Massoneria e Politica, cosa sappiamo veramente?

20.08.2010 10:09

 

 

Oggi, vi propongo l’inchiesta (Tratta dalla rivista Babilonia Swing, che potete consultare all’indirizzo www.babiloniaswing.org) di una giornalista che, coraggiosamente, ha deciso di vedere più da vicino il mondo della Massoneria e capire i legami che possono sussistere fra le Logge, chi ne fa parte, e la politica locale.

Talvolta, parlando con qualcuno, sobbalzo nello scoprire che parecchi non sanno nemmeno cosa sia (stata?) la Loggia Massonica P2 che con il suo Piano di Rinascita Democratica cercò di sovvertire molto poco democraticamente la Repubblica Italiana. Sempre parlando dell’argomento sobbalzo nel vedere lo stupore e la diffidenza dei tanti ai quali provo a spiegare chi fosse il DISCEPOLO 1816 (l’eterno Silvio Berlusconi) al riguardo del quale propongo questo video.

 

Tralasciando la Loggia Propaganda Due, sulla quale prometto tornerò con ulteriori dettagli (magari raccontandovi di quei politici liguri candidati alle ultime regionali sia nel PD che nel PDL che fecero parte della Loggia…) vi lascio alla lettura di questo articolo.

 

Il fascino discreto della massoneria

di Maria Teresa Falbo

La mia esperienza diretta di giornalista in una loggia genovese, alla scoperta di chi ne fa parte.

Il senso della comunità e uno scopo specifico, possono riassumere la necessità delle persone di riunirsi in associazioni, con un ruolo che contribuisca al processo democratico. Necessità, cause comuni o interessi vogliono dar vita a risultati positivi negli ambiti in cui essi nascono, condividendo obiettivi che spesso vanno a compensare disequilibri sociali. Ma è sempre così, oppure esse rappresentano un’efficace strumento attraverso il quale promuovere i propri affari a scapito della comunità? E se si tratta di società segrete, costituzionalmente vietate, che possono dar vita ad altrettante associazioni, costituzionalmente riconosciute, come possono competere i cittadini che all’associazionismo credono, come strumento che consente la partecipazione solidale, dettata dall’etica e dalla sincera volontà di contribuire al sociale?

Soprattutto, se si tratta di massoneria o di associazioni che, forse come tante, nascono allo scopo di sostenere politicamente una parte o l’altra, quale associazionismo è favorito? Di quali privilegi godono o potrebbero godere quelle corporazioni come la massoneria, dalle quali è escluso il resto?

L’esperienza che vi racconto, nasce da un’occasione che non ho voluto perdere, proprio per capire, constatare se ero schiava di un dubbio o padrona di una certezza.

Un foglio di carta, visto di sfuggita, sul tavolo di una persona, per la quale ho brevemente collaborato: “Supremo Consiglio d’Italia e San Marino del 33° e Ultimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato”.

Stampigliato in rosso, un triangolo poggiato su due grifi. E’ questa è anche l’intestazione di un mio documento, che riporta la lista di una Loggia massonica a Genova. Nomi e cognomi. Persone, affari, riti e reti.  Ricordai alcune precedenti ricerche, articoli, collegamenti a fatti italiani e non solo.  Ricordai la P2 e i molti personaggi e politici coinvolti. La sua “decapitazione” avvenuta con l’arresto di Licio Gelli, ci indusse, forse, a trarre la fuorviante deduzione che la parte cattiva della massoneria era stata eliminata attraverso una semplice operazione di polizia, qualcosa che ha a che fare con la delinquenza comune, insomma. L’altra massoneria, quella buona, era salva. Talmente salva che internet ne rimanda siti e obbedienze mentre i media ci informano, talvolta, dei festeggiamenti di chiusura di attività annuale con tanto di interviste ai Maestri. Ciascuno è libero in un Paese libero, diremmo, e così è, sebbene l’articolo 18 della nostra Costituzione vieti le società segrete. Ma poi, perchè segrete, che cosa va tenuto nascosto? Il rito, gli affari, gli aderenti?

