Libertà DALLA mafia del voto. Se votare servisse a qualcosa, sarebbe persino illegale

05.12.2010 08:53

05.12.2010 20:45

Comprare dei voti in cambio di soldi è una pratica antichissima, soprattutto nel nostro Paese, praticamente è una pratica messa in atto fin dalla primissima elezione. Nel tempo, sono cambiati i partiti, i referenti politici e anche le tecniche per comprare un voto: un tempo meno sofisticate di oggi, per il resto è tutto tale e quale.

Tutto nasce dal fatto che in Italia chi vince o chi perde le elezioni non viene deciso dagli elettori ma dalle mafie, che puntano sempre e solo sul cavallo vincente. Il sistema è semplice: le mafie aiutano un candidato a comprarsi i voti e il candidato promette che una volta eletto farà di tutto, proprio di tutto, per ricambiare il favore. E non è una questione ideologica, le mafie non guardano il colore di un partito ma la sua forza elettorale. Per questo motivo, nessun partito può essere immune dalle infiltrazioni mafiose, soprattutto i partiti che governano un territorio.

La tecnica più in voga per comprare un voto è la seguente: per una cifra che può variare da un minimo di dieci euro ad un massimo di settanta-ottanta euro (dipende dal tipo di elezioni e dalla Regione) un elettore decide di vendere il proprio voto. Il giorno delle elezioni il mafioso di turno gli consegnerà una scheda già compilata; il venditore di voto imbucherà la scheda elettorale già compilata mentre porterà al mafioso la scheda vuota che gli aveva consegnato lo scrutinatore, a testimonianza del buon esito della compravendita. A questo punto, il venditore di voto riceverà il suo compenso.

Queste non sono opinioni ma fatti. ”Quasi tutti i giovani, racconta una ragazza di Bari,  sono disposti alla compravendita: l’anno scorso un voto costava 50 euro, ora si oscilla dai 30 ai 50 euro”. Questa è solo una delle moltissime testimonianze che sono al vaglio delle Procure di tutto il Paese. Della compravendita di voto ne hanno parlato anche alcuni pentiti, come Giuseppe Di Bella, che ha raccontato come il clan di Franco Coco Trovato scelse di sostenere a Lecco, a partire dal 1990, un noto rappresentante della Lega Nord. Questo leghista, secondo le parole di Di Bella, nel giro di pochi anni arrivò a ricoprire dei ruoli importanti di governo. Queste vicende vengono raccontate nel libro “Metastasi”, nel libro il politico viene chiamato “ gamma”. Molte procure si sono già messe in moto per indagare su questa vicenda, speriamo che esca fuori un po’ di verità.

Queste due vicende erano solo alcune delle tante vicende che si possono raccontare, ci spiegano bene che coloro che continuano a ripetere che le mafie non esistono al nord sono dei gran ballisti. Le mafie, sfortunatamente, esistono in tutto il nostro Paese e soprattutto, le mafie siedono in Parlamento, è davvero un grosso problema quando le guardie sono anche i ladri.

Infine, non si può non dire che compito di un elettore onesto è drammatico: perché è straziante e umiliante andare a votare sapendo che il tuo voto è praticamente inutile, sapendo che le mafie hanno deciso pure per te, sapendo che forse ha proprio ragione quel tale che scrisse: “se votare servisse a qualcosa sarebbe illegale”. 

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