Lo spettro delle elezioni e della conferma di Silvio Berlusconi

12.08.2010 11:53

Sulla spinta di Bossi, il premier vuole andare alle elezioni con la legge elettorale vigente, definita una porcata dallo stesso Ministro Calderoli che la propose. In effetti il porcellum è quanto di più antidemocratico si possa immaginare. Il premier vorrebbe mantenere questa legge perché consente al solo partito che ottiene più voti di fruire di un premio di maggioranza tale da permettere di governare con larga maggioranza. Per cui facendo un esempio concreto, se il PDL ottiene il 30 % e la opposizione frantumata in tanti partiti prende il 70 %, sarà il partito delle libertà a governare per altri 5 anni, in violazione della volontà del settanta per cento degli italiani. Se poi a questo scempio, si aggiunge che la scelta dei candidati avviene secondo l'ordine imposto dal segretario del partito, senza nessun valore alle preferenze, allora si ha il quadro catastrofico che si prospetta alla opposizione democratica per i prossimi cinque anni.

 

Contro questa vergognosa legge elettorale, palesemente irrispettosa della volontà della maggioranza del popolo italiano, -la democrazia è il governo della maggioranza-, i partiti della opposizione non si sono battuti affatto. Essa faceva comodo ai capi dei vari partiti di opposizione che potevano assicurare alle oligarchie di vertice la propria sopravvivenza eterna, senza tenere conto delle esigenze di rinnovamento generazionale dei cittadini che andavano in senso contrario. Il risultato è stato la cancellazione di un partito come rifondazione comunista che aveva raggiunto l8%, e la fine degli altri partiti di sinistra.

Il premier stringe i tempi delle elezioni, con l'appoggio della lega del rozzo e forsennato Bossi, per profittare della confusione che regna nella opposizione. Il Pd, con il segretario che propone la candidatura di Tremonti, e D'alema che vuole scegliere Casini abbandonando Di Pietro, la frammentazione è inevitabile. Eppure essi dovrebbero capire che occorre una maggioranza istituzionale che comprenda tutti i partiti che hanno votato contro il Governo o si sono astenuti nella vicenda Caliendo. Uno schieramento per la difesa della democrazia che si preoccupi solo di approvare la legge elettorale proporzionale con sbarramento del 5 per cento. Riconoscendo che il sistema maggioritario è fallito. Il popolo italiano non è fatto per il bipolarismo coatto.Occorre evitare di dividersi sulla legge elettorale. Il dibattito sulla riforma della legge elettorale per sua stessa natura è tra i più difficili che una classe politica possa affrontare: il motivo è che dalla legge elettorale dipende la sorte stessa dei partiti. Non esiste una legge elettorale in grado di accontentare tutti i partiti, così come non esiste una riforma elettorale in senso maggioritario che non peggiori la posizione di qualche partito. Sicché la difficoltà di giungere ad una riforma in Parlamento è nel puntuale dissenso, spesso decisivo, di chi non ha interesse ad attuarla. Come è avvenuto nel recente passato, con la conseguenza che il premier e Bossi ne hanno profittato.L'essenza delle legge elettorale è nel metodo: un criterio di trasformazione di voti in seggi. Il sistema proporzionale trasforma i voti in seggi in proporzione: a tanti voti corrispondono altrettanti seggi. Il sistema maggioritario attribuisce il seggio, in ogni collegio (l'ambito territoriale in cui si vota per eleggere una o più candidati), al più votato, secondo il principio che il primo piglia tutto e il secondo niente. Si vede subito l'enorme differenza tra i due sistemi ed i loro rispettivi limiti . I sistemi proporzionali soddisfano l'esigenza della rappresentatività dei cittadini, e producono parlamenti che rispecchiano la distribuzione dei partiti e delle opinioni. I sistemi maggioritari mirano alla governabilità: eliminano i piccoli partiti per avere governi efficienti. Ma possono anche portare alla aberrazione del governo della maggiore minoranza, come sperano il PDL e la lega.

 

Il PDL non ha più la maggioranza e bisogna profittare di questa situazione per abrogare la legge vigente ed approvare una legge nuova, che eviti la sconcio dei partiti alla Mastella che condizionano la governabilità . Ma l'accordo nella opposizione sembra molto difficile da raggiungere. E questo avvantaggia ancora una volta il premier, che vorrebbe riversare su Fini la responsabilità della fine della legislatura. Costringendolo a bocciare il processo breve, la legge bavaglio e il lodo Alfano, leggi ad personam cui collega il voto di fiducia. Con queste tre leggi, il premier risolverebbe i suoi problemi con la giustizia. La più pericolosa è quella sul processo breve pensata su misura per Berlusconi: Mills Mediaset e Mediatrade. Assieme a questi si estinguerebbero tutti i processi per gli ultimi scandali: quello contro alcuni esponenti della protezione civile (Anemone e soci), quello che riguarda la nuova massoneria, e quello sugli scandali del terremoto.

 

Occorre una mobilitazione anche più massiccia di quella che c'è stata contro la legge bavaglio. E per questo possono fare molto i partiti di opposizione, i sindacati, il popolo viola, il movimento 5 stelle, e tutti gli altri movimenti che si riconoscono nella Costituzione repubblicana.

 

Credo sommessamente che sarebbe preciso dovere del Presidente della Repubblica, così incline a parlare di riforme, respingere la richiesta di scioglimento delle camere per elezioni anticipate, che non spetta al premier. E intervenire per sollecitare la modifica della legge elettorale che va contro la democrazia perché in contrasto con la volontà della maggioranza degli italiani.

 

Il giudice Ferdinando Imposimato

 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...