L'Ambiente, il governo e la 'NDRANGHETA

04.08.2010 15:56

La querelle “Catania” in spregio alla trasparenza e alla verità è stata fabbricata dal governo Berlusconi ad arte per disorientare l’opinione pubblica e bloccarla in un vicolo cieco, alla stregua delle rivelazioni orecchiate dal cosiddetto pentito Fonti.
Un consiglio: licenzi su due piedi i suoi funzionari della menzogna.

I dati di fatto: centinaia di navi imbottite di rifiuti chimici e soprattutto scorie radiottive, migliaia di droni (container) e numerosi penetratori del faccendiere Comerio giacciono nel Mare Mediterraneo (Adriatico, Ionio, Tirreno).
Ministro Prestigiacomo ecco uno dei tanti esempi documentati. Perché nel cuore di una riserva marina – Pianosa alle Tremiti – sonnecchiano sui fondali centinaia di bombe inesplose e navi dei veleni come la Panayiota e non solo?
Il nodo cruciale: stabilire qual è il grado di contaminazione ambientale e stimare i danni sanitari.
Il ministro Prestigiacomo, un nostro dipendente, forse soffre di amnesia o non è stata informata a dovere dai servizi segreti.

In altri termini non è neppure al corrente di una semplice informazione: nello Stivale non si realizzano indagini epidemiologiche proprio per non far emergere le connessioni, ossia i nessi di causalità.

La titolare del dicastero ecologico dovrebbe quantomeno studiare gli atti processuali relativi alla nave dei veleni “Rigel”.
Se proprio non riesce a digerire verità scomode e imbarazzanti può arrestarsi a quanto ha scritto in proposito la Cassazione. Un altro dato di fatto su cui riflettere: attualmente è sconosciuta la quantità di rifiuti industriali (pericolosi) prodotti in Europa, in particolare in Italia.

Il ministro Prestigiacomo – ovviamente autorizzata dal capo Berlusconi – potrebbe vuotare il sacco e spiegare agli italiani che strade imbocca la spazzatura tossica.
Esiste per caso un buco nero alimentato addirittura dagli apparati deviati dello Stato?
Magari qualche domanda potrebbe rivolgerla proprio a suo padre, un esperto in materia di inquinamento, almeno in Sicilia, in provincia di Siracusa.
Gli industriali occidentali compresi quelli italiani (vedi alla voce Difesa, Eni, Enel, Montedison, Enea, Fiat, Alenia, eccetera, eccetera, eccetera…) per non pagare gli oneri corretti di smaltimento hanno imposto alla politica la soluzione più facile. Vale a dire?

Occultare dove capita la “merce” ingombrante.
Il ministro Prestigiacomo potrebbe illustrare a stretto giro di posta agli italiani se per caso il governo Berlusconi ovvero la Sogin – incaricata dal 1999 di smantellare le centrali nucleari e i centri di ricerca – abbia per caso appaltato alla ‘Ndrangheta lo smantellamento della centrale nucleare di Caorso.
Un funzionario della Sogin, tale Marco Sabatini mi ha risposto (a mezzo di posta elettronica) che gli atti intercorsi tra la Sogin e la Ecoge srl (contratto di appalto e carteggio epistolare ) sono di natura riservata e non è possibile mostrarli a un giornalista.
Una classica operazione sottobanco in barba alle norme legislative italiane e comunitarie.
Nel sito atomico di Caorso ho fotografato i camion della Ecoge srl (sede a Genova).
I rapporti della Direzione Investigativa Antimafia, a partire dall’anno 2002, parlano chiaro: la società a responsabilità limitata dei Mamone è organica alla ‘Ndrangheta.

Ergo: la più efferata organizzazione criminale attualmente operativa nel mondo è una garanzia anche per chi ha in mano le redini del Belpaese.
In fondo anche il presidente pro tempore Berlusconi ha dichiarato pubblicamente a proposito della Calabria: “lo Stato italiano deve riprendersi il controllo del territorio”.
Dunque ora non lo controlla e non è in atto alcuna vera lotta alle mafie.

Altri elementi oggettivi e spunti di riflessione: il nucleare militare fuori dalla contabilità nazionale. Camen, Cresam, Cisam: questi acronimi suggeriscono al ministro Prestigiacomo qualcosa?

Ministro Prestigiacomo perché il cancro e le malformazioni stanno divorando esseri umani e territori dove non insiste alcuna presenza industriale?
Ministro Prestigiacomo riferisca ai suoi padroni: noi sappiamo e abbiamo le prove di questo disastro ambientale e sanitario.

Faremo i conti in primavera quando spalancheremo agli occhi dell’opinione pubblica il noto vaso di Pandora! Ci può contare e si prepari al peggio.
In altri termini: il caso è spalancato più che mai. Il giornale ITALIA TERRA NOSTRA è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. E’ in gioco la vita: non facciamoci turlupinare dai poteri forti.
SU LA TESTA.

 

 

 

 

 

 

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