Spira il vento (e splende il sole) del malaffare

14.09.2010 17:36

 

Prosegue il nostro viaggio tra le molte ombre che caratterizzano il business delle energie dafonti rinnovabili in Italia. Meglio sarebbe dire il business tout court, ma il settore della cosiddetta energia pulita ha una doppia valenza: si giova di un’immagine “candida”, legata a valori quali la sostenibilità ambientale, che viene usata dagli operatori in chiave di marketing per veicolare la loro offerta commerciale “verde” ai privati e – su un altro fronte – si candida a divenire la nuova frontiera degli investimenti, con un serio rischio di bolla finanziaria. Per questo riprendiamo il filo della storia fin qui raccontata concentrandoci su un altro personaggio : Vito Nicastri.
Pale & Nuvole - Foto di Maria Bree

Pale & Nuvole - Foto di Maria Bree

 

Nicastri è stato “l’uomo del vento” fino a che l’eolico tirava forte e, più di recente, si è trasformato ne “l’uomo del sole”: la stragrande maggioranza dei progetti autorizzati in Sicilia sull’energia da fonti rinnovabili è passato (e passa) attraverso le sue società e la sua mediazione. Tra le altre cose, come abbiamo visto Nicastri è socio di Soleagri, una società operativa del gruppo KR Energy (quotato in Borsa) con un importante progetto sul fotovoltaico in Sicilia. Perché insistere su Nicastri? Perché il suo potere e le sue fortune sono emblematiche di un certo modo di lavorare.

La dimostrazione sta nelle carte dell’inchiesta antimafia sui parchi eolici di Mazara del Vallo che a febbraio 2009 ha portato all’arresto di imprenditori, politici e mafiosi. Nei confronti di Nicastri non sono state disposte misure cautelari, ma il quadro che emerge dalle intercettazioni ambientali e telefoniche è inquietante: l’imprenditore di Alcamo prende le redini dei progetti per la realizzazione dei parchi eolici e si avvale del benevolo (nonché interessato) aiuto di un consigliere comunale di opposizione (Vito Martino) per premere su tecnici e funzionari comunali, sulla giunta e sul sindaco (Giorgio Maccadino) per ottenere tutte le autorizzazioni e, addirittura, per costringere una società concorrente a scendere a patti con lui per la realizzazione del parco. Da notare (e non sia detto certo per inciso) che le tre società coinvolte (le due iniziali assorbite poi dalla Eolica del Vallo di Nicastri) e la concorrente Fera (quella che è stata costretta a scendere a patti con Eolica del Vallo dallo stesso sindaco di Mazara) godevano del supporto di diverse famiglie mafiose della Sicilia Occidentale e che Nicastri stesso ha intrattenuto frequenti e cordialissimi rapporti con gli esponenti di dette famiglie. A titolo puramente esemplificativo ha senso forse riportare alcuni passaggi di una telefonata intercorsa tra Nicastri e Martino. A chiamare è Nicastri:

NICASTRI (N.): Vito Martino!
MARTINO (M.): hei Vitù che abbiamo?
N.: questo Mazara2 [è un parco eolico, ndr] in delibera consiglio comunale quando cazzo ci va?
M.: Mazara2?
N.: delibera consiglio comunale articolo 7
M: ci stanno lavorando
[...]
M.: ma come ti è venuta questa cosa del consiglio comunale ora, come ti è venuta?
N.: siccome sono qua con l’altra società Fera, mi dice che il loro progetto lo stanno portando in consiglio e la delibera è pronta, quello loro e quello nostro no!! ma non dovevamo andarci insieme?
M.: quello loro sì e quello nostro no?
N.: minchia! ma tu che fai, non conti lì?
M.: minchia queste cose non me le devi dire
N.: ora me lo sta dicendo è qui dinnanzi a me, mi sente parlare mentre io parlo con te
M.: chi c’è? con te chi c’è?
N.: l’ingegnere
M.: quello…
N.: quello che era con me sì…
M.: ah! Ehhhh
N.: minchia lui è più potente di te, io mi sentivo un cannone avendo te, invece ho un asino zoppo… Com’è la cosa?
M.: non ti preoccupare non c’è problema, io aspettavo veramente per la verità prima la sopraintendenza per evitare…
N.: non serve! fregatene! non serve
M.: va bene, non ti preoccupare, lunedì la vediamo questa cosa, va bene? L’assegno è arrivato no?
N.: ah?
M.: l’assegno è arrivato?
N.: l’assegno devi aspettare altri tre giorni. Ava arrivari di dda ncapu
M.: va boh
N.: statti calmo che arriva Vito, quando ti dico che ti pago io ti pago

E’ solo un frammento delle quasi 500 pagine dell’ordinanza del Gip di Palermo, ma che spiega molto bene come funzionano ancor oggi gli iter autorizzativi in Italia. Per questo i maggiori operatori del settore dell’energia di solito preferiscono non esporsi direttamente, ma rilevare le società progetto a cose fatte, cioè ottenute tutte le autorizzazioni del caso e con gli impianti già cantierabili. Sono “professionisti” come Nicastri (un patteggiamento per la tangentopoli siciliana che nel ’94 ha travolto la giunta regionale guidata da Rino Nicolosi e, più di recente, finito sotto inchiesta in Campania per i finanziamenti statali a un parco eolico) a fare il lavoro sporco. Non che renda poco: in questi anni Nicastri, per sua stessa ammissione, ci ha guadagnato circa 30 milioni di euro. E ora si è lanciato sul fotovoltaico: la nuova frontiera del business delle rinnovabili.

 

 

Paolo Fior 

 

digilander.libero.it/no_eolico_selvaggio/espresso.pdf

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