Si, è per questo mi ci sono infilata, tra i massoni di Genova, un mondo che ha in sé del grottesco e del tragico.

Il percorso fatto per accreditarmi è durato circa quattro mesi, tempo ritenuto necessario per osservarmi ed esaminarmi quale futuro adepto, allo scadere dei quali ricevo l’invito per l’investitura. L’appuntamento è per le ore venti di un mercoledì di novembre 2009. Mi ritrovo seduta, sola, in una saletta al piano sottostante del cosiddetto tempio. Non ho paura, fin quando alcuni colpi sul pavimento, energici e cadenzati, mi fanno quasi balzare dalla sedia. Poi, il silenzio. Un’ora dopo, circa, un fratello mi preleva per accompagnarmi al piano superiore. Qui mi fa indossare un cappuccio nero e mi fa sedere, ancora in attesa.Percepisco che oltre la porta de tempio, si celebra il rito per accogliere l’iniziato. Il cappuccio mi sta stretto, avvampo di caldo in una sala senza caloriferi. Finalmente qualcuno arriva per condurmi in una stanza che scopro macabra, non appena mi si fa togliere il cappuccio. Ho un sobbalzo: una bara di legno poggiata alla parete, un tavolino coperto di stoffa nera e un teschio lì poggiato, che osserva la stesura di quello che rappresenterebbe il mio testamento.

Poche domande che precedono il successivo giuramento: cosa rappresentano gli altri, la società, cosa prometto verso i miei simili e cosa a me stessa. Devo ripetere il tutto a voce e lo faccio al lume di una candela che a malapena mi permette di leggere ciò che ho scritto e che corrisponde realmente ai miei valori di credente e cittadina di una società alla quale mi sento di appartenere e, ovviamente, ciò non rappresenta affatto qualcosa da tenere segretoanzi, la libero volentieri ai quattro venti questa mia intima predisposizione ad aiutare i miei simili.

E’ ciò che in definitiva mi è stato insegnato, poiché la mia cultura dell’appartenenza è la solidarietà. Così, ho scritto che mai avrei tradito me stessa e sempre sarei rimasta coerente con i miei principi etici e professionali. Ciascuno, ovviamente, ha considerato le mie affermazioni secondo i principi massoni ma, per me, voleva dire ben altro.

Il tempio è ricco di simboli: colonne sormontate da un mappamondo e un melograno, statue raffiguranti Venere e Marte. Uno scranno al centro della sala, su cui poggiano squadra e compasso, un candelabro a sette bracci, una Bibbia sempre aperta alla pagina dell’ Apocalisse di Giovanni. Di fronte il trono del maestro di 33° grado, sul quale campeggia la sigla AUTOSAG (Ad Universi Terrarum Orbis. Summi Architecti Gloriam, ossia A gloria del grande architetto dell’universo), ai lati del trono le postazioni del segretario, dei diaconi, dell’oratore. Intorno alla sala le sedie che occupano i fratelli in riunione. La cerimonia di investitura è una specie di minaccia ritualizzata, durante la quale si fa percorrere perimetralmente il tempio, sotto il clangore di spade a simulare ciò cui va incontro chi tradisce e rivela i nomi degli appartenenti alla loggia massonica. Ne è simbolo anche il cappio che mi è stato messo intorno al collo, prima di accedere. Dopo un’ora di giuramenti, proclamazioni e “minacce”, arriva il momento di togliermi il cappuccio. Ora potrò guardare in faccia alcuni degli affiliati alla loggia Alberto Fortis di via Fegino:

  • maestro del 33° grado è Marco Gladioro, direttore di banca ora in pensione e attualmente presidente di ASD Concordia Calcio.
  • Roberto Parodi, direttore di Confapi Liguria.
  • Vincenzo Mamone, di Esaimmobili, fratello di Gino Mamone di Eco.Ge.
  • Luigi Mamone, figlio di Vincenzo Mamone, dirigente nella ASD Concordia calcio, vicepresidente Confapi Giovani.
  • Luigi Mamone, padre;
  • Pietro Capalbo, cognato dei Mamone di Se.Ma, impresa edile e presidente di Aniem-Confapi Liguria.

