Luci e ombre del modello De Magistris

11.08.2011 09:11

COMMENTI, lettere, impressioni differenti dei cittadini rendono possibile un primo, provvisorio bilancio dell’iniziale esperienza di governo del sindaco de Magistris e della sua squadra. Dopo il successo elettorale entusiasmante, il senso di liberazione che si è avvertito in città, dovuto alla percezione della svolta, ma anche la preoccupazione per il difficile passaggio dalle promesse ai fatti e i giudizi non proprio convergenti sul valore e le capacità della giunta, è subentrato un atteggiamento più consapevole e riflessivo. Se il campione preso in considerazione è rappresentativo, si può senz’altro affermare che esso è lo specchio di una più evoluta maturità della comunità.

Correttamente dunque i commenti dei cittadini vanno incrociati con alcuni eventi degli ultimi giorni: e da quell’incrocio può nascere un’utile riflessione sulla fisionomia del nuovo governo comunale. Il primo elemento, che appare con una certa frequenza, è l’ammirazione per il linguaggio chiaro, la competenza soprattutto giuridica e il decisionismo del sindaco: insomma, un’indubbia novità nello stile rispetto all’incomunicabilità che aveva caratterizzato soprattutto gli ultimi anni del governo comunale.

Apprezzato appare anche l’obiettivo dell’estensione della legalità che sta impegnando la giunta de Magistris. È probabile che su questo terreno, tuttavia, il rapporto con la comunità cittadina non sarà idilliaco, perché sono troppe e di lunga durata le incrostazioni culturali, i comportamenti di microillegalità diventati senso comune, il quotidiano e spesso non cosciente vivere fuori le regole, la visione del privilegio che si trasforma, con gli anni, in diritto acquisito.

Peraltro, siccome la composizione della giunta rispecchia posizioni divergenti fra chi interpreta il rispetto della legalità senza se e senza ma e chi, provenendo da esperienze di sinistra estrema, è portato a indulgere, per esempio, su forme improprie di protesta, non sarà facile giungere a un risultato di sintesi fra le due posizioni. Così ammiriamo il contenuto dell’intervista di ieri all’assessore Narducci, il suo impegno a combattere tutte le forme di illegalità diffusa.

Si spera solo che non si riduca al bel libro dei sogni, considerato che proprio Narducci ricorda come per troppi anni sia stata teorizzata l’indulgenza per la diffusione di forme di illegalità (ad esempio, il contrabbando), considerate inevitabili e utili ammortizzatori sociali. Su questo, come su altri profili, ci si aspetta dal governo comunale non solo interventi repressivi e un più generalizzato ricorso alla severità delle sanzioni, ma una programmazione integrata di repressione, prevenzione, rieducazione della comunità.
Un esempio concreto.

Non basta liberare piazza Garibaldi da ambulanti e abusivi che, come hanno dimostrato, sciamano nelle strade adiacenti. Occorre individuare spazi propri per mercati e mercatini dalla fisionomia diversa, come esistono in tante altre città. De Magistris ha inaugurato un nuovo modello di collaborazione interistituzionale e nel rapporto tra enti pubblici e realtà diverse della società napoletana. Gli esempi sono molteplici: e vanno dal fronte rifiuti alla Coppa America alla politica culturale. E, tuttavia, anche a questo livello, proprio partendo dal commento di alcuni lettori dei giornali, le criticità si riscontrano ancora nel passaggio dai programmi alle realizzazioni e in alcune pregiudiziali ideologiche. Era stato promesso l’avvio immediato della raccolta differenziata anche nei quartieri che ne erano sprovvisti. Così non è stato, almeno finora. L’opposizione di de Magistris al termovalorizzatore va spiegata ai cittadini. Soprattutto va spiegato come andrà sostituito nel ciclo integrato dei rifiuti. Insomma il gioco di chiaroscuri non consente ancora di parlare di un’ormai definita “impronta de Magistris”. Una nuova fase dopo la prima critica, caratterizzata dall’effetto-annuncio e da prospettive contraddittorie, non si è ancora affermata. Se ne intravede qualche timido annuncio, ma insufficiente.

Infine il meccanismo istituzionale appare inceppato: consiglio comunale e opposizioni sono assenti. Non è mai un buon segno per la salute delle istituzioni.

 

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