Mafie e Stato: una pacifica convivenza italiana.Vantiamo un senatore a vita come Giulio Andreotti condannato e prescritto per mafia, e pregiudicati nella commissione parlamentare antimafia.

08.06.2011 12:28

 

Io sono stato e sono un grande amico di un amico che oggi stà a Rebibbia (carcere di Roma, ndr) e che è Totò Cuffaro. Io sono certo e sono stato sempre certo, perché Cuffaro è un gran signore. E’ stato un gran signore: ha aspettato la sentenza dei giudici in chiesa. Noi dell’Udc non abbiamo avuto esitazione di perdere una regione pur di avere un partito non più chiacchierato. Personalmente l’amico Totò Cuffaro è una persona onesta e seria. Questo è il mio personale giudizio”. Tranquilli: a parlare non è il boss Bernardo Provenzano e neppure il macellaio di Cosa Nostra, Totò Riina, bensì Angelo Cera, un parlamentare attualmente in quota Udc, in un comizio del 12 maggio 2011 ad Orta Nova in provincia di Foggia.
Il deputato in salsa casiniana, in nome e per conto di un’ampia coalizione del centro-sinistra d’appoggio al candidato sindaco Iaia Calvio, l’ha sparata grossa e per giunta, pur non conoscendomi ha dichiarato sia in piazza che in Parlamento che si sarebbe prodigato per farmi “revocare la scorta della Polizia di Stato” che dal 22 dicembre 2009, dopo tre soli attentati, difende la mia vita.
Grazie, complimenti onorevoli.
La mia colpa? Aver sfiorato un ras locale del partito di Casini, tale Dino Russo, Assessore uscente alle politiche sociali, con una giunta di centro-destra, passato in un amen alle recenti amministrative alla coalizione avversaria del centro-sinistra. Il pupillo di Cera è stato accusato di aver sottratto ben 17.500 euro a sette famiglie indigenti del paeseNei suoi confronti è stata sporta denuncia per estorsione e appropriazione indebita
Da cronista ho chiesto conto all’Assessore di questo ammanco di denaro pubblico elargito dalla Regione Puglia ai poveri, attraverso una filiale del Monte dei Paschi di Siena. Per tutta risposta, invece di spiegare la situazione, il Russo ha chiamato per dar manforte il Cera in trasferta da San Marco in Lamis.
L’Onorevole, non contento, il 17 maggio, nel corso di una trasmissione televisiva dell’emittente ‘Teleblù(proprietà di Potito Salatto, patron della sanità privata in Capitanata) mi ha chiamato in causa e riferendosi a me ha dichiarato: “un personaggio che me lo sistemerò io lo dico pubblicamente è quel Lannes che si permette di dare anche ai galantuomini patente di… di… di… come si chiama”. Che vuol dire Onorevole? Assolderà qualche sicario armato di semplice pistola o provvederà a farmi eliminare con un attentato in piena regola?

 

TOTÒ VASA VASA
Con sentenza del 22 gennaio 2011 la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 7 anni di reclusione per Cuffaro. Nelle motivazioni i giudici della suprema corte hanno dichiarato provato «l’accordopolitico-mafioso tra il capo-mandamento Giusepe Guttadauro e l’uomo politico Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest’ultimo di agevolare l’associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l’esistenza di indagini in corso nei loro confronti».

Chi rammenta l’attacco nel 1991 proprio di Salvatore Cuffaro in diretta tv a Giovanni Falcone? Singolare coincidenza: pochi mesi dopo perirono nella strage di Capaci, anche il magistrato Francesca Morvillo e tre agenti di scorta (Antonio Montinaro 30 anni, Vito Schifani 27 anni e Rocco Di Cillo 30 anni).

In una recente intervista al settimanale ‘Panorama’ (7 aprile 2011), Tòtò -riverito preventivamente in carcere da Casini- ha detto: “La maggioranza deve essere più ampia e stabile. Se non fosse stato per gli ex udc, il governo sarebbe caduto. Silvio Berlusconi ha avuto la fiducia alla Camera grazie ai nostri cinque voti. Ha influito anche questo sulla mia condanna? Non lo so, onestamente”. Dopo la fiducia, Berlusconi l’ha chiamata? “Mi ha chiesto di andarlo a trovare a Palazzo Grazioli. Ma ho lasciato perdere, non volevo che la cosa venisse strumentalizzata”.

Ecco la trascrizione di una telefonata tra Cuffaro e Berlusconi del 10 gennaio 2004 (ore 19,51), Totò rassicura il capo: «Conta sempre su di me, io lavoro sempre, lavoro perché ci sia serenità anche dentro l’Udc, quindi stai tranquillo…». E Berlusconi: «Benissimo, grazie mille. Sai che sei contraccambiato totalmente». Cuffaro: «Lo so, lo so…».

