L'dea amministrativa "CEPPALONICA" approda in Liguria grazie al matrimonio della Gasco con il figlio prediletto della Lonardo/Mastella.Qui un'eloquente descrizione della Family ceppalonica.

05.07.2010 14:31

 

Napoli, appalti e truffe: 63 indagati
Ecco i nomi dei 25 colpiti da misure cautelari

Arresti a casa per Capobianco, ex direttore Arpac
In un file i nomi di 650 raccomandati e dei relativi sponsor Divieto di dimora in Campania per Sandra Mastella

 
 
La sede dell'Arpa Campania (fotoNewfotosud)

NAPOLI (21 ottobre 2009) - Truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d'asta e concussioni commessi nell'ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all'assunzione di personale ed affidamento di incarichi professionali nella Pubblica Amministrazione.

Sono 63 gli indagati tra politici, dirigenti della Pubblica amministrazione, professionisti ed imprenditori campani coinvolti nell'operazione congiunta condotta dai comandi provinciali dei carabinieri di Caserta e della Guardia di Finanza di Napoli su appalti e assunzioni. Il filone dell'indagine, nella quale sono 25 le misure cautelari personali adottate, riguarda l'Arpac, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Carabinieri in consiglio regionale. Perquisizioni da parte dei carabinieri sono in corso nella sede del Consiglio regionale campano, al Centro Direzionale. I militari dell'Arma stanno passando al setaccio atti e documenti trovati negli uffici del gruppo consiliare dell'Udeur e in quelli del presidente del Consiglio, Sandra Lonardo, al tredicesimo e al ventesimo piano dell'edificio. Nonostante sia stato privato della sua guida, il Consiglio regionale in programma oggi dovrebbe svolgersi regolarmente: questo è l'orientamento che emerge e che dovrebbe essere confermato dalla riunione, in corso, dell'ufficio di presidenza. La seduta, al cui ordine del giorno c'è la discussione del piano casa, sarà presieduta a turno dai due vice della Lonardo: Salvatore Ronghi e Gennaro Mucciolo. Proprio a quest'ultimo, stamani intorno alle 8, il presidente del Consiglio Lonardo ha comunicato con una telefonata la sua impossibilità a presiedere l'assemblea. «È giusto che il Consiglio vada avanti con la sua attività legislativa e non si faccia influenzare da fattori esterni», ha commentato Ronghi spiegando la sua intenzione di aprire regolarmente la seduta. «Dobbiamo andare avanti», la posizione espressa anche dall'altro vicepresidente Gennaro Mucciolo.

Coinvolti Clemente Mastella e la moglie Sandra Lonardo. Gli attuali sviluppi dell'inchiesta su appalti e assunzioni scaturiscono dall'unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell'Udeur della Campania, tra i quali lo stesso leader del partito, Clemente Mastella, all'epoca ministro della Giustizia. 
Nei confronti dell'ex parlamentare è stato emesso dalla magistratura campana un avviso di conclusione delle indagini preliminari che gli verrà notificato non appena sarà rientrato in Italia da Strasburgo. Un analogo provvedimento è stato notificato ad altri 12 indagati. Nell'inchiesta risulta indagato anche il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora. Si tratterebbe, di un divieto che riguarda l'intera regione, dove si svolge l'attività istituzionale della Lonardo in qualità di presidente dell'Assemblea. Sandra Lonardo ha ricevuto il divieto di dimora in Campania mentre il marito Clemente un avviso di chiusura di indagine. Per la Lonardo anche il divieto di dimora è stato esteso anche ai comuni che si trovano in prossimità della regione, tra cui Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza.

Mastella rientra da Strasburgo. La moglie diretta a Roma. Il leader dell'Udeur ed ex ministro della Giustizia Clemente Mastella ha saputo dell' inchiesta mentre stava partecipando a Strasburgo alla seduta del Parlamento Europeo. Mastella, che era giunto ieri nella città francese per i lavori dell' assemblea, sta ora rientrando in Italia: si è imbarcato sul primo volo utile per Parigi e dalla capitale francese proseguirà per Roma, dove arriverà nel pomeriggio. La presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, ha lasciato invece la sua villa di Ceppaloni, dopo la notifica del provvedimento di divieto di dimora in Campania. La sua destinazione, secondo quanto si è appreso, è Roma. 

Truffe, falsi, abusi di ufficio e turbative d'asta. In particolare, gli uomini dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno accertato, tra l'altro, l'esistenza di un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d'asta e concussioni commessi nell'ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all'assunzione di personale ed affidamento di incarichi professionali nella Pubblica Amministrazione.