Sono determinata a sapere di più e non mancherò mai alle riunioni. A casa prendo appunti su quanto sento dire e, benchè sia ancora esclusa dalle riunioni tra affiliati anziani, sono sempre contattata.

Siamo nel pieno della campagna elettorale per le ultime Regionali, quando mi viene richiesto di far parte di Lista Centro per Biasotti, candidandomi a Savona. Non me lo faccio dire due volte, affamata di sapere e, a prescindere dal risultato, spero di poter acquisire altre informazioni. Factotum in questa fase un certo Enrico Sivori, personaggio che tornerà altre volte in questa mia avventura. Ci si incontra con Biasotti, al Point di via Brigate Partigiane, si scattano foto, si ascoltano interventi. Insomma le solite balle di una destra malata di protagonismo. Assaporo il momento in cui saprò che tipo di accordi bollono in pentola ma la mia attesa è delusa: la Lista Centro non viene presentata. Il vero motivo non è mai stato detto, tra le frasi smozzicate e arraffazzonate di questo Enrico Sivori, pare che non si sia raggiunto il numero di candidati richiesti ma non fornisce alcuna prova a riguardo, salvo proporre il sostegno ad un migliore “offerente”. Pazienza, fremevo all’idea di trovarmi nel bel mezzo del do ut des politico, col mio block notes in tasca. Ma, di lì a poco, sono invitata ad un convegno.

E’ il 23 marzo, Camera di Commercio di Savona, tema del convegno il Piano Casa. Ne prendono parte Vincenzo Mamone, Roberto Parodi, Pietro Capalbo ed Enrico Sivori, in qualità di presidente regionale di Cad (Centro Ascolto del Disagio) e Confimpreseitalia, in virtù di un accordo siglato nel 2009 con Confapi Liguria, il cuidirettore è Roberto Parodi, massone della Loggia sopracitata. E’ in questa occasione che, a fine convegno in un ristorante di Varazze, si parla della fondazione di un nuovo movimento politico: Noi Nord. Lavorano già per preparare il logo, scritta su fondo verde, ripresa poi come logo del Cefim -Centro Famiglia e Imprese -, il cui direttore generale è Riccardo Lucca, altro massone della medesima Loggia e nel quale Luigi Mamone junior, figura tra i promotori. CAD e Cefim, rappresentano, detto da Sivori e Vincenzo Mamone, il bacino di voti cui andare ad attingere al momento opportuno. Si discute su un festival che sarà lanciato come Festa dell’Italianità, promosso da CAD, Confapi Liguria e Confimpreseitalia. data fissata per il 15 maggio al Porto Antico, al quale dovrebbe presenziare Vincenzo Scotti che, dicono, è l’ispiratore di questo neo movimento. Scotti vorrebbe avere la presenza di almeno duemila partecipanti, sicchè diventa un dictat portare gente. Mi defilo dall’organizzazione del Festival,che poi non si farà, con pretesti di vario tipo.. Ma sto a guardare anzi, sono tutt’orecchi. Presto arriva la pompa magna della promozione del CAD- Cefim che agisce in accordo con Confimpreseitalia e Confapi, così come riportato nella home page del Cad Sociale, che ha la pretesa di essere un Centro di Ascolto del Disagio, che offre assistenze divario tipo poiché, si spiega nel sito: “ I CAD sono libere associazioni di cittadini desiderosi di contribuire con la propria azione e il proprio impegno allo sviluppo sociale del Paese. I circoli sono luoghi di dibattito, di elaborazione socio-politica e di azione concreta dei cittadini verso le necessità reali della gente. Sarebbe tutto encomiabile, stimabile non fosse che i promotori, almeno per la Liguria, siano massoni o abbiano comunque collusioni con personaggi che non sono noti per agire nel bene, e vorremmo capire in che modo aspirano allo sviluppo del Paese o alla tutela della gente.

