Salvatore Tolone Azzariti/ Il vento dell’illegalità

28.12.2010 18:49

ildemocratico.com/2010/05/26/salvatore-tolone-azzariti-il-vento-dellillegalita/

di Lorenzo Castellani.

 

Salvatore Tolone Azzariti, 40 anni, è professore di Diritto Privato presso l’Università Federico II di Napoli a seguito delle intimidazioni subite è stato costretto a lasciare Girifalco (in Calabria, provincia di Catanzaro; ha circa 6 mila abitanti, gli abitanti si chiamano girifalcesi, il patrono è San Rocco e si festeggia il 16 agosto, fa parte della comunità montana Fossa del Lupo.)  e a trasferirsi in una località del Nord Italia.

1) Quali erano i problemi relativi alle pale eoliche nel comune di Girifalco?

 

Riuscirei a parlarne compiutamente solo ricorrendo ad una risposta di dimensioni enciclopediche, chiedo scusa dunque se apparirò prolisso ma penso che i dettagli abbiano una loro rilevanza.

Se per “problemi” intende l’impatto sull’economia terriera ed agricola e sul paesaggio, posso dirle che già in partenza questo parco Brulli–International Power, dovendo servire a fini “altri” che non fossero una localizzazione connessa ai valori anemometrici (ad esempio, garantire 5.000 euro di fitto annui ai proprietari dei terreni di localizzazione delle torri se graditi ai politici locali, somma che peraltro ritengo risibile se paragonata alle cifre milionarie della produttività in discussione) non ha seguìto il criterio del minor danno anche solo in base ai parametri normativi, sebbene non vincolanti, fissati dalla Regione Calabria.

Aree archeologiche, terreni coltivati ad uliveti o a seminativi (danneggiati dall’impatto del vento producentesi sull’impollinazione), prossimità ed addirittura adiacenza alle strade ad alto transito, etc.: praticamente posso affermare che nessun parametro normativo è stato rispettato.

Immagini una località con un paesaggio a dir poco stupendo, e non lo dico perchè è il mio paese, che viene “circondato” da gigantesche torri eoliche di acciaio, che si addentrano fino alle case abitate…

Quanto ai “problemi” intesi come crimini in senso proprio, allora la risposta, sebbene riguardo solo ai crimini più evidenti fra tantissimi altri, penso sia nota: laddove le distanze obbligatorie, a tutela della Salute dei cittadini, erano state fissate in 500 mt. fra abitazioni e torri, alcuni ingegneri che abitano a Girifalco (sebbene i genitori siano originari di Caraffa di Catanzaro, un paesino della comunità albanese della Calabria, ed il cui fratello è un ex assessore alla Provincia della precedente Giunta retta dall’attuale deputato Traversa, nonché candidato e mancato Sindaco alle ultime elezioni di Girifalco) hanno provocato un “terremoto” grafico sulle mappe catastali: una novantina di immobili rimossi, per una scala di grandezza effettiva 1:2000 l’epigramma riporta invece una scala 1.2500, per ampliare fittiziamente e sulla carta la distanza, giusto la distanza-requisito dei 500 mt.

Ulteriormente. La questione delle distanze non rispettate dalla case abitate e della “scomparsa” dalle mappe degli immobili del pari abitati era stata già evidenziata al Nucleo VIA della Regione Calabria nell’autunno 2006 da mio padre, prima del suo decesso: il Nucleo VIA, evidentemente senza alcuna verifica, ha dato serenamente parere favorevole!

Quando poi io stesso, 30 aprile 2007, unitamente ad un ingegnere del luogo che al tempo si opponeva al parco Brulli–International Power, stante le mostruosità di cui sopra, avanzai analoghe osservazioni alla Provincia di Catanzaro, aggiungendo il rilievo della falsità della scala (elemento che mio padre prima ignorava), in punto di Autorizzazione Unica, emanata l’8 agosto 2007, dovemmo leggere nel preambolo “Considerato che non sono pervenute osservazioni da parte dei cittadini interessati”…!!! Quindi o la Provincia di Catanzaro, Ente dove lavora uno degli ingegneri prima citati, ha fatto scomparire le nostre Osservazioni o la Regione le ha illecitamente ignorate.

