Liguria - Terra di mafia, ma tutti fanno finta di niente

15.07.2010 23:36

 

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Scritto da Ferruccio Sansa - "Il Fatto"   
giovedì 15 luglio 2010
Lavori per la costruzione del mega porto di Imperia... (con le aziende sequestrate dalla DIA)L'articolo di Ferruccio Sansa su "il Fatto quotidiano"  sulla "Fiaccolata" di Sanremo.

"Accendi la legalità, spegni le mafie". È lo slogan della fiaccolata. A Sanremo ci saranno tutti: dal presidente della Regione, Claudio Burlando, al sindaco di Genova, Marta Vincenzi. Adesioni di Pd, Idv, Pensionati, Pdci, Prc, Pdl, socialisti, Verdi, Udc e molte associazioni.

Dopo l'ipotesi di commissariare il comune di Bordighera e gli arresti per ‘Ndrangheta, la Riviera si scopre terra di mafia. Ma c'è anche dell'ipocrisia. Nessuno ha mai ascoltato chi le infiltrazioni mafiose le denuncia da anni. I partiti sfilano, ma loro rappresentanti sono a feste con arrestati. Alcuni candidati alle regionali del 2005 avrebbero ottenuto sostegni da "famiglie" indagate. Appalti pubblici, per bonifiche e rifiuti, vanno a nomi citati dalla Dda e magari inquisiti.
La vicenda ligure è esemplare di come la criminalità possa conquistare una regione "sana": così le famiglie calabresi, venute a coltivare fiori, oggi sono padrone di società. La mafia compra interi palazzi a Genova...

"Bello sfilare, ma l'importante è come si governa", dice Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalità. Da anni si batte contro la criminalità organizzata, roba che ti aspetteresti un riconoscimento. Invece lo prendono a pugni i pregiudicati, lo trattano da paria centrodestra e centrosinistra. Il motivo è chiaro, basta visitare il suo sito (www.casadellalegalita.org): fotografie della festa calabrese (febbraio 2010, sotto elezioni) sponsorizzata da enti locali genovesi, con rappresentanti della Regione Calabria. Tra gli ospiti d'onore Domenico Gangemi, arrestato martedì, che parla con Aldo Praticò (consigliere comunale Pdl a Genova).

Eugenio Minasso, deputato e vice-coordinatore regionale Pdl, festeggia l'elezione con un membro della famiglia Pellegrino (coinvolta nell'inchiesta di Bordighera) e Giovanni Ingrasciotta che non rinnega le passate frequentazioni con Matteo Messina Denaro. Siciliani e calabresi qui fanno affari insieme. "Sì, mi hanno aiutato, ma non mi hanno dato un euro", assicura Minasso al Secolo XIX. Rogne, non solo per il Pdl. Cinzia Damonte, candidata in regione dell'Idv ed ex assessore di Arenzano, è ritratta a una cena elettorale della comunità calabrese con Onofrio Garcea, pregiudicato, per la Finanza "ben inserito negli ambienti della criminalità organizzata". "Non sapevo", si difende Damonte. Ancora: a settembre 2005 si inaugura una scavatrice da milioni di euro. Proprietaria una società riconducibile alla famiglia calabrese dei Mamone, fortissima in Liguria nelle bonifiche. Il numero uno era Gino Mamone (oggi è la moglie), poi indagato per corruzione e turbativa d'asta (mai per mafia: i legali sostengono che la famiglia Mamone non è la stessa citata dalla Dda). In prima fila, accanto a Mamone, Romolo Benvenuto (poi responsabile Ambiente della Margherita e membro della commissione d'inchiesta sui rifiuti) e uno stuolo di assessori, sindacalisti Cgil e uomini di fiducia di Burlando. La stessa ditta, titolare di appalti pubblici, ha sponsorizzato incontri dell'associazione culturale di Burlando, il Maestrale.
Dalle intercettazioni dell'operazione anti-‘Ndrangheta emerge ora che le "famiglie " avevano sostenuto, magari all'insaputa dell'interessato, Rosario Monteleone (Udc, presidente del Consiglio regionale).
Ma la politica tace. Eppure Anna Canepa, pm Antimafia, già nel 2007 ammoniva: "La criminalità organizzata non è solo violenza, ma penetrazione nell'economia legale mediante riciclaggio di denaro, appalti e subappalti. Conclude la colata di cemento che con la benedizione trasversale della politica sta per abbattersi sulla Liguria, in particolare porticcioli e insediamenti connessi".
Nulla cambiò: sono nati porticcioli per 30mila imbarcazioni, tre milioni di metri cubi di palazzi. E pace se dietro stavano personaggi come Gianpiero Fiorani.
Oggi la Procura calabrese parla di legame a "doppio nodo" tra ‘Ndrangheta ligure e calabrese.
Un anno fa Vincenzi denunciò: "La mafia si mangia interi quartieri". Procuratori, prefetto, politici buttarono acqua sul fuoco. Ma ora è impossibile non vedere: locali in fiamme a Ponente, agghiacciante la testimonianza di Marco Sferrazza, assessore di Bordighera.
Scrivono i pm: "Dopo aver espresso in giunta la sua contrarietà alla sala giochi, Sferrazza aveva ricevuto a casa la visita di Giovanni Pellegrino e Francesco Barilaro che, pur senza esplicite minacce, gli avevano chiesto conto del suo atteggiamento". Sferrazza dice "di dormire con la pistola sotto il cuscino".
E allora tutti a sfilare. Ma chi ha denunciato è stato lasciato solo. Anche così la mafia vince.







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