La speculazione dell’eolico e Palazzinari dell’energia: perché il gioco dell’eolico non vale la candela

14.09.2010 15:06

Nessuno può dichiararsi contrario per principio all’utilizzazione di fonti di energia rinnovabili e pulite.

Tuttavia la sregolata proliferazione degli impianti eolici che sta colonizzando ampi e preziosi settori del paesaggio naturale in Europa e nel resto del mondo, giustifica serie perplessità e sollecita precise, urgenti risposte. Colpisce la innegabile sproporzione tra il grave danno ambientale causato dalle selve degli aerogeneratori e il loro contributo, del tutto marginale, alla soluzione del problema energetico.

Al danno sociale, culturale ed economico al paesaggio, provocato dal proliferare selvaggio ed incontrollato delle centrali eoliche, va aggiunto quello arrecato agli ambienti naturali, alla fauna, alla flora, all’assetto idrogeologico di vasti territori, in molti casi, di grande valore ambientale pervenuti, fino ad oggi, in condizioni di integrità.
Noi crediamo che la qualità del paesaggio, con tutta la ricchezza di echi culturali, di memorie storiche, di specificità ecologiche che in esso si manifesta, rappresenti un bene primario, non negoziabile al di fuori di circoscritti motivi di eccezionale gravità e urgenza.

La difesa della bellezza naturale e dell’integrità del paesaggio non può essere liquidata come la vacua ossessione di un manipolo di esteti irresponsabili.

In essa si manifesta il nucleo vitale – irrinunciabile – di un percorso di civiltà che ha modellato nei secoli l’identità culturale dell’intero Occidente.
Il consumo territoriale dell’eolico in confronto alle altre rinnovabili è gigantesco e noi siamo per lo stop al consumo del territorio.

Comunemente si considera che gli impianti di energia rinnovabile abbiano bisogno solo di sole e vento, risorse primarie gratuite. Purtroppo non è così. Occorre anche una risorsa importante come il territorio. In un paese, come l’Italia, ad alta intensità abitativa, il territorio è un bene prezioso, sia per la sua relativa scarsità per gli usi primari, agricoli e silvicoli , sia per
la conservazione di habitat necessari alla biodiversità.

La figura elaborata indica per l’eolico un uso di territorio sette volte superiore a quello del fotovoltaico integrato.

Se è vero che l’uso del suolo non è esclusivo per l’eolico (consente altri usi, agricoli o pastorali), occorre ricordare che questo indicatore non risolve il problema più grave di questa fonte: l’impatto paesaggistico.
Infatti la visibilità si estende ben oltre il territorio compromesso direttamente o indirettamente per l’installazione delle torri.

 

La storia di Montefalcone di Val Fortore, il paese che ha lanciato Oreste Vigorito e l'eolico in Italia, è esemplare

Il Gruppo nasce nel 1993 da un'idea di Oreste Vigorito che costituisce la I.V.P.C. S.r.l. insieme ad un partner industriale, la società americana UPC, con l'obiettivo di operare nel settore della progettazione e realizzazione di impianti per la produzione e vendita di energia da fonte eolica.

Nel 1995 Oreste Vigorito, pur uscendo dalla compagine societaria della I.V.P.C. S.r.l., ne rimane Amministratore Delegato e continua ad occuparsi dello sviluppo e della gestione dei Parchi Eolici.
Da questo momento la I.V.P.C. S.r.l è detenuta al 50% dal partner industriale giapponese Eurus Energy (Ex Tomen).
Tra il 1995 e il 1996, la UPC costituisce le prime Società di Service attraverso le quali inizia a occuparsi anche dello sviluppo, gestione e manutenzione dei Parchi Eolici. Nel 1996 a Montefalcone di Val Fortore (Benevento) entra in esercizio il primo parco eolico di I.V.P.C. S.r.l, che è anche il primo in Italia (Sino a quel momento erano stati istallati unicamente prototipi a fini sperimentali da Alenia Aeronautica S.P.A. e dal Gruppo Riva Fire S.p.A.) con una capacità installata iniziale di 7.2 MW. Tra gli anni 1996 e 2000 vengono costituite diverse società di progetto per la realizzazione di nuovi Parchi Eolici in Campania, Sardegna e Sicilia.
Il Gruppo IVPC produce energia eolica attraverso diversi parchi attualmente in funzione presenti in 17 Comuni tra Campania, Puglia e Calabria.
Tali impianti garantiscono una capacità installata pari a circa 338 MW* di cui circa 254 MW di pertinenza del Gruppo IVPC.

Attualmente gli impianti IVPC ubicati a Montefalcone di Val Fortore sono di 43 aereogeneratori per una potenza complessiva di circa 26 MW di potenza che producono quasi 850.000 euro al mese per un business totale di circa 10.000.000 di euro all'anno.

