REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA CONTRO CLIENTELISMO E CORRUZIONE

31.01.2011 17:20

 

PETIZIONE PER IL REDDITO MINIMO DI CITTADINANZA CONTRO CLIENTELISMO E CORRUZIONE.

LA RIFORMA DELLE RIFORME E' L'ALTRA FACCIA DELLA GRAVE QUESTIONE MORALE ITALIANA .

PER QUESTO INCONTRA OSTRACISMO E REFRATTARIETA' DA PARTE DI PARTITI POLITICI E PERSINO DI MOVIMENTI CIVICI CHE NON ANTEPONGONO A TUTTO LA DIGNITA' PERSONALE E LA LIBERTA' DAL DOMINIO DELL'UOMO SULL'UOMO

Non sarebbe questo un tema che dovrebbe unificare chi ambisce a farsi promotore di una nuova alternativa democratica e meritare una manifestazione nazionale?

Costituzione della Repubblica Italiana.

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Articolo 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. 
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 

INFORMAZIONI

2011-01-30 14:46:17Aggiunta il:

13 ore fa 

Rosanna CarpentieriDa:

Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:


Destinatario petizione:
Regione Campania, Governo, Movimento Civico Nuova San Giorgio (del Sannio, BN)


Sostenitori ufficiali della petizione:
Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

 

TAGS

campaniaclientelismo,corruzioneemancipazionelavoro,reddito minimo garantito

La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea è diventata, col Trattato di Lisbona, vincolante per ogni Stato dell’Unione. 

L’articolo 34 della Carta impone di “garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongono di risorse sufficienti”. 

I governi europei, contro il volere del Parlamento Europeo, garantiscono le banche ma si rifiutano di dotare l’Unione Europea delle risorse necessarie per politiche sociali. 

Lo Stato italiano oggi limita il suo impegno a finanziare i cosiddetti ammortizzatori sociali. 

L’Italia è l’unico paese, insieme alla Grecia, che non prevede forme di reddito di cittadinanza garantito. 


Intendiamo per reddito di cittadinanza non quel sussidio o quella elemosina fatta una tantum e a tempo determinato in condizioni di disagio economico, di cui alla fallimentare sperimentazione in Campania con Bassolino, ma quel diritto inalienabile e universale alla sopravvivenza e alla sussistenza discendente dall'appartenenza ad uno stato di diritto, che deve garantire ipso iure a tutti i suoi consociati il diritto sostanziale a forme di esistenza libere e dignitose, prima e a prescindere dalla scelta lavorativa, diritto che che può essere esercitato solo con un reddito minimo di cittadinanza: una forma di reddito connaturata alla nascita, svincolata dal meccanismo perverso, oggi più che mai, del lavoro, legato alla contingenza.
Condizioni di base egalitarie per tutti per una esistenza libera e dignitosa sono un diritto, NON UN FAVORE !
Diciamo basta alla corruzione, al clientelismo, alla mercificazione. Il reddito statale garantito dovrebbe operare in controtendenza rispetto all'attuale e non più sostenibile in Italia sistema clientelare che crea solo una finta solidarietà tra singoli, con costi non immediatamente percepibili ma che di fatto ricadono su tutta la collettività, il sistema della ricerca di una posizione lavorativa individuale e per raccomandazioni. 
Un sistema cioè che esclude molti e include pochi, e quelli che esclude o decidono di “conformarsi”, oppure smettono di lottare e accettano di essere sfruttati, sottopagati, a volte semplicemente ignorati. 
Ciò rappresenta il primo elemento di svolta e di cambiamento verso un modello basato sulla libertà di scelta e sul diritto.
Non solo. L’indipendenza dal potere dei politici di turno è un passo importante per la libertà, non solo e non tanto economica, è fondamentale per l’affrancamento dal clientelismo, rinvigorisce la capacità di scelta e sprona a non affidarsi per non accontentarsi.
Il reddito minimo garantito o basic income è un sussidio generale, universale che spetta cioè a tutti, che non presuppone richieste, raccomandazioni e favori, e soprattutto nessun tipo di “gratitudine”, né di sottomissione agli speculatori del bisogno.

Il reddito di cittadinanza è una questione di principio in uno stato di diritto ed una questione di vita e di libertà !

Chiediamo alla Regione CAMPANIA, che ne ha competenza e spettanza, di istituire un reddito minimo garantito di cittadinanza.

 

Chiediamo che le altre regioni italiane facciano altrettanto a favore dei propri residenti.

http://www.petizionionline.it/petizione/reddito-minimo-di-cittadinanza-contro-clientelismo-e-corruzione/3274

 

La prima riforma è il reddito di cittadinanza e non è utopia pensare che lo Stato può tranquillamente destinare a tale scopo i miliardi di euro recuperabili dalla lotta alla corruzione e all'evasione fiscale, dalla confisca dei beni della criminalità organizzata, dalla eliminazione degli sprechi, dalla riduzione dei costi necessari a mantenere una classe politica pletorica e parassitaria, dall'abolizione dei finanziamenti al ricco Vaticano...

 

Le risorse ci sono e bastano e avanzano!  

Aggiungo che le risorse da destinare al reddito di cittadinanza, oltre a quelle già indicate , potrebbero anche essere quelle derivanti dal reddito da signoraggio attualmente incassato dalle banche anzichè dallo stato.

http://altravocedelsannio.webnode.it/news/il-paese-illegale-un-giro-di-affari-da-560-miliardi-di-euro-e-poi-non-ci-sarebbero-risorse-per-il-reddito-di-cittadinanza-e-per-lamministrazione-della-giustizia-/
 

 

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