PERCHE' BERLUSCONI UTILIZZA UN ESERCITO PER DIFENDERSI DAL POPOLO ? Un'occhiata su uno degli eserciti privati italiani

03.09.2010 16:08

GIA' : PERCHE' BERLUSCONI UTILIZZA UN ESERCITO PER DIFENDERSI DAL POPOLO ?


Un politico che si sente molto amato e stimato dalla maggioranza della popolazione non dovrebbe sentire affatto il bisogno di andare in giro con un esercito che lo protegga.

Per Silvio Berlusconi invece non bastato nemmeno le forze dell’ordine, eppure l’uomo che a suo dire è il più amato d’Italia, dovrebbe buttarsi sopra a delle folle oceaniche e festanti. Sfortunatamente per Silvio, l’amore del popolo per lui è solo la solita trovata propagandistica  e l’ennesima illusione mediatica messa in atto dal ministri della propaganda berlusconiana. Come tutti sanno, Berlusconi è costretto a pagare le persone che vanno alle sue manifestazioni perché altrimenti non ci andrebbe quasi nessuno, i tg inventano applausi che nella realtà non sono mai esistiti e tagliano le numerose contestazioni che Berlusconi subisce praticamente in ogni posto dove mette piede.


Silvio Berlusconi conta su un sistema di sicurezza con pochi precedenti nella storia italiana: ci sono sia le bodyguard caratteristiche di un grande imprenditore, sia gli agenti speciali che scortano gli ex presidenti del Consiglio. 

Ma anche su questo fronte, il Cavaliere ha sempre prediletto gli uomini di fiducia e i mezzi di proprietà. A partire dalle automobili. 

È stato l' unico inquilino di Palazzo Chigi a non utilizzare le Lancia presidenziali: si muoveva solo sulle sue Mercedes corazzate. Nel 1994 cercò di creare un' unità speciale per la protezione del premier forte di 400 persone. Ma oggi come allora, la scorta a distanza ravvicinata è affidata a una squadra di uomini della sua vigilanza personale. Sono in otto ad alternarsi in questo compito.

La selezione segue i criteri utilizzati per il Gis, il Gruppo intervento speciale dei carabinieri. Solo in occasione di comizi e bagni di folla, vengono traditi dall' auricolare delle trasmittenti che li collegano al caposquadra. Gli otto «moschettieri» di Berlusconi sono l' élite di un reparto più grande, che difende anche i familiari del Cavaliere e le loro residenze. 

Solo il nucleo centrale è composto da specialisti ingaggiati direttamente; gli altri vengono «affittati» a seconda delle esigenze e del livello di pericolosità. Nessuno sa quanti siano. 

Anche perché talvolta vengono affiancati da altri dipendenti Fininvest, che come tutte le grandi imprese ha una società specializzata per la sicurezza aziendale. 

Ovviamente i dati sul «Consorzio Vigilanza» sono segreti. 

Dal bilancio della holding non si riesce a capire quanti fondi vengano destinati per questi scopi: alla voce «pulizia e vigilanza» risultano 53 miliardi nel 1997 e 39 un anno prima. 

Ma - precisano dalla Fininvest - qualunque utilizzo di personale e mezzi del gruppo viene pagato personalmente dal Cavaliere. Berlusconi però è protetto anche dalle forze dell' ordine. 

In quanto premier, ha una scorta composta da carabinieri che si occupano dell' «anello esterno» intorno a lui.

Durante i trasferimenti, poi, le Mercedes del suo corteo sono precedute dalle auto della polizia o dell' Arma.

Tuttavia , per dovere di obiettività, dobbiamo pur precisare che in Italia esistono eserciti privati di vario tipo... anche le sezioni di partito lo sono e lo sono state. Ce lo indicano i giovani morti ammazzati, inconsapevoli di essere oggetto della manipolazione politica. 

E non siamo affatto convinti che Berlusconi sia e sia stato l'unico a fare uso di questi apparati di protezione e sicurezza più o meno visibili.

Oggi c'è l'auricolare , e ieri?.....

 

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