La trasparenza "vendoliana" , l'odissea di un cittadino per una delibera , i trucchi e le "diossine" di Vendola

01.09.2010 20:53

Bari, 19 agosto dell’era astrale berlusconian-vendoliana. Ore 9 e 40 del mattino: parte la caccia alla delibera numero 1154, datata 11 maggio 2010. Di che si tratta? Di un oggetto apparentemente scarno: lo statuto; in altri termini, soci, regole, finalità, proprietà, durata (a tempo indeterminato?). Torniamo alla missione del giorno. Recita il frontespizio del testo istituzionalmente smaterializzato: “Struttura ospedaliera nella città di Taranto. San Raffaele del Mediterraneo. Correzione e integrazione DGR 10/02/2010 n. 331”. Il terreno di  ricerca – prima di sondare il territorio raffaeliano all’ombra della “Madunina” – è delimitato dall’attuale regno pro tempore del governatore Vendola. Ecco la sede regionale sul lungomare. Si scomoda in sordina anche Gianni Lannes protetto dalla sua scorta della Polizia di Stato. L’ingresso del segretariato regionale è al terzo piano: in loco regna Romano Donno, ma il funzionario non è in servizio. Cortesia, buone maniere, ma niente timori reverenziali. “Buongiorno, vorrei visionare la delibera di giunta regionale” esordisce il vulcanico cronista. La segretaria di Nichi a domanda risponde: “Deve attendere il gabinetto, l’ufficio di gabinetto. E’ loro la competenza. Deve attendere il capo di gabinetto. L’avvocato Francesco Manna quando arriva non lo so. Lei deve venire a settembre”. Si, a Natale. Passo e chiudo. Lannes non si arrende, inforca l’ascensore personale di Nichi, azzanna l’olezzo di  violetta e scende al primo piano del mastodontico edificio. Qui fa irruzione negli uffici del bollettino regionale. Il quesito è scontato: come mai questo atto deliberativo non è stato pubblicato? “Non lo so … -  balbetta il funzionario incaricato – non c’è la richiesta specifica di pubblicazione”. Insomma, a conti fatti e in barba alla tanto sbandierata trasparenza amministrativa, una delibera emana i suoi effetti legali ma è ignota all’opinione pubblica. Cosa nasconde il governatore Vendola? Riassunto delle puntate precedenti. La partita è incentrata su un ospedale privato – a tutti gli effetti e prove alla mano – da realizzarsi a Taranto con denaro pubblico, non prima di aver cancellato ben due nosocomi pubblici ed aver consentito alla Fintecna srl (ministero delle Finanze) di costruire 250 appartamenti in una città dove gli alloggi disabitati aumentano a dismisura. In complesso non si tratta di speculazione, ed è tutto sotto controllo del pubblico, rassicura qualche esperto rigorosamente anonimo in libera uscita sulla realtà virtuale che, però, non ha mai messo piede in Puglia e meno che mai nell’area jonica, limitandosi al copia e incolla su internet.

Come già ampiamente anticipato da ITALIA TERRA NOSTRA, la giunta regionale il 6 agosto di quest’anno, prima di evadere alla “mamma li turchi”, ha scucito a don Luigi Maria Verzé (materialmente ai suoi fidati), ben 60 milioni di euro (la prima tranche); altri 60 saranno concessi a breve a chi lucra sulla salute umana. Infatti, la sentenza del Consiglio di Stato numero 3897 del 24 marzo 2009, attesta: “la finalità della Fondazione San Raffaele  prevede che essa possa svolgere in Italia e all’estero ogni attività utile al raggiungimento dello scopo sociale e quindi ogni attività economica”. Insomma, tutto tranne che filantropia. La sanità pubblica in terra levantina rischia di esalare l’ultimo respiro e i nostri dipendenti invece di rianimarla fanno i generosi con i soldi della collettività. Altro che cure gratis agli indigenti. Meglio non rivelarlo ai 4 milioni di cittadine e cittadini pugliesi: un milione di loro sopravvive al di sotto della soglia di povertà materiale e non potranno mai accedere a quelle cure ecclesiastiche a pagamento; in fondo si tratta di invisibili elettori. E poi vuoi mettere il danno d’immagine all’Obama bianco nello Stivale e i cori da stadio delle fabbriche?

Spropositi a parte: Nixon è caduto grazie a due giornalisti del Washington Post. Ovviamente non osiamo tanto, anche se i debiti della sanità pubblica sono ormai un buco nero. Chi è il responsabile della voragine? Vuoi vedere che è colpa dell’arcangelo Michele?

Restate di stucco è un vendolo trucco.

Scherzi a parte, l’odissea continua. A presto.

