Oggi il Comitato denuncia Facebook.... per la disattivazione dell'account Cemento Devastante !

12.08.2010 22:14

COMUNICATO STAMPA

Domani  presenteremo una denuncia contro Facebook al presidente dell’Autorità garante dei dati personali. Con i nostri legali stiamo valutando di ripetere l’iniziativa con l’autorità per le Comunicazioni. 

Cos’è successo? Nulla di nuovo, purtroppo: un altro autorevole desaparecido su Facebook, CEMENTO DEVASTANTE cui ieri è stato cancellato l’account senza alcun “warning” o avviso preventivo: una mole di lavoro intellettuale, centinaia di messaggi personali, decine di testi , di note e soprattutto inequivocabili  foto, più di mille contatti. Il tutto senza dare spiegazioni, senza dire al proprietario dell'account  e di quella mole di dati personali il motivo del provvedimento

e senza restituirgli il materiale di cui è proprietario. Abbiamo deciso  perciò di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia di diritto, senza precedenti. Non si tratta solo di far riavere indietro al proprietario utente CEMENTO DEVASTANTE le proprie proprietà digitali.

E’ una questione di trasparenza e di legalità negate.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo i fatti nel dettaglio. Poi faremo qualche ragionamento.

“Il tuo account è stato disabilitato” e non ti diciamo perché - Alle 16 del pomeriggio di ieri undici agosto 2010 l'utente fb CEMENTO DEVASTANTE era in piena attività ed aveva postato un comunicato stampa del ligure Ezio Armando Capurro del seguente tenore: "Basta cemento indiscriminato e seconde case. I Comuni di Rapallo e Zoagli hanno bisogno di scuole per i nostri giovani e alberghi per rilanciare il turismo”. 

Il consigliere regionale Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando) non perde tempo, attraverso una dettagliata interrogazione chiede lumi al presidente della giunta Claudio Burlando su quando rischia di accadere nelle due città del Tigullio occidentale.

“In arrivo – incalza Capurro – l’ennesima trasformazione che prevede il cambio di destinazione d’uso dell’edificio Istituto delle Orsoline di Rapallo in residenza abitativa”. 

Il progetto non è certamente condivisibile, sono del tutto inutili nuovi insediamenti immobiliari in una zona già densamente edificata, mentre Rapallo registra una cronica carenza di strutture scolastiche. “Per fare un esempio – conclude Capurro – il liceo classico Giovanni Da Vigo è scomposto in due immobili divisi da una strada, di cui uno è sopra al museo e all’Auditorium delle Clarisse”. 

Non mancano interessanti alternative, qualora non fosse possibile l’utilizzo come struttura scolastica, immaginabile favorirne l’uso alberghiero, poiché ad oggi parte dell’edificio è destinato a “casa per ferie”. 

Con la ripresa dei lavori del consiglio regionale, previsti per settembre, tocca alla Giunta indicare quali decisioni si vogliono adottare in merito e in particolare se intende consentire la variazione d’uso." ponendo lo stesso comunicato in critico raffronto con le cementificazioni programmate sull'area del dismesso inceneritore di proprietà di Capurro stesso.

L'utente Cemento Devastante che pur stava ricevendo osservazioni sul post da parte di altri utenti fb si vede all'improvviso oscurare completamente la pagina su cui lavora. 

Non riusciva più ad entrare in fb : login o password non corretta, era la risposta del sistema.

La comunità di amici di Cemento Devastante subito si attivano con mailbombing  per avere spiegazioni in merito alla improvvisa disattivazione.

Scrivono messaggi di questo genere al team di Facebook con priorità massima:

 

Oggetto: No violation was ever made on Cemento Devastante's page.Why is he not visible on facebook?

 Dear staff responsible for facebook,

I can't see today since h 16.00 Cemento Devastante's page. He's my friend.

I want to clarify that no violation was ever made by the user Cemento Devastante.

So, I ask the immediate reactivation of Cemento Devastante's account.

With the closing of the page you put a gag on freedom of information 

and further trampling of human rights.

Regards,

 

Oggetto: Facebook Team Abuse .No violation was ever made on Cemento Devastante's page.We announce you legal action

Dear Facebook Team

we will mean and intimate to facebook, for all purposes of Italian law, 

trhat if you do not reactivate immediately Italian Cemento

Devastante's account, each of us will provide to unsubscribe from facebook 

and do a lawsuit for infringement of our personal data facebook.

We want to clarify that no violation was ever made by the user Cemento 

Devastante.

So, we ask the immediate re-activation of Cemento Devastante's account.

With the closing of the page you put a gag on freedom of information and 

further trampling of human rights.

With the express reservation of any additional and legal protection to the 

abuse perpetrated by the team Facebook against Cemento Devastante user .

