L'ultimo uomo che conosceva i segreti della "colonia inglese"...chiamata Italia. L'Inghilterra, la mafia, la sudditanza, i sovragoverni e gli uomini che ne fanno parte erano ben noti a Giovanni FALCONE e a Paolo BORSELLINO.

03.08.2010 23:34

Il 2 giugno 1992, anniversario della repubblica, si tenne a Civitavecchia, a bordo del panfilo Britannia (della regina d'Inghilterra) un incontro cui parteciparono quasi tutti gli uomini che poi dettero s...eguito al progetto, in due fasi, che era all'ordine del giorno di quell'incontro:
1) la svendita di tutto l'enorme patrimonio accantonato dallo stato italiano in decenni di lavoro dei suoi cittadini (o almeno di una gran parte di essi).
Scriveva proprio allora l'AEI: "The Italian government owns much of the economy, but privatization of state-owned sectors would offer Italy a better chance of economic recovery from its current debt crisis." più chiaro di così!
2) la fine dei governi politici e la creazione del primo governo tecnico in attesa dell'avvento del "pupazzo telecratico" !
Falcone venne ucciso per "dare un segnale" prima dell'incontro.
Borsellino fu successivamente, di lì a poco, giustiziato per garantire il silenzio.
Il mandante: il cartello Goldman Sachs/Mafia così come accade dal 1937 in ogni area di "tutela" angloamericana.
Il progetto: Avalanche Mission
Il "think tank": American Enterprise Institute...

E' dunque un fatto incontestabile che il 2 giugno 1992, a pochi giorni dall'assassinio del giudice Giovanni Falcone, si verificava in tutta riservatezza un altro avve...nimento che avrebbe avuto conseguenze molto profonde sul futuro del Paese. Il «Britannia», lo yacht della corona inglese, gettava l'ancora presso le nostre coste con a bordo alcuni nomi illustri del mondo finanziario e bancario inglese: dai rappresentanti della BZW, la ditta di brockeraggio della Barclay's, a quelli della Baring & Co. e della S.G. Warburg. A fare gli onori di casa era la stessa regina Elisabetta II d'Inghilterra. Erano venuti per ricevere alcuni esponenti di maggior conto del mondo imprenditoriale e bancario italiano: rappresentanti dell'ENI, dell'AGIP, Mario Draghi del ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell'IRI, Giovanni Bazoli dell'Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, ed altri della Società Autostrade.
Paolo Borsellino conosceva i segreti della colonia inglese Italia !
Ma vi è di più...
Se oggi c'è l'Italia unita lo si deve in gran parte alla massoneria e all'Inghilterra. La storia del Risorgimento è segnata dall'iniziativa di molti massoni, quali, ad esempio, Giuseppe Garibaldi e Camillo Benso di Cavour. Non fu massone Vittorio Emanuele II, ma simpatizzò per la massoneria, dando il proprio consenso anche all'affiliazione del figlio, che diverrà poi re Umberto I.
L’idea dei francesi, per quanto riguardava l'Italia, era quella di uno Stato cuscinetto nei confronti dell'Austria e niente più. Sicuramente non intendevano disturbare lo Stato vaticano.
Ma a favorire e proteggere lo sbarco in Sicilia dei Mille c'erano, al largo, le navi della marina inglese; e si sa che il Gran Maestro della massoneria inglese è il re. Affrontare la questione dell'influenza della massoneria e dell'Inghilterra sullo Stato unitario e sull'omicidio di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, è dunque entrare direttamente nel cuore del potere, ossia nel palazzo dei re.
I primi passi dell'Italia unita sono d'altronde guidati da un Parlamento in gran parte costituito da massoni. Francesco Crispi, Agostino Depretis e Giuseppe Zanardelli erano fratelli del 33° grado del Grande Oriente d'Italia. Del resto, l'incipit dell'inno nazionale è: “Fratelli d'Italia...”.
E ciò vorrà pur dire qualcosa.
Per completezza dobbiamo citare anche Giuseppe Mazzini che fondò la Giovine Italia nel 1831, nel 1834 poi scompare (dopo il fallito tentativo di uccidere CARLO ALBERTO, incontrando Garibaldi ) e nel 1838 ricompare in Inghilterra.
Proprio qui Mazzini nel 1838 riceve l'incarico assieme a Garibaldi,suo fratello massone nella loggia P1, di unire "l'Italia".
Unirla per poi poter essere oggetto di controllo diretto dall'Inghilterra prima e dall'asse Inghilterra-Stati Uniti fino ai giorni nostri...

