No a Berlusconi. No a D'Alema, suo massimo sostenitore occulto.

06.02.2011 11:20

Cari amici del Popolo Viola, sono con voi in questa battaglia difficile. Vogliamo le dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio, l'uomo che ha tentato di distruggere la nostra Costituzione, senza riuscire nell'intento grazie alla reazione del popolo italiano.

Occorre battersi tutti i giorni per la fine del regime di Berlusconi. Un regime nato e cresciuto sui rapporti con la mafia stragista, sui servizi deviati alleati della mafia, sui poteri occulti della P2, sulle ingiustizie sociali, sui potentati economici, sulla umiliazione della scuola pubblica e dell'Università. Occorre disintossicare gli italiani da una pessima informazione, dai conflitti di interessi, dal mito dei successi ad ogni costo, dai grandi fratelli e dalle isole dei famosi. 

Di questo regime il PD è ampiamente responsabile, nella persona di Massimo D'Alema. Fu lui- lo diciamo da anni- a dare a Silvio Berlusconi, nel 1994, l'assicurazione che il suo impero mediatico non sarebbe stato toccato. Ignorava l'allora capo della opposizione che il 69,3 % degli italiani decide come votare guardando la TV. La verità la confessò Luciano Violante nel febbraio 2002: “L'on Berlusconi sa per certo che gli è stata data garanzia piena nel 1994 che non sarebbero state toccate le televisioni. Voi ci avete accusato, nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni”. E D'Alema volle mantenere in Parlamento un Berlusconi ineleggibile, in violazione della legge 30 marzo 1957, ignorando l'appello di Giorgio Bocca, Paolo Sylos Labini e Giuseppe Laterza. 

Non c'era stata ignoranza ma un patto scellerato tra D'Alema e il suo amico di Arcore.

La speranza del furbetto di Gallipoli era quella di salire al Colle con i voti di Berlusconi. D'Alema ha di recente attaccato attaccato la Magistratura e la Giustizia, accusandola di essere una minaccia allo Stato, condividendo pienamente la posizione di Berlusconi in una lettera all'ambasciatore Spogli.

D'Alema tentò di introdurre la Repubblica Presidenziale voluta da Berlusconi chiedendo in cambio la sua elezione a Presidente della Repubblica.

Ed oggi D'Alema, responsabile di tante sconfitte, si propone come artefice della riscossa. Ed invece egli prepara un altro disastro. Egli ci riporterà verso una nuova sconfitta. 

No a Berlusconi. No a D'Alema, suo massimo sostenitore occulto.

 

Ferdinando Imposimato

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