 

Oggetto: Facebook Team Abuse . We announce you legal action against Face book 

Dear Facebook Team & Dear Mr ELLIOT SCHRAGE, 

we will mean and intimate to facebook, for all purposes of Italian law, that if you do not reactivate immediately Italian Cemento

Devastante's account, each of us will provide to unsubscribe from facebook 

and do a lawsuit for infringement of our personal data facebook.

We want to clarify that no violation was ever made by the user Cemento Devastante.

What violation , please ? 

So, we ask the immediate re-activation of Cemento Devastante's account.

With the closing of the page you put a gag on freedom of information and further trampling of human rights.

We want however the Face Book team tell us and to Italian Judge and to The Autority of Privacy and to Italian Postal Police 

the name of the person who asked the blackout of Cemento Devastante's account. 

We will however denounce your immotivate black out without prior notice of warning, to Italian Postal Police. 

With the express reservation of any additional and legal protection to the abuse perpetrated by the team Facebook against Cemento Devastante user . 

Dopo varie ore arriva ad uno degli amici di Cemento Devastante una mail (in inglese). Evidentemente automatica. 

La riportiamo integralmente:

Hi,

You were disabled because you created or posted content (i.e., photos,

groups, shares, etc.) that violated Facebook's Statement of Rights and

Responsibilities.

Types of content that are prohibited from Facebook include, but are not

restricted to the following:

• No nudity or other sexually explicit content

• No content that contains hate speech or directly attacks an individual or

group

• No content that contains self harm or excessive violence

• No content that contains illegal drug use

Unfortunately, we won’t be able to reactivate your account or respond to

your email directly. This decision is final and cannot be appealed. You can

visit the Warnings section of the Help Center for more information:

http://www.facebook.com/help/?topic=warnings

Thank you for contacting Facebook,

The Facebook Team

 

La tanto attesa mail dice in sostanza  che secondo loro è stato violato lo statuto dei diritti e responsabilità di FB (contenuto sessuale, messaggi d'incitamento all'odio, alla violenza, o contenuti concernenti uso illegale di droga), dice anche che la decisione è finale e inappellabile.(sic!)

Le accuse sono false e preconfezionate in perfetto ciclostile. Cemento Devastante non ha violato nessuna delle regole d’uso di Facebook. Sembra di stare nel Padrino con Marlon Brando.

Ma non possiamo fare a meno di notare la follia di un altro documento scritto oggi direttamente al titolare dell'account Cemento Devastante il quale già ieri aveva scritto a Fb pensando: mi risponderanno e mi daranno la possibilità di spiegargli che si sono sbagliati…

Macchè.Il messaggio è del seguente tenore: Sono vietati i nomi falsi.

È vietato usare le iniziali al posto del nome completo.

È consentito usare soprannomi, ma solo se sono una variazione del nome o cognome reale dell'utente, ad esempio "Peppe" al posto di "Giuseppe".

È possibile indicare il nome di una sola persona, dal momento che non è consentito usare un singolo profilo da parte di più persone.

È vietato l'uso di titoli professionali e religiosi.

È vietato l'uso di caratteri speciali (come i simboli) all'interno dei nomi.

È vietato fare un uso non corretto di lettere maiuscole, segni di punteggiatura o spaziatura.

È vietato fare le veci di qualcuno o qualcosa.

SE VERAMENTE QUESTE REGOLE FOSSERO APPLICATE QUANTE MIGLIAIA DI PAGINE VERREBBERO CANCELLATE ???

Quante associazioni non potrebbero iscriversi a FB?

 Ma  dunque, a questo punto, sorge spontanea la domanda: chi avrà segnalato come indesiderato l'utente Cemento Devastante ?

“A pensar male, con tutto ciò che segue…” - A pensar male e a far peccato, ci sarebbero due o tre “Post”, in cui negli scorsi giorni , Cemento Devastante aveva ironizzato su fatti di cronaca ligure e di politica , sulla Manuela Cappello, su IDV e su Grillo ... (http://oras.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=18%3Amanuela-cappello-il-consigliere-comunale-che-qsuggerisceq-di-non-frequentarmi). E' a costoro e ai loro proseliti che non è piaciuta l'attività informativa di Cemento Devastante?

Il fatto è che se succede il sia pur minimo incidente con il social network non hai a chi rivolgerti perché l’azienda di Mark Zuckerberg si rifiuta ostinatamente di aprire una rappresentanza italiana e il quartiere operativo europeo, che è a Dublino, resta un’entità lontana, irraggiungibile. 

I robot di Facebook e la paranoia - Per la verità abbiamo anche  scritto più volte che Facebook è un grande fenomeno da prendere in seria considerazione. E lo abbiamo onorato con la nostra presenza e con i nostri pensieri, come altri milioni di italiani fanno ogni giorno. 

In marzo, dopo che il giornalista di Repubblica Vittorio Zambardino aveva sul suo blog riferito dell’account disabilitato (e poi riattivato) a Nino Randisi, giornalista siciliano antimafia, Zambardino era  stato contattato in modo riservato da un professionista italiano. 

