Le Agende Rosse ad Ayala: siamo tutti "casi umani", siamo tutti Salvatore Borsellino

02.02.2011 19:05

 “...Io sono figlio unico, quindi di fratelli e sorelle non me ne intendo però il fatto di essere fratello, anche Abele aveva un fratello...” Queste sono le parole dell'ex giudice Giuseppe Ayala riferendosi al rapporto tra Paolo Borsellino e suo fratello, Salvatore, fondatore del movimento delle “Agende Rosse”. Riferendosi sempre al fratello del giudice scomparso nella strage di via d'Amelio, lo definisce “UN CASO UMANO” e “un uomo che ha problemi mentali”.

A parte il fatto che i rapporti familiari non dovrebbero mai interessare una persona che ne è al di fuori, ciò che lascia senza respiro sono tutte queste offese gratuite “da un uomo” che rappresenta lo Stato ad un UOMO che ha avuto ed ha tuttora il coraggio di parlare, cercare la verità smuovendo le coscienze di noi giovani che abbiamo ancora speranza in un Paese senza "il puzzo del compromesso e della contiguità” così come voleva Paolo Borsellino.

Se per “caso umano” si intende una persona che ha solo il coraggio di portare avanti una battaglia e sventrare quei maledetti labirinti su cui si è costruita la seconda Repubblica e sfondare quelle porte di omertà che in questi lunghissimi diciotto anni sono rimaste serrate da segreti di Stato, una persona che con tanta rabbia e sofferenza, pazienza e determinazione vuole semplicemente sapere la verità su chi sono i mandanti dell'omicidio di suo fratello, se il sig. Ayala intende tutto questo, “caso umano”, allora SIAMO TUTTI CASI UMANI, perché la parola “umano” fa eco alla parola “umanità”, quell'umanità che durante l'intervista egli stesso non ha dimostrato non solo nei confronti della famiglia Borsellino, ma anche nei confronti di tutti noi che siamo ogni giorno pronti a combattere contro questo scellerato e corrotto sistema collusivo e omertoso da cui vogliamo uscire.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...