La Procura: funzioni pubbliche per fini privati. L'indagine della Procura della Repubblica di Napoli sull'Arpac ha fatto emergere il funzionamento di «un ramificato sistema di potere e di gestione della cosa pubblica (appalti, assunzioni, nomine e sostituzioni dei vertici amministrativi locali) che - al di là delle rilevanti ricadute sull'efficienza della PA, sulla regolarità delle procedure amministrative e sul corretto impiego del denaro pubblico - si è contraddistinto per un improprio utilizzo delle funzioni pubbliche a fini privatistici, con conseguente commistione fra interesse pubblico e interesse personale e/o del partito politico di appartenenza». È quanto evidenziano in una nota, il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore ed il procuratore aggiunto, Francesco Greco. «Tale sistema - attesa l'esistenza di un vero e proprio programma criminoso stabilmente condiviso da più persone - sotto un profilo tecnico giuridico è stato ritenuto riconducibile alla fattispecie dell'associazione per delinquere». Il sodalizio, sottolinea la Procura, «ruotava intorno ad alcuni esponenti di vertice del partito politico (l'Udeur, ndr) e ad alcuni professionisti ed imprenditori ad esso collegati. Finalità dell'organizzazione «era l'acquisizione di utilità economiche, di incarichi pubblici, di consenso elettorale, di posizioni di comando attraverso la commissione di delitti che vanno dalla truffa alla concussione, dall'abuso in atti d'ufficio». Sono inoltre emersi e sono in via di ulteriore approfondimento «contatti fra esponenti casertani del sodalizio inquisito e esponenti di livello delle organizzazioni criminali, attraverso il quale i primi miravano ad acquisire consenso elettorale e varie altre utilità, i secondi futuri favori». I fatti accertati sono relativi al triennio 2005-2008.

«Gara per l'assunzione dei raccomandati». Le indagini hanno ricevuto rilevante impulso dalle intercettazioni telefoniche. Emerge che diversi referenti dell'Udeur «quasi facevano a gara fra loro per riuscire a "piazzare" i propri raccomandati nell'Arpac in modo da acquisire sempre maggiori benemerenze nel sodalizio». Per le assunzione del personale e gli appalti dell'Arpac, l'Agenzia regionale per l'Ambiente della Campania, l'effettivo organo decisionale, secondo quanto sottolinea la Procura di Napoli, «non era, come per legge, il suo direttore generale ma piuttosto i vertici della struttura di partito (l'Udeur, ndr) cui quest'ultimo apparteneva e di cui lo stesso altro non era che il terminale». Nel pc in uso alla segretaria del dg dell'ente c'era un file contenente centinaia di nominativi. «Al fianco di numerosi nomi - evidenziano il procuratore Lepore e l'aggiunto Greco - risultava quello di un esponente politico o della pubblica amministrazione (alcuni frequentissimi, altri meno, quasi tutti comunque per lo più riferibili a persone aderenti al sodalizio e al partito politico in questione». A fronte di migliaia di domande di persone «non sponsorizzate e rimaste di fatto accantonate i segnalati beneficiati nel triennio erano una percentuale del 90%».

«Violate le procedure amministrative». Quello che viene contestato agli indagati, comunque, «non è la raccomandazione, ma il fatto che, per far coincidere la vasta schiera dei segnalati con quelle dei beneficiari di consulenze, incarichi ed assunzioni venivano reiteratamente e sistematicamente violate le procedure amministrative, venivano ignorati i regolamenti interni e le leggi, venivano fraudolentemente posti in evidenza requisiti o circostanze di fatto inesistenti». Insomma, la condotta illecita era esclusivamente finalizzata ad assecondare le richieste dei diversi referenti politici «con riferimento a centinaia di casi di incarichi illecitamente attribuiti e allo stato accertati». Stesso scenario anche per incarichi temporanei, precari e consulenze. Alla luce è venuto un sistema in cui perfino le richieste di comandi e trasferimenti erano annotate in un apposito file: anche in questo caso - rileva la Procura - vicino al nome del dipendente c'era «immancabilmente» lo sponsor politico amministrativo. 

