Le multe nelle zone blu sono illegittime: un giudice condanna il Comune sulla base delle norme del Codice della Strada. Protestiamo a Benevento non pagando e spiegando il perchè !

Webnode
31.12.2010 09:57

 

Le multe nelle zone blu sono illegittime: un giudice condanna il Comune

 

Le multe nelle zone blu sono illegittime. Lo ha stabilito il giudice di pace Antonino Lazzara accogliendo il ricorso presentato da un cittadino contro il Comune di Palermo sulla base delle norme del codice della strada che vietano l’esistenza di aree di parcheggio tariffate all’interno delle carreggiate. 

 

La conclusione alla quale perviene il il Giudice di Pace e quella che “ non è consentito istituire aree a pagamento all’interno delle carreggiate. e le zone col ticket devono essere poste al di fuori degli assi di transito delle automobili “. 

Si tratta di una decisione chiave che potrebbe far cadere una scure su gran parte delle zone tariffate dei Comuni e nel caso specifico che ci interessa, nelle carreggiate tariffate di cui è pieno il Comune di Benevento.

La causa nasce dall’opposizione a un verbale di accertamento per non aver esposto la scheda parcheggio in una zona blu. 

La decisione del giudice di pace richiama una sentenza del 2008 della seconda sezione civile della Cassazione, che aveva rilevato nel codice stradale la distinzione tra sosta e parcheggio. 


Secondo la sentenza, non sarebbe legittimo far pagare la sosta quando questa avviene in aree poste all’interno della carreggiata, mentre la sosta regolamentata e subordinata al pagamento di una tariffa sarebbe ammissibile solo nelle aree di parcheggio esterne alla carreggiata e specificamente adibite a questo scopo. 

Il Giudice di Pace non si è invece pronunciato sull’assenza di aree di sosta non tariffate limitrofe a quelle a pagamento. 
Ma proprio questo potrebbe aprire la strada a nuovi scontri giudiziari: già una sentenza della Cassazione aveva stabilito la nullità delle multe alle auto in sosta nelle aree a pagamento se accanto non è stato predisposto anche un parcheggio libero. Sulla base di questa decisione due anni fa il Tar del Lazio fece saltare le zone blu nel quartiere romano di Ostiense. 

E’ da tempo che il componente del Dipartimento Tutela del Consumatore ,  Giovanni D’AGATA si batte a suon di ricorsi e di interventi sulla stampa contro l’abuso dell’utilizzo di strisce blu, divenute un vero e proprio nuovo balzello comunale ritenendo si tratti di una forma di vessazione nei confronti dei cittadini.

E’ da troppo tempo che le amministrazioni interpretano le norme a loro vantaggio per il solo fine di battere cassa, questo sistema deve finire i cittadini non vanno considerati come sudditi della politica ma è la politica che deve essere al servizio della comunità.

Protestiamo a Benevento !

Esponiamo sul cruscotto delle nostre auto in sosta in zona blu , anzichè la scheda di pagamento del pacheggio, un cartello con il seguente messaggio:“Sono vietate aree di parcheggio tariffate all’interno delle carreggiate – F.to Codice della Strada” .

 

Rosanna Carpentieri

 

 

Parcheggi gratuiti vicini a quelli a pagamento.

La Cassazione fissa i paletti per la creazione delle aree con le strisce blu. Devono necessariamente avere vicino una zona di parcheggio libera. Altrimenti le multe agli automobilisti che non pagano la sosta potranno essere invalidate. Lo hanno affermato oggi le sezioni unite civili della Suprema corte che, con la sentenza n. 116, hanno respinto il ricorso del Comune di Quartu Sant’Elena.

Il caso nasce in un piccolo Comune vicino a Cagliari dove un cittadino era stato multato per aver parcheggiato in un’area di sosta a pagamento senza esporre il tagliando. Contro gli accertamenti della polizia municipale l’automobilista aveva fatto ricorso al giudice di pace, lamentando la nullita’ delle delibere comunali adottate dal sindaco “in materia di parcheggi a pagamento nel centro cittadino, nullita’ derivante dalla mancata previsione di adeguate aree destinate al libero parcheggio”. Il magistrato onorario aveva accolto il motivo e annullato i verbali di accertamento per sosta vietata.

In particolare aveva osservato che “le delibere istitutive dei parcheggi a pagamento dovevano essere disapplicate per avere ignorato il disposto dell’articolo 9 della legge n. 317/67, non essendo stati previsti parcheggi liberi nelle immediate vicinanze nell’area interessata”.

Contro questa decisione l’ente locale ha fatto ricorso in Cassazione. La prima sezione civile lo ha assegnato alle sezioni unite perche’ chiamate a pronunciarsi anche sulla giurisdizione. Il collegio esteso, dopo aver confermato la competenza del giudice ordinario, ha respinto il gravame del Comune.

“Il giudice di pace”, si legge nelle motivazioni, “ha osservato che solo l’ordinanza n. 110 del 6 giugno 1994 aveva previsto l’istituzione di un parcheggio libero ma questo era situato in zona lontanissima dall’area riguardante le contestate violazioni”. Non solo. “In tal modo”, continua il collegio, “il giudice di merito non ha esercitato un inammissibile controllo su scelte di merito rimesse all’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione, ma ha solo rilevato vizi di legittimita’ dei provvedimenti amministrativi istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento, consistenti nella violazione dell’obbligo di prevedere anche aree di parcheggio libero”.

Ad avviso delle sezioni unite – sentenza 116 – al giudice di pace e’ consentito accertare eventuali vizi di legittimita’, nelle delibere comunali relative all’ istituzione di posteggi a pagamento.

Per quanto riguarda la zona nella quale posteggiava l’avvocato, il comune di Quartu non ha mai dimostrato che tale area rientrasse, quanto meno, nella zona ‘A’ ossia tra quelle di rilevante interesse urbanistico. Cosi’ il reclamo del comune e’ stato rigettato.

Milano. ”Milano non corre il rischio di vedersi annullate le multe. Il codice della strada all’articolo 8 spiega che non possono essere lasciate aree a parcheggio gratuito in presenza di ‘Zpru’, ovvero Zone di particolare rilevanza urbanistica. A Milano la sosta e’ regolamentata proprio in zone catalogate come tali”.

Roma. La sentenza della Cassazione potrebbe non essere applicabile a Roma, in quanto non riguarda le aree di rilevante profilo storico e urbanistico. L’assessorato alla mobilita’ del Campidoglio rimanda, al riguardo, alla delibera in materia varata nel 2004 dalla giunta capitolina.

Napoli. La sentenza “comportera’ dei problemi” ai vigili urbani di Napoli. A dirlo e’ il loro comandante, Carlo Schettini, che pero’ premette: “Bisogna vedere meglio cosa specifica il giudice di Cassazione sul caso di Quartu Sant’Elena. Prevedo pero’ di essere facile profeta ritenendo che questa decisione inneschera’ atteggiamenti conseguenti negli automobilisti napoletani.

E Benevento ? Ai cittadini la parola  !

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