NIENTE CARCERE PER LA CORRUZIONE.Nel 1992 si fece l'errore di perseguire solo i corrotti, lasciando liberi i corruttori

13.07.2011 22:28

 

L'87% delle condanne per corruzione è di circa 2 anni, e non si scontano in cella. Su 70 mila detenuti, 1 su 4 è tossicodipendente e 1 su 3 è immigrato. Colletti bianchi non ce ne sono. Nel 1992 si fece l'errore di perseguire solo i corrotti, lasciando liberi i corruttori

NIENTE CARCERE PER LA CORRUZIONE
Negli ultimi giorni abbiamo visto che i giornali sono tornati a occuparsi in parallelo, da un lato del possibile default dell'Italia, della grande crisi, del nuovo crac. Dall'altro, di una nuova ondata di corruzione, è quasi un fenomeno carsico, non tanto la corruzione che secondo me c'è sempre stata, ma il fatto che i media comincino di nuovo a occuparsene. 

Ultimamente stiamo assistendo a queste inchieste (P2, P3, P4, etc.). Qual è la differenza rispetto al 1992? 

Nel 1992 c'era una corruzione che è stata individuata e indagata dal pool di mani pulite e tuttavia aveva un suo perché. Erano dei gruppi di imprese che si consorziavano per pagare dei partiti politici, i quali distribuivano più o meno equamente appalti a queste imprese. Diciamo che in qualche modo era un sistema sicuramente illegale, ma di sviluppo economico con dei costi occulti sicuramente, ma aveva una sua motivazione.

La corruzione di oggi, invece, mi sembra una cosa che non ha più nessun progetto
Questo Paese non ha progetto da nessun punto di vista e non ce l'ha più neanche nella corruzione e questo secondo me è molto grave perché ormai è una corruzione pasticciona, volgare, fatta di ricerca di vacanze in suite in grandi alberghi, piuttosto che orologi pacchiani o macchine fuoriserie. Addirittura, scrivendo "Soldi Rubati" ho trovato dei casi in cui la corruzione è stata realizzata attraverso il prestito di una macchina di lusso. Uno che si è fatto corrompere e poi ha dato il via libera per non so quale parcheggio in quale provincia italiana, in cambio di poter girare per due settimane su una macchina di lusso. Questo è il livello a cui siamo arrivati. Ed è una cosa abbastanza sconcertante.
Dopodiché, ci sono dei motivi per cui questa corruzione non si è mai estinta? Secondo me sì e per esempio uno dei motivi potrebbe essere che nel 1992 i magistrati che hanno perseguito i corrotti non hanno perseguito ugualmente i corruttori.

Ovvero i politici, che erano i corrotti, sono stati spazzati via dalle inchieste etc., le imprese che erano i corruttori sono rimaste esattamente tutte dove sono e quindi hanno continuato a corrompere generazioni successive di politici. 

Cosa si può fare per risolvere questo problema? 

Sono andata a vedere a quanto ammontano le pene per corruzione comminate nei processi degli ultimi 30 anni. Bene, l'87 % delle condannate è di circa 2 anni, soltanto in percentuali minime ci sono state condanne superiori ai 3 anni. Com'è noto sotto i 3 anni non va in galera nessuno, per cui noi abbiamo delle carceri che traboccano di detenuti. Mi pare che siano ormai arrivati circa a 70 mila e di questi 1 su 4 è un tossicodipendente e 1 su 3 è un immigrato

Colletti bianchi o corrotti o evasori fiscali neanche uno (!), non è che voglio essere giustizialista, ma tuttavia ritengo che se ci fosse qualche paura in più, forse la gente ci sarebbe più attenta. 
Oltretutto la corruzione in Italia non è una cosa da bruscolini, perché il valore del giro d'affari della corruzione quantificato dalla Corte dei Conti più da vari altri centri studi, organismi internazionali è di 60 miliardi di Euro l'anno. Non mi sembrano spiccioli, peraltro fino a qualche anno fa, noi avevamo un apposito organismo che si chiama alto commissariato anticorruzione che doveva monitorare l'andamento della corruzione e cercare di contrastarla. Questo alto commissariato aveva un budget di 1,2 milioni di Euro l'anno. A un certo punto nel 2008 è stato chiuso dall'attuale governo perché costava troppo 1, 2 milioni annui di budget rispetto ai 60 miliardi che si mangia la corruzione, francamente non mi sembra che ci sia un equilibrio. Però è stato chiuso e quindi adesso la corruzione praticamente è affidata a sé stessa. (
Nunzia Penelope)

L’Italia è in stallo, i bilanci perennemente in affanno, la produttività arretra, gli investimenti latitano. Nel frattempo le cronache, così come i dati molto meno noti degli istituti di ricerca, ci raccontano di un'economia ogni giorno più inquinata, che sta affogando nell’illegalità.
In questo libro Nunzia Penelope raccoglie e classifica per la prima volta tutte le forme d’illegalità economica, risalendo al totale: quanto ci costano ogni anno l’evasione fiscale, il lavoro nero, gli abusi edilizi, la corruzione, la grande criminalità, il riciclaggio e gli altri reati finanziari? In che modo ciascuna di queste voci, e tutte assieme con le fitte relazioni che intrattengono, stanno divorando la nostra ricchezza? Come cambierebbe il Paese se l’illegalità tornasse anche solo ai livelli «fisiologici»? Quanti tagli alla sanità, all’istruzione, alle pensioni potremmo evitare? Le cifre – molte delle quali presentate qui per la prima volta – sono da capogiro, e ci restituiscono in pieno la gravità della situazione: al contempo, tuttavia, ci dicono chiaramente che se mai riuscissimo a cambiar rotta avremmo un’Italia più ricca e più sana, con molte più risorse a disposizione per affrontare le sfide e i conflitti del prossimo futuro.

"I soldi fanno girare il mondo, ma se girano dalla parte sbagliata finisce che il mondo si ferma. E quello che sta accadendo all’economia italiana. Appesantita dalla crisi, certo, ma soprattutto da un tasso d’illegalità che non ha pari nel mondo occidentale...
Partiamo da tre numeri base: ogni anno in Italia abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione, e 350 miliardi di economia sommersa, pari ormai a quasi il 20 per cento della ricchezza nazionale. Ma varrebbe la pena di aggiungere gli oltre 500 miliardi nascosti da proprietari italiani nei paradisi fiscali e su cui non si pagano tasse. Sessanta miliardi di corruzione e 120 di evasione fanno 180 miliardi l’anno. In 10 anni sarebbero 1800 miliardi: esattamente quanto l’intero stock del debito pubblico. Si potrebbe azzerarlo e vivere felici."

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