giorgio del Sannio, di un Osservatorio sul Bene Comune al fine di creare, testualmente, “un rapporto scambievole tra il mondo dell’associazionismo, del volontariato e del terzo settore e i rappresentanti eletti nel civico consesso”… spingendo così “gli eletti a lavorare in gruppo volgendo lo sguardo al più debole e soprattutto”, ovviando “in modo esemplare alle crescenti difficoltà dell'intervento pubblico in tempi di risorse sempre più scarse”.

Ebbene, da cittadine impegnate, in primis chiediamo quale possa essere il senso dell’istituzione di un nuovo organismo consultivo quando pare ne esista già uno, la Consulta delle Associazioni, che proprio gli allora candidati Castaldo e Carpenella si impegnarono a valorizzare ove fossero stati poi eletti. Di questa cosa, infatti, si parlò diffusamente qualche tempo fa durante un Workshop sull’associazionismo e sulla partecipazione tenuto dal Laboratorio Civico Nuova San Giorgio (di cui Carpenella e Castaldo sono stati ideatori e fondatori ma ormai non più animatori) e proprio in quella sede fu preso un pubblico impegno in tal senso. 

Ora, considerato anche che gli organismi consultivi possono fare molto a livello teorico ma poco a livello pratico e di concretezza, dal momento che spetta sempre agli amministratori la discussione ed approvazione di un programma attuativo delle proposte fatte dall’organismo consultivo, non sarebbe forse il caso di utilizzare uno strumento già esistente, arricchendolo, ovviamente, con nuovi apporti e nuove idee, ma soprattutto di responsabilizzare al massimo amministratori e cittadini attraverso l’utilizzo di nuove formule di democrazia partecipata?

Caro Consigliere Castaldo, dare una concreta spinta di rinnovamento per ricostruire e riconquistare una coesione sociale persa e un legame istituzione-cittadino di cui non resta che la memoria sfuocata significa, secondo noi di Rete Rose Rosse Campania e del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia, utilizzare metodologie che costituiscono una via di mezzo tra l’ormai debole forma di democrazia rappresentativa e la difficile, osteggiata ma attuabile forma della democrazia diretta, il tutto senza cadere in soluzioni illusorie e populistiche. Il caso dell' Islanda dove stanno addirittura riscrivendo la Costituzione attraverso strumenti telematici come fb è esemplare ed il Comune di certo è l'entità consociativa più vocata ed elettiva per la democrazia diretta. Se solo si volesse !

Ciò significa, che i cittadini devono sentirsi chiamati non solo a dibattere tra loro o con i politici, ma a giocare un ruolo significativo nel processo decisionale: e qui sta la sfida, altro che Osservatorio sul Bene Comune!

Che si creino, dunque, le cosiddette “arene deliberative”, ovvero dei momenti di dibattito inseriti in un contesto strutturato di collaborazione e basati su un'informazione adeguata e una pluralità d’opinioni, con precisi limiti di tempo entro i quali pervenire a decisioni. 

Che si dia a vita ad es. a micro-assemblee pubbliche (una sorta di pillole di partecipazione); interviste; happening istituzionali; stampa di pieghevoli informativi; affissione di manifesti e locandine; comunicati e conferenze stampa; spot; spazi web sui principali portali di informazione locale; area web appositamente realizzata sul sito istituzionale del Comune con tutti i dettagli dell'iniziativa, gli stati di avanzamento ed un indirizzo di posta elettronica ad hoc attivo 7/7 giorni; 

E’ in questo modo, secondo noi, che si contribuisce a far sentire i cittadini informati e partecipi, non isolati, ignoranti e impotenti e che si aiutano politici e amministratori a governare meglio e a colmare il divario che troppo spesso li separa dalla società civile!!!

A tale proposito, e in conclusione di questa nostra nota, vogliamo sottolineare come queste non siano nostre elucubrazioni mentali frutto del caldo estivo, bensì idee che stanno alla base di un saggio di Paul Ginsborg, “La democrazia che non c’è”, che visto anche l’esiguo costo, solo 8 euro, vi invitiamo a leggere anche sotto l’ombrellone.

Dunque, perché non applicarle a San Giorgio del Sannio, così come sono applicate a Viterbo o a Castagneto Carducci?

Forse perché si teme che le decisioni prese attraverso queste metodologie possono essere potenzialmente migliori in quanto prese nel corso di un dibattito in cui si procede ad una ridefinizione dei problemi e si propongono nuove mediazioni e soluzioni?

O forse perché le decisioni prese attraverso queste metodologie acquistano maggiore legittimità perché derivate da un processo di deliberazione e non prodotte separatamente da un piccolo gruppo ma da una pluralità di persone?

Ci auguriamo che il Consigliere Castaldo prenda in seria considerazione questa nostra nota e che, nella sua veste di consigliere, operi in favore della realizzazione di un punto importante del programma della lista in cui è stato eletto, ovvero la realizzazione di un Comune che sia una Casa di Vetro e non una cortina di ferro.

Elvira Santaniello ( Rete Rose Rosse Campania) e Rosanna Carpentieri (Coordinatrice Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia) 

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