Nota di demerito per chi mette sullo stesso piano il giornalista Gianluigi Guarino ed il privilegiato senatore di Forza Italia Lino Jannuzzi

13.07.2010 15:33

Abbiamo letto su Corriere di Aversa e Giugliano l'articolo a firma di Salvatore Pizzo e dal titolo

"Gianluigi Guarino uno di noi.Arrestateci tutti" il seguente esordio:

"Lino Jannuzzi, Stefano Surace e oggi Gianluigi Guarino, la stampa campana è quella che paga il prezzo più alto in merito alla libertà di stampa, in nessuna democrazia occidentale è capitato negli ultimi anni che tre giornalisti venissero arrestati per aver esercitato la loro attività professionale."

Premesso che siamo contro i reati di opinione e contro ogni limitazione della libertà personale per chi li commette, nonchè sostenitori convinti della libertà di stampa, riteniamo tuttavia infelice e forse offensivo per Gianluigi Guarino l'accostamento allo pseudo giornalista nonchè senatore di Forza Italia Lino Jannuzzi.

La leadership di questo partito - ricordiamo - offrì il seggio a Jannuzzi proprio come "scudo" nei confronti delle iniziative giudiziarie (azioni civili e procedimenti penali) originate dalle sue campagne giornalistiche.

Lino Jannuzzi sembra stare alla libertà di stampa quanto Berlusconi sta alla legalità.

Jannuzzi per la precisione è un signore che quando Falcone si trasferì a Roma, scrisse un "bel" pezzo distinguendo fra mafia a Palermo, e "mafia2" a Roma: "mafia2" secondo Jannuzzi erano Falcone e De Gennaro, allora ai vertici della Criminalpol.

Di lui ricordiamo anche le paginate di pezzi in difesa di Contrada e Andreotti, farciti di false informazioni.

Di lui ricordiamo anche le campagne giornalistiche contro i giudici di Palermo e contro i giudici di Milano sostenendo che ci sarebbe stato un summit segreto fra:

    * Ilda Boccassini, PM in un processo a carico di Cesare Previti e Silvio Berlusconi;
    * Elena Paciotti, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, all'epoca parlamentare europeo dei Democratici di sinistra, principale fautrice del mandato di cattura europeo;
    * Carla Del Ponte, già procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia, che è stata a lungo la corrispondente svizzera per le rogatorie del pool di Milano;
    * Carlos Castresana, capo della procura anti corruzione di Madrid.

Tale incontro, stando alle parole di Jannuzzi, sarebbe stato finalizzato a definire delle strategie per arrestare Berlusconi e che in ogni caso esisteva una lobby antiberlusconiana all'interno della magistratura.
Ci furono tre processi al termine dei quali fu accertata la falsità delle parole di Jannuzzi.

Senza scendere in altri dettagli di non poco conto, per cui rinviamo alla pagina 194 del libro "La scomparsa dei fatti" di Marco Travaglio,
riteniamo  che i due ruoli (giornalista vero vocato e votato all'indipendenza e al rispetto della verità della notizia e politico vocato alla disinformazione di partito e alla lobotomizzazione delle menti) siano deontologicamente incompatibili.

Pertanto ci opponiamo fermamente all'accostamento del grande Gianluigi Guarino al "Senatore della Repubblica" Lino Jannuzzi , il ve-Lino.

Una cosa è la libertà di stampa, altra cosa è l'arbitrio di stampa, asservito e/o con secondi fini che esulano dalla corretta informazione.

(http://www.ilvelino.it/la_memoria.php?Id=1157246).

Allo stesso modo una cosa è il diritto di cronaca e la manifestazione di un’opinione,cioè lo sviluppo di un pensiero, basato su fatti reali e non inventati o falsi e un'altra è la diffamazione: i primi sono diritti costituzionalmente garantiti; la seconda è un reato,una lesione penalmente rilevante di  altri diritti costituzionalmente garantiti, come l’onore, la reputazione e gli attributi fondamentali della personalità.

Non si può fare perciò di tutta l' erba un fascio, anche perchè Jannuzzi era non in carcere come il povero Gianluigi Guarino, ma agli arresti domiciliari ed aveva la possibilità, se pur con delle limitazioni di orario, di seguire i lavori al Senato e al Parlamento europeo ed infine perchè di fronte alla prospettiva che un "Senatore della Repubblica" venisse recluso per un reato di opinione,  il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2006, firmò un provvedimento di grazia in suo favore.

Anche se il Popolo della Libertà  non lo ha ricandidato alle successive elezioni , Jannuzzi è tornato al lavoro di giornalista; tuttavia, per le opinioni espresse nell'arco di durata dei mandati parlamentari, il Senato ha continuato a riconoscergli il privilegio dell'insindacabilità, difendendolo dinanzi alla Corte costituzionale con il ricorso ad avvocati del libero foro.

 

Concludiamo con una domanda: ma l'esimio ex Senatore del Centro-Destra ,conosciuto dal boss di Guttadauro ed amico di Dell'Utri e Silvio Berlusconi , di cui condivide metodi, modi e livello “morale” , ha sentito sinora il dovere di esprimere una qualche solidarietà al giornalista Gianluigi Guarino ?

A noi non risulta.

Rosanna Carpentieri

Coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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