Cerchiamo di capire.  Confapi Liguria è diretta dal massone Parodi, e di questa fanno parte Vincenzo Mamone come vice presidente, Luigi Mamone junior come vice presidente Confapi Giovani, Pietro Capalbo, cognato di Mamone, come presidente Aniem Confapi. Qual è il legame tra costoro e il Cad Liguria-Cefim Confimpreseitaliase, dove figurano anche Riccardo Lucca, massone, come capo dipartimento attività produttive, e Luigi Mamone Jr, come vice presidente regionale del Cad Liguria-Cefim? La Confapi- Confederazione italiana delle piccole e medie imprese- è dunque legata al Cad- Cefim che lancia attività e assistenza ad imprese e famiglie, come recitato nella Home Page: “tutelare, assistere e difendere tutti coloro che sono calpestati nei loro primari diritti civili di uguaglianza, i quali subiscono immediatamente il primo devastante disagio di tali situazioni: la solitudine e l’isolamento!”, poiché Il disagio apre le porte al reclutamento della criminalità organizzata. Certamente, laddove lo Stato è assente e il Governo latita, possono nascere apparati che mirano a soppiantare istituzioni, sobillare il popolo che, non avendo più santi cui votarsi cerca dèi in terra, dèi che promettono di risolvere problemi, crisi, disagi, cartelle pazze di equitalia, promuovendo, contemporaneamente, turismo, arte e cultura, favorendo il dialogo tra religioni, auspicando accordi nell’Est dell’Europa, in tutto il mondo, se possibile… e il popolo spera, si affanna, chiede e crede di avere qualcuno cui poter fare riferimento, in questa società in avanzata metastasi. Sposando, inconsapevolmente, le finalità degli affaristi anzi, diventandone l’oggetto di scambio: un favore, un voto. Perchè se talune associazioni, almeno per la Liguria, hanno in mente di trainare movimenti politici attraverso la creazione di bacini ove attingere elettoralmente, devono pur agire sostituendosi alle istituzioni, ai servizi dati al cittadino, ai sindacati, alle associazioni di categoria… Insomma, l’indignato speciale televisivo, diventa operativo assicurando la soluzione dei problemi grazie alla rete che può o potrebbe aver creato con altri massoni.

Direte, soggiacendo ancora una volta a preoccupazioni e tribolazioni da gente comune, benvenga chi ha a cuore i nostri disagi, sia familiari che di impresa! Può darsi, ma allora perchè far parte di una loggia massonica segreta? E, soprattutto, perchè inserire massoni o personaggi di dubbia moralità, all’interno di certi apparati? Davvero pensiamo che costoro possano aver a cuore la gente? Chi si vuole favorire, quali imprese, quali giovani, quali famiglie? Ce ne sono di vario tipo e, le ignare che hanno riposto fiducia e speranza di risollevare le proprie sorti, non credo siano nell’elenco dei massoni né facciano parte di una cricca votata ai propri affari, le cui reti si espandono ogni giorno, tese ad acquisire poteri, peso sociale e istituzionale, ricchezza. Certo, ciascuno è libero di far parte di ciò che vuole, ma è possibile tenere separato il pubblico dal privato? E’ possibile conciliare la propria adesione al credo di una società segreta, i cui poteri occulti sono tentacolari, senza contaminare il proprio ruolo in seno ad organizzazioni che hanno come obiettivo il miglioramneto delle condizioni delle imprese, delle famiglie o dei singoli? Oppure è proprio attraverso certi ruoli che si possono realizzare protettorati peccando di parzialità, inevitabilmente? Sono molti i dubbi, perchè è molto facile usare la brava gente per scopi personali o di associazioni, quando sono in pochi a sapere. Soprattutto quando sono in pochi a decidere chi può godere del “sostegno” e chi, invece, debba soccombere forse, per mancata adesione. Già, mentre la politica e il Governo sono occupati all’autocelebrazione, la legge della strada detta e impone le sue regole, sfruttando la disperazione della gente comune, tanto comune da non contare niente.

In chiusura di questo pezzo vi lascio con una canzone… che parla proprio della P2… si intitola CUORE NERO


 

 

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