Si prepara il terreno ad una centrale in Friuli Venezia Giulia,con l'appoggio di alcuni "insospettabili" come la Lega Consumatori

01.08.2010 21:36

Governo e Giunta regionale, con l’appoggio anche di alcuni “insospettabili”, preparano il terreno alla costruzione di una centrale nucleare in Friuli Venezia Giulia.
Questo il commento del WWF alle recenti esternazioni – durante l’incontro con Confindustria a Udine - del ministro Frattini e soprattutto del presidente Tondo, secondo il quale bisogna insistere con Lubiana affinché l’Italia (o l’ENEL) partecipi al progetto di raddoppio della centrale di Krško “per verificare le condizioni di sicurezza ed evitare di essere costretti a costruire una centrale sul nostro territorio”.
        
In questo modo il presidente fa però tre importanti ammissioni:
1) Tondo rientra a pieno titolo tra le vittime della “sindrome di Nimby” (vuole il nucleare, purché a casa degli altri), dopo di che ammette;
2) che il rischio che una centrale nucleare sia costruita in Friuli Venezia Giulia è reale, ma non ha il coraggio di opporvisi;
3) riconosce che la sicurezza della centrale di Krško non è garantita e non si fida della Slovenia (perché allora gli sloveni, già riluttanti, dovrebbero volere partner italiani?).
        
Frattini e Tondo hanno poi ripetuto il consueto ritornello sui vantaggi economici del nucleare, accennando anche ad un presunto “deficit energetico” del Friuli Venezia Giulia. Affermazione priva di fondamento, poiché i dati di Terna mostrano nel 2009 un surplus di oltre il 6 per cento della produzione di elettricità rispetto ai consumi. Inoltre, se la capacità produttiva delle centrali esistenti, fosse sfruttata appieno, il surplus aumenterebbe di molto.
       
 I favoleggiati vantaggi economici, in realtà sarebbero solo per chi le centrali le costruirà e le gestirà (scaricando i costi sugli utenti-contribuenti). Basti l’esempio dell’Austria, che ha rinunciato al nucleare nel 1978 – trasformando in museo una centrale già pronta ad entrare in funzione – dove l’elettricità costa circa il 15 per cento meno che in Belgio, il Paese più nuclearista d’Europa (dopo la Francia), dove il 55 per cento dell’energia elettrica è prodotto con l’atomo.
        
Senza contare l’irrisolto, ovunque nel mondo, problema dello smaltimento delle scorie radioattive, i perduranti problemi di sicurezza (anche con le centrali cosiddette di “terza generazione”) ed il fatto che il ciclo del combustibile nucleare implica l’emissione di grandi - e crescenti nel tempo - quantità di anidride carbonica: altro che energia “pulita”!
        
L’insistenza di Tondo, Frattini & co a favore del nucleare può servire quindi soltanto ad acquisire benemerenze nel mondo industriale locale, bramoso di attaccarsi alla greppia delle commesse ENEL (tanto pagherà Pantalone…), e a preparare nel contempo i cittadini ad inghiottire il rospo di una centrale in Friuli Venezia Giulia. Eppure lo stesso Tondo aveva detto e ripetuto che il nostro territorio “non presenta le condizioni adatte”. Tuttavia la nuova normativa statale, non contrastata dalla Giunta Tondo, permette di imporre centrali nucleari contro la volontà delle comunità locali e delle Regioni: dove sono i “federalisti” nostrani? Troppo impegnati con le ronde e altre amenità? Infine, se ritiene di poter essere costretto ad ospitare una centrale nucleare, perché Tondo non va fino in fondo e non indica anche, con coraggio, il sito o i siti possibili? Perché non la sua Tolmezzo?
        
A ingrossare il coro pro-nucleare non poteva mancare il sottosegretario all’ambiente, Menia, nel recentissimo convegno sulla sicurezza nucleare di Trieste (in occasione del quale l’elenco dei siti delle centrali italiane è stato però rinviato al 2011…), cui si è aggiunta perfino la benedizione del vescovo di Trieste, Crepaldi (chissà se le pecorelle del suo gregge sono d’accordo?).
        
Che sia in atto un’”operazione discutibile”, pare confermato anche dall’inserto - sulla tariffa elettrica bioraria - allegato al PICCOLO del 16 luglio.

Questo si chiude infatti con il capitolo “ultime notizie sul nucleare“, che riporta le dichiarazioni dell’amministratore delegato di ENEL, Fulvio Conti, il quale – senza ovviamente citare alcun dato – dichiara tra l’altro che il nucleare “permetterà di ridurre le bollette”.

Incredibilmente, l’inserto è sponsorizzato dalla Lega Consumatori, che dovrebbe tutelare i consumatori-utenti anche dalle mistificazioni interessate dei venditori di elettricità, non quello di prestarsi a fare da sponsor ai loro spot ingannatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

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