«Intimidito chi non rispettava le disposizioni». «Una sistematica opera di demolizione e boicottaggio dei soggetti che, a vario titolo, contrastavano l'attività dell'organizzazione ovvero, semplicemente, non si prestavano al perseguimento delle finalità indicate dai suoi vertici, non sottostando alle relative perentorie disposizioni». Dalle indagini salta fuori, infatti, che, «nella prospettiva del sodalizio, i pubblici ufficiali incardinati in strutture pubbliche considerate, usando il gergo degli stessi indagati, "postazioni" del partito avevano l'obbligo di essere fedeli prima al partito stesso e, poi, se e ove possibile, all'interesse pubblico e alla legge». «Se avveniva - come fortunatamente talora è avvenuto - che i Pubblici Ufficiali in questione non sentissero il dovere di assecondare ogni desiderata dell'organizzazione, questi - si evidenzia ancora - potevano essere oggetto di azioni intimidatorie, di rappresaglie varie che, talora, arrivavano all'aggressione alla vita professionale dell'infedele». «Il direttore generale del Santobono di Napoli, nominato nel dicembre del 2005 (nella stessa tornata di nomine che aveva riguardato il DG di Caserta) - riferisce la Procura - era contrario a nominare primario del citato ospedale (per una precisa articolazione interna) un medico espressione della sua stessa area politica in quanto ritenuto privo di titoli idonei. Seguivano pressioni sul dg da parte di consiglieri e assessori del partito (fra cui anche la solita interrogazione in sede di Consiglio regionale, sottoscritta da buona parte del gruppo consiliare del partito in questione, nella quale, in modo del tutto pretestuoso, si contestava l'operato del DG e si chiedevano chiarimenti all'assessore alla Sanità della Regione Campania)». «Emergevano, poi, intimidazioni nei confronti di un ex sindaco di Morcone (Benevento) a causa del mancato passaggio nelle file del partito politico in questione (passaggio vanamente richiesto dai vertici di quest'ultimo partito) e della mancata nomina di persona gradita al sodalizio alla presidenza del locale Ente Fiera. In tale contesto - riferisce la Procura - si induceva un assessore della giunta Comunale che svolgeva l'attività di rappresentante farmaceutico a dimettersi dalla giunta attraverso la minaccia di influire negativamente sulle strutture pubbliche e private che fino a quel momento si servivano della sua attività professionale». 

Ecco i nomi dei 25 colpiti da misure cautelari. Arresti domiciliari sono stati disposti per Luciano Capobianco, ex direttore generale dell'Arpac. Quindici gli indagati per i quali è stato applicato il divieto di dimora nella Regione Campania. Tra loro il presidente consiglio regionale, Sandra Lonardo; il capogruppo alla Regione Fernando ErricoNicola Ferraro, consigliere regionale; Antonio Fantini, già presidente della Regione Campania e segretario regionale Udeur. Gli altri provvedimenti riguardanoValerio Azzi, imprenditore; Carlo Camilleri, ingegnere e consuocero di Clemente Mastella; Ruggero Cataldi, ex direttore amministrativo Asl Benevento 1; Giuseppe Ciotola, imprenditore; Bruno De Stefano, direttore generale dell'Asl di Benevento; Arnaldo Falato, dirigente dell'Asl Benevento 1; Carmelo Lomazzo, dirigente Arpac; Massimo Menegozzo, dirigente Arpac; Massimo Palmieri, imprenditore;Francesco Polizio, dirigente Arpac; Mario Scarinzi, ex direttore generale dell'Asl Benevento 1.

Il divieto di dimora nelle province di Benevento, Caserta e Napoli è stato disposto per Bartolomeo Piccolo, imprenditore, mentre il divieto di dimora nelle province di Benevento e Napoli per Giustino Tranfa, imprenditore, Antonio Zerrillo, ingegnere. 

La misura interdittiva del divieto di esercitare l'impresa e la professione è stata disposta per gli imprenditori Gaetano CriscioneFrancesco Di PalmaFabrizio MerollaClaudio Rossi (55 anni, nato a San Giorgio a Cremano)Fabio Rossi e per il libero professionista Antonello Scocca. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico continuato e concussione. 


Ecco chi ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. Avrebbero ricevuto l'avvisoClemente MastellaAndrea Abbamonte, ex assessore regionale Udeur; Antonio Nunzio Babino, direttore dell'azienda ospedaliera di Polla (Salerno); Antonio Bottillo, dirigente affari generali Asl Benevento 1; Amedeo Di Maio, libero professionista, Cristiana Fevola, imprenditrice; Manlio Ingrosso, libero professionista; Lucio Luciano, responsabile del dipartimento di Salute mentale Asl Benevento 1;Vincenzo Lucariello, ex segretario generale del tar Campania e difensore civico della Regione Campania;Luigi Nocera, ex assessore regionale della Campania; Bruno Rolando, dell'ospedale Santobono di Napoli;Massimo Vetrone, direttore dell'ufficio Controllo interno Asl Benevento 1 e Tommazo Zerella, direttore sanitario della stessa Asl. A Lucariello è stato anche notificato un decreto di sequestro preventivo di beni mobili per un valore complessivo 20 mila euro.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...