Le picconate di Cossiga su Draghi , la Goldman Sachs e la svendita dell'Italia. Anche se non dice una parola su Prodi...noi preferiamo ricordarlo così...

18.08.2010 17:39

Sembra che Mario Draghi, già socio della Goldman & Sachs, nota grande banca d'affari americana, oggi Governatore della Banca d'Italia sia il vero candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di un "Governo istituzionale.

"Mario Draghi? Impossibile immaginarlo a Palazzo Chigi. E' un vile affarista che vendera' l'economia italiana''. Così disse l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga durante la trasmissione Unomattina, aggiungendo:" E così avrà modo di svendere, come ha già fatto quando era Direttore Generale del Tesoro, quel che resta dell'industria pubblica a qualche cliente della sua antica banca d'affari". 

Francesco Cossiga non ha mai amato particolarmente Mario Draghi. Allo stesso modo in cui non ha mai apprezzato Romano Prodi. Sarà forse perché entrambi, il governatore della Banca d’Italia e l’ex presidente del Consiglio sono stati, e sono, legati ad una banca come la Goldman Sachs che Cossiga ha visto sempre come il fumo negli occhi. O forse perché l’ex direttore generale del Tesoro e l’ex presidente della Commissione europea appartengono o meglio sono legati ad un mondo, quello dell’alta finanza internazionale, per il quale il senatore a vita non ha mai dimostrato particolare simpatia. 

L'episodio a cui Cossiga fa riferimento nel video è il celebre incontro avvenuto sul panfilo Britannia nel 1992, un incontro in cui i poteri dell'alta finanza decisero la svendita del settore produttivo italiano, segnando così l'inizio della fase declinante del nostro paese, fase declinante i cui effetti si stanno attualmente sperimentando.
Esponenti della destra e della sinistra, in perfetto accordo, fecero allora la loro parte, obbedendo ai poteri superiori che avevano già stabilito le linee guida per la politica del nostro paese.
 
 ...negli splendidi saloni del panfilo si son dati appuntamento oltre centro tra banchieri, uomini d’affari, pezzi da novanta della finanza internazionale, soprattutto di marca statunitense e anglo-olandese. 
A guidare la nostra delegazione - raccontano in modo scarno le cronache dell’epoca - proprio lui, Draghi, che ai «signori della City» illustra per filo e per segno il maxi programma di dismissioni da parte dello Stato e di privatizzazioni.
Un vero e proprio smantellamento dello Stato imprenditore.
A quel summit, secondo i bene informati, avrebbe partecipato anche [...] Giulio Tremonti, che sul programma Draghi cercò di far da pompiere: «non venne programmata alcuna svendita - osservò - fu solo il prezzo da pagare per entrare tra i primi nel club dell’euro». 
Più chiari di così…. 
[...]
Guarda caso, tra gli invitati “eccellenti” del Britannia fa capolino George Soros, super finanziere d’assalto di origini ungheresi ma yankee d’adozione, a capo del Quantum Fund e protagonista di una incredibile serie di crac provocati in svariate nazioni nel mirino degli Usa, potendo contare su smisurate liquidità, secondo alcune fonti di origine anche colombiana. 
E guarda caso, per l’Italia sarà settembre nero, anzi nerissimo, con una svalutazione del 30 per cento che costringerà l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi (direttore generale Lamberto Dini) a prosciugare le risorse della banca centrale (quasi 50 miliardi di dollari) per fronteggiare il maxi attacco speculativo nei confronti della lira. 


La Goldman Sachs, a cui ancora allude l'ex presidente, è una delle più grandi banche d'affari del pianeta, e conta tra i suoi dipendenti, tra gli altri, lo stesso Draghi e Romano Prodi, che diligentemente si limitano dalle loro posizioni a fare gli interessi della colossale banca.


 

 

 

 

 

E non dimentichamo che in quegli stessi anni venivano trucidati i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino....

Allora, ricomponiamo il puzzle.

 

Rosanna Carpentieri 

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