Quel vizietto della denuncia che non piace ai potenti – Breve storia di Francesco Carbone

06.02.2011 10:55

Tutti lo conoscono. Già, perché non c’è bacheca, su Facebook, su cui ad un certo punto non sia apparsa la faccia di Francesco Carbone. Da mesi le sue denunce contro le Poste Italiane fanno il giro della Rete: riscontri precisi e minuziosi come, per esempio, le interrogazioni parlamentari, “le prove su evasione fiscale e lavoro nero” alle Poste, diligentemente scannerizzate e messe a disposizione dell’esercito di contatti che segue su Facebook la sua vicenda.

Una schiera di contatti che si allunga di giorno in giorno tanto che Francesco ha dovuto duplicare il suo profilo (Francesco Carbone Bis) e creare una pagina fan (26.000 iscritti) il cui titolo semplifica bene una missione cui Francesco sembra non voler rinunciare: “Il coraggio di denunciare”. E in effetti, Francesco di denunce ne ha fatte parecchie. E non soltanto contro i dirigenti delle Poste ma anche contro esponenti politici del calibro del ministro Alfano o Clemente Mastella o Brunetta cui Francesco annuncia così la sua denuncia: “Caro Ministro Brunetta, in tanti ironicamente la sfottono con foto, battute , video , scherzando e dicendo che lei è un fannullone che fa la caccia alle streghe contro i fannulloni della Pubblica Amministrazione. Io a differenza di tutti coloro che fanno ironia per dire le cose come stanno, ho la faccia tosta di dire le cose in faccia e non solo a parole: L’ho denunciata per Omissione d’Atti d’ufficio.”

Del resto, i motivi per non fermarsi, a Francesco non mancano: 35 anni, una famiglia sulle spalle, per 7 anni Carbone è stato responsabile a Verona della ditta che ha l’appalto di Poste Italiane. Poi ha cominciato a denunciare: “nessun tipo di sicurezza e igiene sul posto di lavoro, obbligati a fare lavori che non ci  competevano per contratto, presenza di lavoratori in nero, straordinari sottopagati in nero, mezzi di trasporto malmessi e spesso senza revisione”. Insomma, roba pesante che a Francesco è costata il posto di lavoro e ai potentissimi dirigenti delle Poste uno sputtanamento senza fine.

Tutte le piazze del 12 febbraio

 

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