Petizione: Fermiamo le violazioni da parte dell'Italia delle leggi europee.

03.08.2010 18:36

Fermiamo le violazioni italiane delle leggi europee


Presentiamo la seguente petizione per portare all'attenzione del Parlamento Europeo che il Governo Italiano ha promulgato e sta per promulgare, leggi che violano importanti leggi ed accordi dell’Unione Europea, i quali salvaguardano alcuni diritti democratici fondamentali, quali il diritto al pluralismo dei mezzi di informazione, il diritto all’uguaglianza di fronte alla legge, il diritto alla libertà ed il diritto alla sicurezza.

Le trasmissioni radiotelevisive in Italia sono regolamentate dalla legge Gasparri (L 112/2004).

Questa legge e' stata criticata dall'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) in quanto limita il pluralismo dei mezzi di informazione. Nel 2007, la Commissione Europea ha condannato la legge Gasparri ed ha richiesto al Governo Italiano di osservare il dovere di promuovere il pluralismo dei media.

Fino ad oggi, i governi italiani non hanno preso alcun provvedimento significativo e la legge Gasparri rimane tutt’ora in vigore, violando di fatto l’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, e l’articolo 10 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali.

Inoltre, prima delle ultime elezioni regionali (28-29/03/2010), con un'interpretazione strumentale dell’articolo 3 della legge n. 28/2000, il Governo Italiano ha imposto un provvedimento restrittivo dei dibattiti politici sui canali televisivi e radiofonici.

La conseguenza pratica di tale provvedimento e' stata la messa al bando dei dibattiti politici, sia in televisione che alla radio, limitando seriamente l’accesso pubblico all’informazione prima delle votazioni. Anche questa legge contravviene all’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea ed all’articolo 10 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali.

Il 07 aprile del 2010, il Governo Italiano ha approvato un decreto legge noto come “Legittimo Impedimento” (DDL 1996), il quale blocca di fatto i procedimenti penali in corso del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Tale legge permette sia al Primo Ministro, che ai membri del Consiglio dei Ministri, di rimandare le udienze dei processi penali nei quali compaiono come imputati. Il “legittimo impedimento” viola l’articolo 20 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Le misure di sicurezza, (DDL 733/2008), attuate dal governo italiano nei confronti delle popolazioni rom e di altre minoranze etniche, contravvengono agli articoli 8(1) e 8(2) della Direttiva Europea sulla Protezione dei Dati (95/46/EC), la quale, in mancanza di motivate ragioni, richiede il consenso da parte dei soggetti interessati per il trattamento dei dati personali.

Nell’agosto 2008 il Governo Italiano ha firmato un accordo con la Libia che include provvisioni in cambio di pattugliamenti marittimi congiunti delle coste libiche.

Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno entrambi criticato la nuova politica italiana di rimpatrio forzato ed a volte pericoloso dei migranti in Libia. La preoccupazione manifestata da tali organismi e' che le autorità italiane stessero respingendo i migranti aventi diritto di asilo in Europa, verso un paese che non ha firmato alcuna convenzione internazionale per la protezione dei rifugiati.

Come dichiarato nell’articolo 3 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali, l’Unione Europea dovrebbe garantire l'accesso a procedure di asilo imparziali e complete per ogni individuo sotto il controllo di qualsiasi stato membro dell’U.E., inclusi coloro che vengono intercettati o soccorsi in mare.

Infine, il governo Italiano sta approvando (10/06/10) in parlamento una nuova legge che limiterà sostanzialmente la possibilità di usare le intercettazioni telefoniche e ambientali nelle indagini criminali. Tale legge limiterà severamente anche la possibilità di pubblicare le trascrizioni delle intercettazioni: ciò renderà le investigazioni criminali, in particolare quelle sul crimine organizzato e la corruzione, molto difficili e meno efficienti. Questa legge violerà palesemente l’articolo 6 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.
 
Appare assai preoccupante il fatto che ripetute violazioni di principali convenzioni europee, da parte di uno stato membro, possano avvenire senza una risposta efficace da parte delle Istituzioni Europee.

Si ritiene che continuare a tollerare dette violazioni possa creare un precedente e mettere a repentaglio l’integrità dei trattati europei e di conseguenza la legittimità sostanziale della stessa Unione.

Si richiede quindi al Parlamento Europeo e alle le Istituzioni Europee di chiamare l’Italia a rendere conto delle suddette violazioni.

Per firmare:

http://www.gopetition.com/petitions/stop-italys-violations.html

 

 

 

 

 

 

 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...