L'Italia è dunque nata per volontà degli inglesi che, protagonisti al Congresso di Vienna, cominciarono col sopprimere la Repubblica di Genova, che per la sua importanza come centro logistico e finanziario rompeva piuttosto le scatole. Vennero scelti i Savoia perché, oltre a condividere con gli inglesi qualche parentela e l'appartenenza a qualche "Pro Loco" segreta, rappresentavano l'unico mezzo per rendere la penisola italica un luogo povero e mal governato, non avendo alcuna cultura in materia mercantile ed economica (cosa che interessava molto agli inglesi).

I passi successivi furono abbastanza semplici e scontati, vista la grande presenza inglese nel meridione (specie in Sicilia) di enclave inglesi e la necessità di impedire all'Austria di continuare a stare pericolosamente (sempre per il commercio inglese) sul mare con Venezia e Trieste, che peraltro sotto gli austriaci godevano di un ottimo governo.

Curioso è che l'alleanza con gli inglesi fu l'unica a non essere mai tradita dai Savoia, neppure quando subentrò il regime di Mussolini.

Queste date offrono un'idea del radicamento inglese in Sicilia e di come i Savoia c'entrino comunque qualcosa:
1713 Il trattato di Utrecht assegna la Sicilia ai Savoia: Vittorio Amedeo, nuovo re, visita l'isola.
1714 La Sicilia ha 1123000 abitanti: nel 1570 ne contava 1070000.
1718-20 La Spagna riconquista la Sardegna e minaccia Napoli e Palermo. A Capo Passero la flotta spagnola viene però distrutta da quella inglese. La Sicilia viene assegnata all'imperatore asburgico che, in cambio, cede la Sardegna ai Savoia.
1733 Lo scozzese Patrick Brydone pubblica Tour through Sicily and Malta, resoconto del suo viaggio in Sicilia.
1735 Incoronazione di Carlo di Borbone a Palermo. Inizia così il dominio della dinastia borbonica.
1781-86 lI Caracciolo è vicerè dell'isola: sono promosse alcune riforme al fine di accrescere la piccola proprietà. Viene abolita l'inquisizione.
1794 La scoperta del metodo Leblanc per ottenere il carbonato di sodio rivoluziona alcuni processi industriali: lo zolfo diviene competitivo. Dal 1790 è massiccia l'esportazione di agrumi siciliani in tutta Europa. Nel 1814 sono attive alcune distillerie di vino a Marsala, di proprietà inglese.
1806 Truppe inglesi si stanziano in Sicilia per proteggerla dagli eserciti bonapartisti favorendo una notevole prosperità economica.
1812 Grazie all'ingerenza del rappresentante britannico in Sicilia Lord Bentinck, viene promulgata una costituzione di ispirazione liberale che abolisce i diritti feudali. La costituzione prevede due camere sul modello parlamentare inglese.

Il trattato di Utrecht, seguito alla guerra di successione spagnola sanciva inoltre il passaggio del Marchesato del finale a Genova e non ai Savoia, motivo di discordie e odio mai sopito da parte dei Ciupa coi baffoni e negava, guardacaso, l'acquisto (e non la cessione) della Sardegna da parte dei genovesi.

Nel 1812, mentre Lord Bentnick procurava una costituzione ai siciliani i Savoia facevano bombardare Cagliari insorta. Lord Bentnick, lo sconfitto liberale tentò nonostante tutto di restaurare la Repubblica di Genova nel 1815, cosa che riuscì fino alla prepotente decisione del Castlereagh al congresso di Vienna, compito che gli riuscì facile se già in gioventù riuscì a distinguersi nella repressione indipendentista irlandese (la terra ove nacque).

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