Ovviamente pari a zero, o quasi, a parte una decina di persone impiegate nell'azienda IVPC  le ricadute occupazionali.
Montefalcone non trae nessun beneficio dalle torri eoliche presenti nel proprio territorio. All'inizio ci fu un contratto con la IVPC per un compenso di 150.000.000 di LIRE che venivano versate annualmente nelle casse del comune per dieci anni.
Alla scadenza del contratto nel 2008 c'è stato il rinnovo da parte dell'Amministrazione comunale senza nessuna modifica, non è ancora chiara la cifra che IVPC paga al comune di Montefalcone ma non è cambiata di molto, se non addirittura diminuita, basta convertire i vecchi milioni di lire in euro. Ai proprietari terrieri, in gran parte contadini, veniva dato un compenso di circa un milione di lire all'anno per ogni aereogeneratore installato, ad oggi le cifre dell'affitto dei terreni dove vengoni installate le torri eoliche variano da 1500 euro fino a 7000 euro, in base alle condizioni di produttività delle pale e quindi dell'esposizione al vento del terreno.

Dal lontano 1996 Montefalcone viene sfruttato ed espropriato dell'unica risorsa che ha a disposizione, il vento, e da allora è stato un susseguirsi di torre eoliche, un vero e proprio sciacallaggio del territorio.

Montefalcone sa cos'è l'eolico selvaggio, quell'eolico che permette di far diventare Oreste Vigorito nel giro di 15 anni uno degli uomini piu ricchi d'Italia senza che la popolazione montefalconese, cosi come il territorio di Montefalcone, ne traggano alcun beneficio!

A Novembre 2009 Vigorito viene arrestato. Così riporta la notizia il Sannio Quotidiano dell' 11.11.2009

 

Eolico, arrestato Oreste Vigorito

“Via col vento” il nome in codice dato all’operazione, dal titolo di un celebre romanzo e di uno dei film che hanno fatto la storia del cinema. “Via col vento” ovvero il business dell’eolico, pale che girano e creano cifre a nove zeri. La chiamano energia pulita: un affare colossale, anche a colpi di contributi pubblici. Come quelli che sarebbero stati percepiti indebitamente attraverso un presunto sistema di truffa ai danni dello Stato; un meccanismo finito al centro di un’inchiesta diretta dalla Procura di Avellino, di cui è ‘numero uno’ il dottore Mario Aristide Romano, e condotta dalla guardia di finanza irpina, comandata dal colonnello Mario Imparato.

Quattro le persone arrestate sulla scorta di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal pm Maria Luisa Buono ed emessa dal gip Paolo Cassano. L’elenco si apre con Oreste Vigorito, 63 anni, di Napoli, amministratore delegato dell’Ivpc (uno degli operatori più importanti nel settore dell’eolico) e presidente del Benevento calcio, e continua con Ferdinando Renzulli, 43 anni, di Avellino, consulente economico e finanziario del gruppo Ivpc (è anche direttore generale della società calcistica); Vito Nicastri, 53 anni, di Alcamo, in provincia di Trapani, e Vincenzo Dongarrà, 47 anni, di Enna.

Respinta invece l’adozione di una misura restrittiva nei confronti di V.D., 54 anni, di Milano, dirigente dell’istituto di credito che aveva curato l’istruttoria e l’erogazione dei fondi, indagato a piede libero al pari di altre dieci persone. L’accusa: associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata.

L’indagine, avviata nel 2007, è stata supportata da intercettazioni telefoniche ed è stata scandita dai sigilli apposti nel tempo a sette parchi eolici riconducibili a nove società di Avellino, e dal sequestro preventivo di somme concesse in base alla legge 488, ma non ancora erogate, per circa 30 milioni di euro.

Ieri l’esecuzione dei provvedimenti: prelevati dalle loro abitazioni di Napoli ed Avellino, Vigorito e Renzulli sono stati dapprima accompagnati presso la caserma delle fiamme gialle (nella foto), quindi trasferiti presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino, in attesa dell’interrogatorio. Vigorito, in particolare, sarà ascoltato sabato. Entrambi sono difesi dal professore Alfonso Furgiuele, che dichiara: “Riteniamo di essere in grado di dimostrare in modo documentale l’insussistenza delle accuse”.

Sono invece ospiti delle carceri siciliane, Nicastri (avrebbe avuto il compito di reperire i contratti di locazione dei terreni) e Dongarrà (si sarebbe occupato dei rapporti con le banche), fermati dai finanzieri dei comandi locali.

Documentario trasmesso da La 7 su la truffa dell energia eolica in italia dove molti imprenditori costruiscono ventole eoliche grazie ai contributi pubblici e poi non le fanno funzionare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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