Ovviamente, nel tentativo maldestro di minimizzare o ignorare questo reato, altri reati a strascico si sono affastellati da parte di altri tecnici e politici.

Ancora. Quanto a due procedenti in servizio presso la Procura di Catanzaro, di cui uno un Procuratore Aggiunto molto “noto” alle cronache, come oggetto delle stesse, e sulla premessa che vi parlo di cose già conosciute alla stampa mentre di moltissime altre, sempre in riguardo di tali soggetti, posso parlare solo con gli inquirenti e vincolarmi quindi al segreto istruttorio.

A fronte del primo, gravissimo avvertimento da me subìto (una bomba alla mia macchina l’8 giugno 2007) io verbalizzai tutto quanto sapessi, a quella data, sulle enormi falsità delle mappe del Parco Brulli–International Power, presso i Carabinieri cui sporgevo regolare denuncia per il fatto della bomba. In seguito, metà luglio 2007, avanzai esposto alla Procura di Catanzaro evidenziando i – peraltro, come può intendersi, evidenti – reati che connotavano la vicenda, anche sul lato amministrativo, ed allegavo altresì, fra l’altro, una copia di una delle mappe false.

Il Procuratore Aggiunto ha operato come segue: 1) ha “avocato” il mio esposto, sottraendolo quindi al P.M. dell’Ufficio cui sarebbe eventualmente toccato per assegnazione “naturale”; 2) lo ha incardinato a Modello 45, atti non costituenti notizia di reato (sic!), un tipo di procedimento che ti consente di archiviare senza passare dal G.I.P., questo nonostante io avessi allegato, come detto, una copia delle mappe false, che in sè contiene la totale determinazione del reato, incluso il nome dell’ingegnere –autore e firmatario; 3) a quanto mi comunica l’Archivio ad aprile 2008, egli lo ha archiviato i primi giorni dell’ottobre 2007, senza dare notizia nè a me nè ad alcuno….

Un altro, un sostituto procuratore, allora in servizio presso la Procura di Catanzaro.

Avendo il 24 aprile 2008 richiesto comunque la restituzione del mio fascicolo, a maggior ragione perchè archiviato, è sbocciato come titolare del fascicolo questo sostituto procuratore, dopo due mesi che venivo rimandato per la restituzione alla media di tre volte alla settimana. Mi dicono cioè a metà giugno 2008 che il fascicolo era Lazarus Resurgens (toh!) dentro un altro fascicolo di cui era titolare questo procedente. Egli non mi ha mai chiamato nè mi ha mai voluto sentire, neanche dietro mia sollecitazione; ciò nel mentre le ditte appaltatrici della Brulli–International Power compivano una decina di illegittime invasioni dei miei terreni, tutte puntualmente denunciate ai Carabinieri e reportate con testimonianze di vario tipo.

Si pensi che, di nuovo la Provincia di Catanzaro (ma so bene il perchè), in un’opera di manutenzione dei condotti delle acque ai margini di una strada, ha operato perchè alcuni di tali condotti, idonei a veicolare quantità enormi di acqua e materiale di risulta, refluissero a mezzo di una vasca di raccolta creata ex novo e ad hoc in uno dei miei terreni interessati dalle loro manovre sul parco eolico. Io denuncio ai Carabinieri, nessuno mi chiama in Procura!

Alla fine di marzo 2009, una notte di pioggia, altro avvertimento di tipo mafioso: incendiano un trattore di un vicino parcheggiato sotto una tettoia in adiacenza a casa mia (abito in campagna, in una casa isolata, e non vi sono dubbi che il bersaglio fossi io, sebbene abbiano equivocato sull’oggetto del danneggiamento). Fatto di gravità evidentissima, puntualmente denunciato, nessuno mi chiama dalla Procura.

2) Quali sono state le risposte della politica locale alle irregolarità da lei segnalate? e quali le reazione della Procura di Catanzaro?