Massimo Donadi, parlamentare dell’Idv affonda il bisturi nella piaga: «Oggi nell’aula di Montecitorio è accaduto un fatto di una gravità inaudita. Si votavano le pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni, Italia dei Valori in testa, presentate contro il decreto salva liste, cioè contro quell’abominio costituzionale, votato nottetempo da un consiglio dei ministri riunito in stile carbonaro e con il quale, per la prima volta nella storia della repubblica, si sono cambiate le regole del voto a campagna elettorale già aperta, al solo scopo di riammettere alcune liste del centrodestra legittimamente escluse. Fino ad oggi, questo decreto legge antidemocratico ha avuto una sola paternità politica, quella di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza sorda e asservita. Fino ad oggi… per l’appunto! Perché oggi le opposizioni, se tali si fossero dimostrate compattamente di fatto e non solo di nome, avrebbero avuto la possibilità di cancellare definitivamente questa norma incivile e antidemocratica, ripristinando un minimo di legalità nel paese, sfruttando le molte assenza nei banchi della maggioranza. Ma, al momento del voto, mentre tutti i deputati di Italia dei Valori erano presenti, ed anche tra le fila del Pd si registravano soltanto 3 assenti su più di 200 deputati, ben metà dei deputati dell’Udc non era presente in Aula. Per l’esattezza hanno votato soltanto in 22 su 39. Per cui, da oggi, il decreto legge salva liste ha un secondo padre politico, quell’Udc che, dopo aver ispirato, vantandosene, la norma sul legittimo impedimento, potrà aggiungere al suo medagliere politico anche questa ultima preziosa chicca. La verità è che l’Udc, già normalmente è poco presente in aula durante le normali votazioni, quando si tratta di votare le leggi salva Berlusconi, si squaglia come neve al sole e a votare, in quei momenti decisivi, rimane soltanto uno sparuto gruppo di parlamentari. Per questa ragione, pubblico qui di seguito l’elenco della vergogna: nome e cognome di tutti i deputati dell’Udc che erano assenti». Tra i 19 ‘latitanti’ spiccano Casini (interessato attraverso i Caltagirone all’Acquedotto pugliese) e il bancario Angelo Cera.

LA PIOVRA
Radicata e presente. Non conosce crisi: dai 77 miliardi di euro certificati nel 2005 nel IX Rapporto della Confesercenti ai 200 miliardi valutati attualmente. Le mafie nel Belpaese sono tutt’altro che sconfitte, ma risultano saldamente avvinghiate alla scena politica tricolore, all’attuale Governo, ma più ancora al sistema dominante di potere. Non sono affatto organizzazioni criminali indebolite. Anzi, proprio perché hanno smesso di sparare o di piazzare ordigni per compiere stragi, sono riuscite in parte a farsi dimenticare dall’opinione pubblica. Hanno potuto riorganizzarsi e inserirsi ancora più profondamente nei gangli vitali della politica e dell’economia. Lo dimostrano le ultime inchieste giudiziarie di rilievo che hanno colpito personaggi e strati sociali non identificabili con gli ambienti mafiosi.

Ormai è dimostrato che Cosa Nostra ha le sue pedine inserite direttamente nel mondo della politica, delle professioni e delle istituzioni. Non concorda ovviamente il senatore Marcello Dell’Utri, condannato nel 2010 dalla Corte d’Appello di Palermo a 7 anni di reclusione per ‘concorso esterno in associazione mafiosa’.

La mafia rappresenta una delle voci più consistenti dell’economia sommersa, con un indotto paralegale per centinaia di migliaia di posti di lavoro, e possiede il 20 per cento dei titoli del debito pubblico. 
Perché non si aboliscono i segreti delle banche? Infatti non è attiva l’anagrafe dei conti bancari per accedere direttamente ai dati dei correntisti, nonostante sia prevista dalla Finanziaria del 1991.
Per sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata occorrerebbero misure difficili (come la legalizzazione delle droghe o la drastica limitazione del segreto bancario) che nessuno si sente di adottare. Dunque, una sua sconfitta rapida e totale provocherebbe una serie di effetti indesiderabili tanto per il mondo finanziario quanto per quello politico. La soluzione a questo punto? Meglio orientarsi a una ‘lotta’ intesa al massimo come contenimento e, per il resto, adattarsi a conviverci.

Beninteso: nessun Ministro, Prefetto, Questore o Generale dei carabinieri lo ammetterebbe mai, anzi, in pubblico, i discorsi traboccano delle solite assicurazioni che la lotta alla mafia prosegue con il vigore di sempre ‘fino all’immancabile vittoria’. Ma in politica, spesso, le cose che si dicono sono molto meno importanti di quelle che si tacciono, e le parole sono assassinate. Quando non si crede di poter vincere una battaglia e dallo scontro frontale si passa a un assedio imprevedibilmente lungo, quella battaglia non è più un impegno straordinario, ma una routine da affrontare con i mezzi ordinari.

Appunto: la linea del ‘convivere e contenere’. Negli ultimi tempi, tutti abbiamo constatato un progressivo calo di tensione, ma ciò non è altro che il prodotto della linea del ‘convivere e contenere’. Bando ai ragionamenti: ‘bisogna far sistema’. Questa ricetta tipicamente italiana consiste nella capacità di stabilire reti di complicità e connivenze tra politicantiprofessionistidirigenti istituzionalifaccendieri e criminali, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche.

E poi ci sono i buchi neri. L’illegalità si annida nelle pieghe dei corpi dello Stato, nei regolamenti ministeriali, nelle leggi e nelle deroghe a getto continuo. Vantiamo un senatore a vita come Giulio Andreotti condannato e prescritto per mafia, e pregiudicati nella commissione parlamentare antimafia.

Allora, Mafie e Stato: una pacifica convivenza italiana.

Fonte articolo: www.costruendo.lindro.it

Scritto da Gianni Lannes il 27/05/11. 

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