 

Vendola: "Quello che ho consigliato è un TERMOVALORIZZATORE (Vendola chiama così i termodistruttori o CANCRO-valorizzatori !) di ultima generazione (???) di dieci megawatt . Io c'ho un problema:non voglio fare la fine della Campania. Ho la gestione di una fase di transizione in cui il rifiuto ...sto chiudendo tutte le discariche di vecchia generazione, ho l'eolico...(notate il suo parlare strapersonalistico come feudatario della Puglia:ho,non voglio etc.)"

Replica: "L'inceneritore non è necessario, neppure in Campania lo è !"

Vendola: "I procedimenti autorizzativi perfezionati io non li posso sabotare, quando sono perfezionati, cioè quando tutte le autorizzazioni sono state date, io non posso dire all'imprenditore: 'Sai che c'è di nuovo ? Ora cancello quest'opera ! ', perchè i risarcimenti sono in capo a me! Prima questione. Seconda questione:nella fase transitoria un complesso di dieci megawatt non è niente, dal punto di vista di quella che io chiamo la termovalorizzazione, perchè questo inceneritore non brucia "il tal quale" ma quello che io ho impedito  sono le fornaci del tal quale."

Suggeritore: "Attenzione alla gestione, Niki..."

Replica: "Ma Lei è sicuro di cosa ci entra e di cosa ci venga bruciato ?"

Vendola: " C'è il controllo (udite , udite!) quotidiano della MIA ARPAC che NON E' QUELLA NAPOLETANA,  E' quella che ha i più grandi epidemiologi al mondo chiamati a vigilare..."

Replica: "Il 70% di leucemie sono aumentate in Campania".

Vendola: " ANCHE GRAZIE AI CONTADINI PERO' ... IO C'HO UNA PRODUZIONE DI DIOSSINE  GRAZIE AI CONTADINI CHE BRUCIANO...Quindi siamo d'accordo, con l'unica differenza sono sul fatto che io non posso far interferire tutti i miei convincimenti sul piano della gestione, quando mi trovo ad avere a che fare con procedimenti autorizzativi molto più gravi di un termovalorizzatore da dieci megawatt che brucia soltanto "il CDR di qualità".E' UN IMPIANTO A TERMOGAS DA 100 MEGAWATT, MA IO NON LO POSSO , NON L'HO POTUTO BLOCCARE. Ho fatto di tutto, per quello di Modugno dove c'è una battaglia...anche rischiando, perchè gli Uffici rispondono non alla politica, devono rispondere alle norme , cioè ...non so se è chiaro...c'è la separazione tra la burocrazia e la politica.

La situazione mia: io oggi ho il più grande parco imbiantistico d'Europa in Puglia  : impianti di selezione del secco dall'umido, impianti di biostabilizzazione, impianti di compostaggio dell'umido (ne ho fatti 8 in un anno per cui ora parte la raccolta dell'umido), poi ho investito 80 milioni di euro sulla differenziata,ALCUNI COMITATI SONO PEGGIO DELL'ESTREMA DESTRA, PERCHE' IL FANATISMO IDEOLOGICO , IL FATTO CHE TU DEVI DIRE NO..."

Replica: "Ma diciamo no perchè c'è l'alternativa !"

Vendola: " Ma su un procedimento finito io non posso tornare indietro, un procedimento finito è un procedimento finito, io non posso dire:'Pagherete 150 milioni di euro di risarcimento' perchè non lo posso fare (che tautologia !) , ma se leggi sul mio piano di rifiuti leggi una cosa che è radicale, che è rivoluzionaria:

io nella mia parte pubblica obbligo a fuori uscire dall'idea o della discarica o dell'incenerimento, e pongo tutto sulla rivoluzione dei rifiuti, sul riciclo , sulla costruzione delle imprese legate al riuso dei rifiuti ...su questo stiamo lavorando ".

Replica:"Noi in Campania, con il commissariamento straordinario abbiamo avuto una legge regionale e prima di questa addirittura l'affidamento è stato fatto ad un'associazione temporanea di impresa, quindici anni fa, senza nessuna forma di procedura di legge".

Vendola: " Io non ho potuto fare niente. Il Bando rifiuti è stato fatto nel 2004, quando io sono diventato presidente tutti i bandi di gara erano impegnati al consiglio di stato.Quando sono uscite le sentenze io non potevo fare niente se non applicare le sentenze,  facendo la forzatura nel piano pubblico solo relativamente al fatto che ho dimostrato che i tre impianti di termovalorizzazione da 120 megawatt l'uno avevano dei difetti nella procedura amministrativa su cui io ho fatto leva per cancellarli e li ho cancellati. 

Così, IO NON HO CICLOPI, c'ho COSETTE..."

 

 

 

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