Spiace dirlo, e spiace anche apparire draconiano, ma penso di essere molto prossimo alla verità se affermo che in Calabria praticamente tutte le forze politiche, anche se ovviamente non tutti gli esponenti politici, laddove ci fossero soggetti dotati di un qualche potere, anche minimo, di intervento amministrativo, diretto o mediato, o altra possibilità di influenzare anche solo una sezione degli iter cui erano sottoposti questi progetti per la relativa approvazione, hanno fatto “affari” con l’eolico e con la criminalità di ogni tipo che seguiva questo carrozzone più generale che è l’energia alternativa.

Quindi la politica locale, intendendo anche le propaggini di sguatteri e lacché a vario titolo impiegati come cascame della politica nei vari settori della P. A., a livello del Comune di Girifalco, è totalmente coinvolta nella vicenda, ovviamente sul lato degli “affari” non su quello della tutela dei cittadini, della Salute, del Territorio.

Nelle file degli ultimi Consigli comunali, sia in parte di maggioranza che di opposizione, si annoverano soggetti di rango primario nel sodalizio di cui le sto parlando, soggetti con funzione di “spessore” nella vicenda in questione ma anche in altre e precedenti vicende analoghe, descrivibili più facilmente mediante un breve compendio del codice penale, i reati più gravi inclusi: dalla corruzione e concussione agli abusi, alla incapacità di registrare un appalto regolare che sia uno. Dunque non solo assoluta ostilità nei miei confronti (ma non era inattesa!) ma anche latitanza (per ora in senso lato…) di fronte ad un tentativo, anche minimo, di spiegazione in punto di diritto per un ipotizzabile intervento di autotutela di fronte a crimini che sono sotto gli occhi di tutti e con le loro relative conseguenze: famiglie intere che abitano nelle loro prime case a distanze inferiori di quanto prescritto dalla legge (che già di suo e stranamente è assai di manica larga quanto alle distanze di interdizione), nonostante le devastanti (ripeto, devastanti ) conseguenze cui sono esposti gli uomini per quella che viene definita “Sindrome da turbina eolica”.

Ma non si mearavigli: pensi addirittura che l’ex Sindaco di Girifalco, il principale promotore nella politica comunale del parco Brulli–International Power, è attualmente consigliere di opposizione (sempre) alla Provincia di Catanzaro, dove gli è stata conferita la presidenza della commissione legalità. Honoris causa.

Alla Provincia il tenore è il medesimo, essa è politicamente (e non solo) una provincia del precedente gerente, quindi non ha capacità, fossero anche meramente espressive, in autonomia. Vige il diktat del silenzio!

Alla Regione si spera in qualcosa di nuovo, almeno si spera! Ma per ora, nonostante la nuova Compagine, a quanto ne so, nulla si è detto o dichiarato sul caso di Girifalco.

Per il resto: nessuna parola da alcun deputato o senatore calabrese sulla vicenda di Girifalco. Ovviamente da qualcuno, stanti gli evidenti legami con questa cricchetta paesana, per così dire, era inesigibile. Ma gli altri? Non notate anche voi, da lontano, uno strano silenzio della politica calabrese sulla questione Eolico e Mafia in Calabria?

3) Ha subito delle intimidazioni?

Ne ho menzionato due gravissime ed una decina di minor portata ma parimenti leggibili lungo il medesimo disegno funzionale: piegarmi alla sudditanza verso l’attività criminale di questa variegata e, come accennato, composita associazione criminale.

