Pavia: forti infiltrazioni mafiose

19.11.2010 09:48

Mafia pulita è l’ultimo libro di Elio Veltri, scritto a quattro mani con Antonio Laudato(ed. Longanesi, 251 pagine, 14.60 euro). Il titolo è l’ossimoro che rende con efficacia l’immagine della mafia in ascesa, quella che non ha più “le facce sconce” evocate pochi giorni prima al teatro Fraschini, durante il ciclo di incontri di Mafie 2010, dalla piece Parole d’onore – Le voci della Mafia ispirato al libro di Attilio Bolzoni, giornalista siciliano di Repubblica. A Radio Aut, il circolo Arci di Pavia, Veltri prende la parola davanti a un gruppo di cittadini indignati. Soprattutto giovani e attenti alla situazione che si è creata in città e nei comuni della cintura urbana.

Killer dell’economia. Veltri, come tutti i personaggi che hanno animato la settimana pavese, insiste sui caratteri peculiari della mafia del terzo millennio che divora risorse, metastasi dell’economia che produce effetti devastanti soprattutto sul settore pubblico, ovvero su ciò che appartiene a tutti. E poi comuni con bilanci prosciugati e non più in grado di garantire servizi se non svendendo i propri terreni per ricavarne entrate attraverso oneri di urbanizzazione che hanno la stessa consistenza della neve al sole.

Soffocati dalla ‘ndrangheta. Veltri, che di Pavia è stato sindaco socialista dal 1973 al 1980, affronta il tema della presenza della ‘ndrangheta in città. Lo fa con il piglio del giornalista e dello scrittore da anni impegnato a raccontare l’evoluzione del fenomeno mafioso: “Pavia dovrebbe provare dolore fisico per quello che è accaduto il 13 luglio. Leggendo le intercettazioni il quadro è drammatico, inquietante. Il direttore sanitario dell’Asl Carlo Chiriaco parla al telefono e spiega di poter disporre di assessori comunali e dirigenti dell’azienda municipalizzata. E’ verificabile una commistione tra mafia e politica che è raro riscontrare in altre parti d’Italia. Tutta mafia pulita, certo. Che non spara, ma che si occupa delle nostre vite, di Asl, ospedali, urbanistica, liste d’attesa”. Eppure la risposta della città è debole e poco convinta: “L’impressione e che si stanno aspettando le condanne quando invece la presa di distanze da questa gente è più efficace persino delle manette. La parola d’ordine è parlarne il meno possibile. Per dare l’impressione che la mafia sia sempre in casa d’altri e mai nella propria”. Veltri parla anche dei prefetti che non prendono posizione (”ed è evidente che esista in tal senso una direttiva del ministero degli interni”), della magistratura che non può sempre assumersi il compito di affrontare l’emergenza quando è ormai conclamata. E’ necessario che i cittadini reagiscano, si attivino.

A Radio Aut ci sono anche alcuni residenti di Borgarello, comune dove il sindaco Giovanni Valdes, coinvolto nell’inchiesta, prima ha dato le dimissioni, poi le ha ritirate e proprio in questi giorni è al lavoro con la giunta per l’approvazione di un centro commerciale da 217mila metri quadri, progetto che nel centro alle porte di Pavia perseguono da anni.

Strumenti antimafia. Per Veltri la commissione consigliare d’inchiesta formata a Pavia “non serve a niente, anche perché i suoi componenti le 795 pagine scritte dai magistrati di Milano non le hanno lette” e l’unico strumento efficace fin qui introdotto è quello della commissione di accesso sull’Asl epicentro dello scandalo per l’arresto di Chiriaco. “Però bisogna contattare i suoi componenti e informarsi su come procede il lavoro. Una commissione d’accesso di solito si avvale di consulenze, ad esempio ufficiali della Guardia di finanza o professionisti. E per legge può persino chiedere informazioni ai magistrati accedendo alle carte dell’inchiesta”.

Città silente. L’attacco più duro di Veltri è all’indirizzo di intellettuali e professionisti, ai professori universitari: “I famosi intellettuali di questa città hanno le bocche cucite da anni e da anni assistono alla devastazione del territorio senza dire una parola. Dopo la mia proposta della commissione d’accesso, nessuno di loro mi ha risposto. Gli unici che si sono dimostrati pubblicamente d’accordo con me sono stati i politici Abelli e Filippi. Io invece, che anche in consiglio comunale mi sono ritrovato sempre solo a portare avanti certe battaglie, sarei stato disposto gratis a condurre i lavori della commissione consigliare d’inchiesta. L’avevo detto provocatoriamente al sindaco Cattaneo che si è guardato bene dallo sfruttare l’assist. Dite che per regolamento potevano farne parte solo i consiglieri comunali? In una situazione come questa un’amministrazione che vuole davvero approdare a risultati fa in modo che ci siano membri esterni per portare avanti un lavoro serio, stabilendo rapporti con prefetto, questore, forze dell’ordine e soprattutto con la Direzione distrettuale antimafia di Milano. Invece niente di tutto questo”.

Domanda e offerta. Veltri durante la serata aveva analizzato anche le mafie italiane, e la ‘ndrangheta in particolare, come formidabili multinazionali dell’economia, dunque fornitrici di beni e servizi fatti viaggiare a velocità speditissima in corsie preferenziali prive di concorrenza. Partendo però dal presupposto che è l’enorme volume della domanda a rendere forte l’offerta e dunque a ingigantire a dismisura le ricchezze dei mafiosi. E che una cura potrebbe essere prima di tutto la moralizzazione individuale, stili di vita più sobri, insomma.

Uscendo da Radio Aut e mettendo in fila le cose, un dubbio però ti viene: siamo davvero sicuri che Pavia, supposta indifferente, senza voglia di sporcarsi le mani e illusa, che auspica che la mafia sia solo una produzione dei teoremi della magistratura, non sia piuttosto una comunità che, almeno nella sua parte più ricca e importante, sa invece benissimo quello che vuole e che le conviene fare? 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...