Ricorso avverso multa per sosta su strisce blu . Presupposti e fac simile

15.03.2011 17:42

Sul tema delle multe sulle strisce blu abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni da tutta Italia.
Riteniamo pertanto utile fornire ai lettori ulteriori delucidazioni in merito, particolarmente per la predisposizione di un eventuale ricorso avverso contravvenzioni per sosta su strisce blu illegittimamente elevate.

E dunque: Il ricorso può essere rivolto al Prefetto o al Giudice di Pace del luogo in 
cui si assume essere avvenuta la presunta infrazione.

Il ricorso può essere presentato a mani, presso gli uffici competenti, o 
spedito per posta (raccomandata con avviso di ricevimento).

Ci si può rivolgere al Giudice di Pace direttamente o a seguito dell’eventuale 
rigetto da parte del Prefetto.

Termini

Il termine entro cui è possibile fare ricorso, sia al Prefetto che al  Giudice di Pace, è di 60 giorni
Nel caso di rigetto da parte del Prefetto, il successivo termine entro cui  fare ricorso al Giudice di Pace è di 30 giorni.
Nel caso di ricorso spedito per posta, l’ultimo giorno utile è quello della 
spedizione e non quello della ricezione
Il termine inizia a decorrere dal giorno dell’infrazione, nel caso di contestazione immediata, o dalla notifica del verbale, in caso di mancata 
contestazione immediata.

N.B.Tali termini vanno computati giorno per giorno, compresi i giorni festivi, 
intendosi per 30 e 60 giorni non un mese e due mesi, ma esattamente 30 e 60 giorni.

RIFERIMENTI DI FATTO E NORMATIVI :
Ipotesi più frequente: Area di parcheggio a pagamento posta lungo la carreggiata, con 
restringimento della medesima, contrariamente a quanto previsto dall'  art. 7, comma VIII del Codice della Strada.

In questo caso sarà utile citare nel ricorso anche la definizione di 
carreggiata
 contenuta nell'art. 3, comma I, n. 7, del Codice della Strada al 
fine di non consentire diverse interpretazioni. 
Il Codice della Strada infatti (art. 7, comma VIII) prevede espressamente che le aree destinate al 
parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata

Lo stesso Codice della Strada prevede (art. 3, comma I, n. 7) che per carreggiata debba 
intendersi la "parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; 
essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e 
delimitata da strisce di margine".

Infine, è opportuno richiamare l'art. 7, comma VIII, del Codice della 
Strada, secondo cui, sia quando il Comune assuma l'esercizio diretto del 
parcheggio o affidi il servizio a terzi o installi dispositivi per il 
controllo automatico della durata della sosta, in ogni caso, è sempre 
necessario che nelle immediate vicinanze, sia riservata una adeguata area 
destinata a parcheggio libero, non soggetto a pagamento .


Le aree a pagamento, quelle delimitate dalle famose strisce blu, sono, 
purtroppo, (quasi) sempre poste lungo le carreggiate, con buona pace del 
Codice della Strada e dei cittadini che pagano le multe. Forse  sembrerà 
poco credibile, ma è così: tutte le volte che pagate il parcheggio in 
un'area delimitata da strisce blu poste lungo la carreggiata, pagate un 
obolo che non vi sarebbe dovuto, poichè il Codice della Strada prevede che 
le strisce blu non possano essere collocate in quella posizione.  
Il Giudice di Pace di Roma ha, infatti annullato una 
multa per il medesimo motivo  e siamo sicuri che non sia l'unica sentenza 
del genere.
In questi casi può essere utile allegare al ricorso una foto in cui sia 
ritratto il luogo dell'infrazione contestata, 
affinchè il Giudice possa 
effettivamente rilevare la circostanza addotta.

Questo, però non è l'unico motivo che può essere invocato. Come accennato, ce n'è un altro 
che ha ricevuto anche discreto clamore di cronaca recentemente.
Ci riferiamo a quanto previsto dall'art. 7, comma VIII, il quale prevede che 
nelle immediate vicinanze di aree a pagamento, ve ne debbano essere altre a 
parcheggio libero e gratuito.

Inutile dire che anche questa previsione è puntualmente disattesa dalle 
amministrazioni, che tinteggiano di blu interi quartieri centrali rendendo 
un miraggio la possibilità di sostare la propria auto . 
Dimostrare il contrario sarà in questo caso onere dell'amministrazione opposta, che, 
vantando comunque una pretesa in giudizio (il pagamento della sanzione) 
riveste sempre il ruolo di attrice in senso sostanziale.
A tale proposito si può agevolmente citare la recente ed autorevole Sentenza 
della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 116/2007 del 9.01.2007.