Era latore di un messaggio da parte di una dirigente americana di Facebook. Gli spiegavano che si era trattato di uno spiacevole incidente frutto dell’errore dei “bot”, cioè di programmi che lavorano in automatico e controllano l’attività degli utenti. Gli dicevano che può avvenire quando magari uno “si muove troppo”, mette tanti video, pubblica troppe foto, manda migliaia di mail e ha troppi commenti. Un errore della “macchina” insomma. Zambardino Aveva preso nota della rettifica, l’aveva pubblicata, aveva ripetuto che gli sembrava un modo non rispettoso delle persone e degli utenti italiani di gestire le cose solo in automatico e senza un minimo di saggezza umana.

L’accusa non detta  - Più di uno ci ha prospettato l’idea che qualcuno che conta si sia voluto liberare dell'account Cemento Devastante: si può fare, si può segnalare all’azienda che i contenuti di un certo utente sono “inappropriati”, poi però ci sarebbe da vedere chi è che valuta la segnalazione. Ma insomma, non siamo paranoici fino a questo punto e comunque andiamo anche oltre: riconosciamo il diritto di Facebook di liberarsi di chiunque, ma solo dopo aver detto con chiarezza quale infrazione è stata commessa.

L’aspetto “culturalmente” inquietante di tutto ciò è che essere buttati fuori da un giorno all’altro e senza spiegazioni mette in uno stato di anomia. Vi fa sentire già colpevole anche se non conoscete l’accusa. Ricordate Kafka? : “Qualcuno doveva aver calunniato Josef K, perché senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato…“.

E’ un meccanismo emotivo potente. 

Un problema di diritto – Ora, se permettete, qui il problema non è solo di Cemento Devastante. Non sono i suoi contatti, cui pure teneva molto. E non è nemmeno problema di cosa abbia fatto , per quanto Cemento Devastante  non abbia fatto nulla di irregolare. 

Qui il problema che abbiamo di fronte è quello dei diritti degli utenti di Facebook e delle regole della piattaforma, che non possono andare contro i principi che regolano lo stato italiano, oltre ad essere contrari ad ogni buon senso. Del resto queste grandi aziende sono molto “ragionevoli” quando sbarcano in paesi come la Cina: dicono che le leggi locali vanno rispettate.

Quelle di un paese democratico come l'Italia possono essere ignorate?

E’ ora che questa assurdità venga corretta. Possiamo anche accettare di essere espulsi, se ci si spiega il motivo del provvedimento e ci si dà la possibilità di argomentare in nostro favore e soprattutto di riprenderci la nostra proprietà , il nostro lavoro intellettuale...i NOSTRI DATI PERSONALI per intenderci !

Ogni altro comportamento da parte dei gestori del sistema è semplicemente  illegale. 

Habeas data: signori legislatori, ci sentite? -Non stiamo chiedendo nessuna legge ammazzafacebook e meno che mai misure a pioggia che danneggino le aziende americane che in Italia hanno rappresentanza e reperibilità. 

Solo il rispetto dei diritti degli utenti di Facebook e di qualsiasi altra azienda che attui policy simili.

Signori deputati e senatori, signori deputati europei vecchi e nuovi: occupatevi in modo positivo della vita digitale, invece di provare a stroncarla, filtrarla, censurarla, e magari regalarla ai padroni del vapore, oh scusate, di cavi e “cellule”… E quindi.

Quindi l’espressione Habeas data non è nostra , ma si pone ormai come un tema della società contemporanea. Non solo per le nostre foto su Facebook (che, a proposito, continuano ad essere a disposizione della piattaforma e possono essere, in teoria, riusate da Facebook  mentre siamo disabilitati come utenti) ma per tutti noi.

C’è chi argomenta erroneamente dicendo che la gratuità del servizio “sospenda” ogni diritto agli utenti. 

A parte che dovremmo riflettere se per caso non stiamo avallando, con un click messo distrattamente sotto scassati “terms of service”, una morte lenta di ogni garanzia, vorremmo dire con tutte le nostre  forze: vi sbagliate!

Io-utente pago Facebook e qualsiasi servizio “gratuito”: con i miei dati, il mio tempo, i miei contenuti. E lo pago con l’uso che ne faccio, perché contribuisco a migliorarlo e perfezionarlo. E’ questo il patto su cui regge l’economia digitale.

Non c’è niente di scandaloso in questo, se non la pretesa di definire gratuito il servizio, che invece tesaurizza in pubblicità - come fanno anche i giornali on line del resto - il tempo di vita dell’utente.

Tutto chiaro?  Lo scandalo sta semmai nel volersi comportare come principi di secoli antichi. Però Don Giovanni è finito all’inferno, e Josef K. non abita più qui. O sì, invece?

Ridate i contatti e tutta la proprietà intellettuale a CEMENTO DEVASTANTE: da oggi in poi su questo tema è battaglia.

 

Rosanna Carpentieri

 

 

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