Dunque una bomba che ha devastato la mia autovettura; un incendio ad un trattore di un vicino, ma sotto casa mia; “lavori di manutenzione” degli scoli dell’acqua, della Provincia di Catanzaro, atti alla devastazione del mio terreno con enormi quantità di melma. Telefonate sul mio cellulare, da parte di persona a me note, con velato tono di accomodamento: “mettiamoci d’accordo, ti paghiamo bene…”. Poi una decina di invasioni dei terreni: con ruspe e camion, recisione del filo spinato di confine, immissione di mezzi pesanti, occupazioni temporanee dei miei terreni dove vengono lasciati indicatori dei lavori in corso, apposizione di pesantissimi cavi elettrici su alberelli a margine di strada con loro danneggiamento, etc. etc., il tutto senza che la Brulli–International Power avesse alcun titolo per farlo, men che meno di tipo ablativo. Ha presente i cow-boys nei saloon dei film? “Qui comandiamo noi…”! Il tutto, come vi ho già detto, accompagnato dall’inerzia (ad essere eufemistici) della Procura di Catanzaro, nelle persone dei due procedenti di cui sopra. La speranza che nutrivano era che, fra l’incudine ed il martello, mi sarei piegato al malaffare.

4) Chi o cosa si cela dietro questi attentati?

Gli attentati hanno, per conto mio, matrice inequivoca. Tempi, luoghi, modalità: ci sono le ‘ndrine dietro. Metta poi che col passare del tempo ho avuto modo di raccogliere informazioni inequivoche a riguardo: ad oggi posso testimoniare, in tutte le sedi, che i gradi di penetrazione delle ‘ndrine, ad ogni livello, sono profondissimi, più di quanto appaia.

E del resto, più in generale, che questo tipo di forze siano “interessate” alle ricadute finanziarie dell’eolico è oramai cosa risaputa, per fortuna, a tutti i livelli. A Girifalco, una torre del parco Brulli – International Power è stata incendiata e distrutta, ed a quanto ne so con una tecnica non comune: dunque non atto meramente simbolico, ma con padronanza della sua efficacia distruttiva. Ovviamente, questo ha lasciato spazio persino a toni finto-moralisitici, come se non fossero noti i lineamenti di certe dinamiche… A volte mi meraviglio di alcune dichiarazioni, pur provenienti da Procuratori serissimi ed onestissimi, che dichiarano essere il loro Ufficio in ritardo, sebbene in via di relativo sopperimento, perchè quasi “meravigliati” che business per centinaia di milioni di euro vedano presenza, penetrazione e cointeressenza della ‘ndrangheta. Vorrei dire loro, con il dovuto rispetto, che qualche loro collega questa lungimiranza l’ha già avuta, anche se in direzione opposta a quella indicata dalla legge…

Purtroppo, è un fatto, mi sono trovato a fronteggiare il fenomeno in piena solitudine, affrontando gravissime ostilità, non solo quelle di queste bande di criminali, che mettevo in conto, ma anche quelle provenienti da organi deputati a fare l’opposto. Il tutto agevolato dal fatto che esso fenomeno non era ancora ben focalizzato nè dai media nè dagli organi inquirenti, intendo quelli che volevano reprimerlo non gli altri.

 

5) Rifarebbe la denuncia? O è pentito? (la dichiarazione sulla libertà che ha fatto in tv era di notevole impatto).

Assolutamente si, caro dottore. La rifarei mille e mille volte, senza pensarci neanche un secondo, a qualunque costo, da umilissimo ed obbediente liberale-risorgimentale.

Ha presente la pagina di Hayek, The Road to Serfdom, quando fissa i termini di ricaduta, al di là della pur importante questione economica e giuridica, del Socialismo nel campo del Pensiero? Ebbene, mi lasci dire che questi sodalizi criminali, proprio perchè così ramificati persino in organi dove non ti aspetti, non sono solo questione di codice penale, non c’è solo il 416 bis in gioco, non solo il pur importantissimo ordine pubblico, sono offensivi, non di meno, per il nostro modo di intenderci ed orientarci in un più ampio contesto culturale e sociale che non sia qullo mesozoico che essi manifestano: Calabria, Italia, Europa, Occidente, 2010 dopo Cristo! Questi “sistemi”, specie quando accompagnati dalle degenerazioni ancillari che ho descritto, sono avversi non di meno per Dante e Manzoni e Shakespeare, per Raffaello e Leonardo, per Mozart e Rossini e Verdi, per Locke ed Hume, se vuole per Einaudi e Croce e così via… L’area del disvalore è infinitamente più ampia di quella che appare solo sotto la matrice criminale. C’è in ballo il rovesciamento di tutto ciò che ci fa intendere come civiltà, non solo gli affarucci di questi bipedi, peraltro anche ad alfabetizzazione limitata.