Traendo, infine, spunto dal principio appena esaminato (secondo cui l'onere 
della prova grava non sul ricorrente, ma sull'amministrazione opposta) sarà 
bene contestare in ricorso la eventuale mancanza di segnaletica che 
preavverta del divieto o la mancata apposizione, sul retro del segnale, 
della relativa delibera che ne ha disposto l'apposizione.


Ricorso avverso multa per sosta su strisce blu

Al Signor Prefetto / Giudice di pace di ……………….. 
(Inserire il destinatario specificamente coinvolto nel vostro caso)



OGGETTO: Ricorso in opposizione al verbale di accertamento n. ……………………………………………………….. 

Io sottoscritto/a
Cognome Nome
Nato/a il Codice fiscale
a Prov. C.A.P
Stato
Residente in
Città Prov. C.A.P
Stato
Via/Piazza Nr.
Email Numero Telefonico

PREMESSO CHE
il ricorrente è proprietario dell’autovettura ………………………….. targata ……………….;
in data ………... gli e' stata recapitata a mezzo raccomandata una contravvenzione, come da originale allegato;
nella predetta allegata contravvenzione viene contestata la violazione dell'art. 157 del Codice della Strada (parcheggio dell’autovettura in zona a pagamento senza l’esposizione del tagliando attestante il pagamento delle somme dovute per la sosta);
la zona sulla quale è avvenuta la presunta infrazione, come può riscontrarsi dalla foto che si allega,  è una carreggiata il cui restringimento non è assolutamente consentito ai sensi del codice della strada con la delimitazione di aree di sosta a pagamento;
il Codice della Strada (art. 7, comma VIII) prevede espressamente che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata. Lo stesso Codice della Strada prevede (art. 3, comma I, n. 7) che per carreggiata debba intendersi la "parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine". 

nella zona attorno a dove è avvenuta l’infrazione non era presente alcuna area di parcheggio libera;
ai sensi di quanto disposto con sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione (n.116 del 09/01/07) è nullo il verbale di accertamento e contestazione per sosta vietata in un’area di parcheggio a pagamento se nelle immediate vicinanze della zona non è presente anche un’area di parcheggio libera;
L’art. 7, comma 8 del codice della strada, infatti, stabilisce che “qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f) , su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia, o senza dispositivi di controllo di durata della sosta.

CHIEDE
l'immediata sospensione e l'annullamento del predetto verbale e tutti quei conseguenti provvedimenti che riterrà opportuno emettere.



Luogo e data Firma

 
ATTENZIONE
Il ricorso contro verbali di contravvenzione al C.d.S. va proposto, in carta libera, o al Prefetto o al Giudice di pace competente per territorio (bisogna a tal fine riferirsi al luogo dell’infrazione).
Il tempo massimo per fare ricorso deve essere indicato per legge sul verbale a pena di nullità. Comunque e' di 30 giorni dalla data della notifica se proposto davanti al Giudice di pace e di 60 giorni se proposto davanti al Prefetto.
Il ricorso davanti al Giudice di pace va presentato personalmente o a mezzo di procuratore alla cancelleria dell'ufficio omonimo, quello davanti al Prefetto va consegnato al Comando dell’organo accertatore che vi ha inviato il verbale. 
Considerato che in caso di rigetto del ricorso al Prefetto la sanzione pecuniaria si raddoppia, se il luogo dell’infrazione è vicino alla propria residenza conviene presentare ricorso al Giudice di Pace per il quale non è prevista alcuna sanzione accessoria. Nel caso in cui invece il luogo dell’infrazione fosse molto distante dalla propria residenza va valutata la convenienza di presentare il ricorso al Prefetto potendosi inviare anche per raccomandata A.R. evitando così le spese di viaggio e gli onorari da corrispondere all’eventuale avvocato.
Nei confronti dell’ordinanza ingiunzione con la quale il Prefetto rigetta il ricorso e ordina il pagamento del doppio della sanzione è possibile proporre un ulteriore ricorso davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica della stessa ingiunzione. 
Nei confronti delle decisioni del Giudice di Pace è possibile proporre ricorso per Cassazione.
Ricordarsi di allegare l'originale del verbale - dopo averne fatto una fotocopia per sè.

 

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