Le incongruenze di Grillo e del suo Movimento

04.07.2010 00:31

 Con la dissoluzione della Sinistra per merito delle sue faide interne e dei numerosi litigi, sono venuti alla ribalta dei nuovi partiti talvolta mascherati da idee che vengono spacciate per innovative, assolutamente inedite. L’esempio forse più eclatante è il cosiddetto Movimento che fa a capo a Beppe Grillo. Anche se di fatto raccoglie le schegge impazzite della sinistra più estrema, questo coacervo ideologico non ama definirsi partito, non vuole sentir nominare parole come leader, organizzazione, gerarchia, censura e via dicendo. Uno dei concetti che maggiormente piacciono ai grillini è: “uno vale uno”.


Nella realtà non è così. Chi è venuto a contatto con i suoi partecipanti ha potuto notare che aria di novità se ne respira veramente poca. Dall’alto del suo Blog, Grillo si permette, protetto da una pletora di avvocati, di insultare chichessia, fare il moralizzatore, censurare chi vuole. Chiunque può verificare che, se lui può denigrare chi vuole, non vale per gli altri nei suoi confronti. Si appoggia inoltre ad una rete informatica con sede in America chiamata astutamente Meetup dove, chi vuole fondare un gruppo simpatizzante alle sue ideologie, deve versare una quota in dollari che prendono il largo oltreoceano. La pubblicazione del suo pensiero è svolta da una società, la Casaleggio Associati, vera autrice del suo Blog che vanta una patnership con Enamics che ha come clienti potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group, proprio coloro che Grillo dice di combattere.

Recentemente sul quotidiano Repubblica è apparso un articolo che riferiva della diatriba avuta dal comico genovese con Sonia Alfano, rea di rinfacciargli il tradimento della cosiddetta “politica dal basso” : "Ti chiediamo democrazia, hai scelto tu i candidati, non il popolo. Così non ci stiamo" ha osservato la Alfano, scaricata e denigrata senza tante spiegazioni. Stessa sorte era toccata a De Magistris, colpevole di non aver rappresentato il Movimento grillino, nonostante l’appoggio in campagna elettorale dato dal Blog. A Modena, in occasione delle ultime elezioni regionali, si è arrivati ad una autentica epurazione in stile staliniano del candidato Ballestrazzi colpevole di non essersi supinamente allineato ai voleri del comico. Nel frattempo quotidianamente si leggono sul suo sito proclami ed incitamenti rivoluzionari, denigrazioni continue verso solo un nemico: Berlusconi &C. Per Grillo il suo popolo dovrebbe essere costantemente in piazza, con banchetti che raccolgono le firme. Onestamente questa persona sta un po’ stancando, promuovendosi come unica figura irreprensibile (ma sarà così?), il Robin Hood dei poveri, quando lui stesso non dà proprio esempi né di povertà né di ecosostenibilità assomigliando sempre più ad un urlatore sconclusionato piuttosto che un pungolo utile a far migliorare la nostra attuale classe politica. Inoltre, lasciando andar avanti i suoi giovani e sprovveduti simpatizzanti, si può permettere il lusso di restare dietro le quinte dell’arena politica senza assumersi la responsabilità di cambiarla in attesa di vendere il suo Movimento ad un futuro Leader della Sinistra che, se mai ci sarà, ne prenda le redini.

Sarà il tribuno Di Pietro?

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