RETE DI SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

18.07.2011 12:50


RETE DI SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

 

 

 

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RETE DI SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

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Elena Hagi                 3331871664

 

PETIZIONE 

L’Italia avrebbe dovuto imparare la lezione dei precursori nell’utilizzo di grandi impianti industriali di industrie da eolico e fotovoltaico, MA SOPRATTUTTO AVREBBE DOVUTO IMPARARE LA LEZIONE ALLA LUCE DEL DISASTRO AMBIENTALE E DEL CONTRIBUTO NULLO DEGLI IMPIANTI IN PUGLIA, SARDEGNA E SICILIA.

QUANTI IMPIANTI SONO STATI COSTRUITI?

QUANTI DI QUESTI PRODUCONO, E QUANTI INVECE SONO FERMI?

DA DOVE SONO ARRIVATI I CAPITALI DELLE AZIENDE D’IMPIANTO? INFILTRAZIONI MAFIOSE?

QUANTO PRODUCONO QUESTI IMPIANTI?

QUAL’E’ IL CONTRIBUTO REALE AL FABBISOGNO ENERGETICO LOCALE E NAZIONALE? PERCHE’ GLI INCENTIVI ITALIANI SONO I PIU’ ALTI IN EUROPA PER QUEST’IMPIANTI?

In tutto il percorso autorizzativo degli impianti industriali da rinnovabili i cittadini, scientemente, non sono stati messi a conoscenza degli iter autorizzativi, nè tantomeno dei progetti, della loro entità e dell’impatto sui luoghi e sull’economie locali. La mancanza di rispetto del diritto dei cittadini locali da parte delle amministrazioni, nel coinvolgimento e nell’informazione, previsti a norma di legge per queste tipologie d’industrie, è, soprattutto alla luce dei fatti ormai noti di errori grossolani di progettazione e di anomale omissioni e dimenticanze, vergognosa.
Stiamo presidiando Piansano, situazione emblematica ed esempio di ciò che accadrà a tutto il territorio: la popolazione locale ancora attende gli sviluppi dell’impianto, anche se il cantiere procede spedito e tra poco svetteranno 21 torri eoliche alte 130 mt vista Lago.
Molti altri fronti si sono aperti: sottostazione, di raccordo per gli impianti, a Tuscania; c.ca 2800 ettari, con progetti alla V.I.A., di terreni agricoli vincolati per 20 anni ad impianti dalla dubbia produttività ed utilità.
I comitati stanno affrontando un impegno gravoso ed oneroso ed hanno bisogno del tuo aiuto, sottoscrivi.
La terra è di tutti ed è l’unica che abbiamo: un bene non riproducibile ed una risorsa da difendere con unghie e denti.
La politica avrebbe il dovere di tutelare i patrimoni, dal valore inestimabile, quali il paesaggio e gli habitat, imponendo, per queste industrie, l’ubicazione nei molti terreni già compromessi da attività antropiche: ex-cave; tetti di civili abitazioni e di capannoni; siti energivori ( ovvero tutti quei luoghi che necessitano d’immissione energetica, quali poli industriali, etc..).

Per l’eolico, poi andrebbe aperto un capitolo parallelo: basti pensare a quanti danni ambientali provoca ed a quali benefici porta. Vanno inoltre menzionate la direttiva del GSE ( gestore servizi energetici ) e le disposizioni Terna in merito al dispacciamento di energia da fonti rinnovabili: la rete elettrica nazionale non è stata progettata, né riesce a gestire, i carichi simultanei dei picchi di energia da fonti non programmabili, quali le rinnovabili, QUINDI SI PAGANO ONERI, CON SOLDI PUBBLICI, ALLE AZIENDE D’IMPIANTO PER NON IMMETTERE IN RETE L’ENERGIA PRODOTTA NELLE FASI DI PICCO, IN MODO DA NON CAUSARE IL BLACK-OUT NAZIONALE.

E’ quindi evidente quanto siano controproducenti gli impianti industriali da rinnovabili posti lontani dai siti energivori: con una dislocazione ed un dispacciamento in sito, dell’energia prodotta, non ci sarebbero sprechi economici ed energetici e dispersioni di energia nella fase di trasporto.
A discapito di chi, da una prospettiva utile al futuro del nostro pianeta, come sono le rinnovabili, vuole unicamente speculare, incurante della natura del territorio.
Per salvare la natura non è necessario distruggerla!
IL TEMPO DI AGIRE E’ ORA!

Sottoscrivi al link sottoriportatola petizione, una singola voce non arriva ai palazzi della pubblica amministrazione.

http://www.retesalvaguardiaterritorio.it/?page_id=429

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