Glielo dico, e la prego di credermi, con franca sobrietà e nella maniera più lontana da ogni ridondanza retorica, che peraltro non fa parte dei miei costumi: la parola “pentito” quando si tratta di Stato di Diritto e Libertà non appartiene al mio codice morale, intellettuale ed esistenziale, così come il termine “paura” o il termine “accomodamento”, “fare un passo indietro”, etc. Perchè sono i valori che connotano tutto ciò che mi circonda, ai quali sono stato educato fin da bambino, ed in cui, in tutta umiltà, mi è dato di assumere come ordinatori della mia pur umile esistenza.

Valori propri alle uniche persone – siano esse vive o morte – delle quali mi importa il Giudizio, anche se solo in via ipotetica.

Quelli che vivono e praticano i miei fratelli della Nunziatella, cui mi lega – pur essendo io il peggiore fra essi – un giuramento d’onore inscalfibile ad alcuno, che spesso molti hanno portato fino all’estremo, molte volte non richiesto, sacrificio.

I valori che mi rendono riconoscibile ad essi, alla mia tradizione familiare dunque al mio passato, ai miei amici e dunque al mio presente, e senza i quali io sarei altra persona da quello che sono.

Parafrasando un celebre titolo di uno studioso di sir Isaiah Berlin, non mi dedico all’antropofagia sol perchè per le circostanze della vita sono finito fra cannibali: rimango un Liberale.

La dichiarazione sulla Libertà, non è niente di speciale per un vecchio scozzese. Umilmente penso, in uno con il mio mentore intellettuale, che una civiltà moderna sia tale perchè gli uomini sono soggetti solo alla Legge, ad una Constitution che ne garantisce la loro Liberty, non all’arbitrio, anche se coadiuvato da violenza e crimine di politici o sedicenti rappresentanti dello Stato, disposti alla corruzione peggio di un qualunque mediocre papponcello di paese.

Penso che la morte non puoi controllarla, è dietro l’angolo in molte forme spesso non volute ed inattese, ma la vita si, almeno in piccola parte; e penso dunque che mantenere un minimo di onore e di coerenza fra ciò che pensi, ciò che dici e che scrivi, e ciò che poi fai nella realtà, sia un buon modo per non farti intimorire dall’evento, in qualunque forma debba avvenire.

Siamo ai 150 anni da quello che considero l’apice morale, intellettuale e politico della nostra Nazione: la Spedizione dei Mille, il culmine del Risorgimento. Ho l’Onore di essere l’immeritevole discendente di due Volontari delle Camicie Rosse che si unirono al Generale, il capitano Francesco Saverio Tolone, mio bisnonno, e suo fratello Luigi Giuseppe.

Si portava a culmine un patto di sangue infragenerazionale che la mia famiglia aveva sperimentato due generazioni prima, quando lo zio ed il nonno di loro padre erano stati impiccati a seguito della loro partecipazione alla Repubblica Napoletana del 1799, un patto che già era costata la vita a due loro fratelli, Raffaele e Salvatore. Anche allora, sebbene per altre forme, vigeva il misticismo di uomini che si ritengono superiori alle Leggi civili, tali da poterle cambiare e plasmare a loro piacimento, o violarle accedendo ai privilegi dei potenti.

Qualunque sia l’esito della mia vicenda, e qualunque sarà il suo costo, sono sereno e senza paura: ho avuto una sola parola, un solo giuramento, ho mantenuto intatto il patto.

Non ho tradito i morti, quelli che mi hanno dato una Patria e delle Leggi morali e civili, per ingraziarmi o rendermi prono ai vivi, sol perchè si ritengono potenti e perchè usano la mano armata dei criminali, contro la mia Patria e contro le sue Leggi.

Che ho avuto la Fortuna e l’Onore, ripeto la Fortuna e l’Onore, di poter servire nella mia vicenda.

La ringrazio per la sua gentilezza e disponibilità. 

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