La P3 ed il disinteresse dei giornalisti, delle forze dell’ordine, dei politici e dei magistrati di Benevento

05.02.2011 11:58

 

Da  mesi tiene banco sulla stampa nazionale l’ultimo scandalo della P3, la presunta nuova loggia massonica segreta che secondo la Procura della Repubblica di Roma sarebbe intervenuta per assegnare incarichi ad alti magistrati, imporre la candidatura del presidente della Regione Campania, pilotare la nomina di ispettori del ministero della Giustizia, favorire gli affari degli impianti eolici, incidere sul Lodo Alfano e il rinvio a giudizio di Nicola Cosentino, coordinatore del PdL della Campania.

Nella indagine sono coinvolti a vario titolo, tra gli altri, il coordinatore del PdL Denis Verdini, il senatore del PdL Marcello Dell’Utri, il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, l’ex presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone, il presidente della Corte d’Appello di Milano Alfonso Marra, il capo dell’ispettorato del dicastero della Giustizia Arcibaldo Miller, l’ex avvocato generale della Cassazione Antonio Martone, il capo del servizio controllo interno del ministero della Giustizia Angelo Gargani ed infine Ernesto Sica e Nicola Cosentino che per i fatti oggetto di indagini si sono dimessi dai rispettivi incarichi di assessore regionale della Campania e sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi.

Ma a reggere le fila del sodalizio, secondo la Procura di Roma, erano in tre, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, arrestati l’8 luglio scorso.

Il presidente del Consiglio li ha definiti “pensionati sfigati”, il capo dello Stato, invece “squallida consorteria”.

Il più noto del trio è Flavio Carboni, definito “il faccendiere dei misteri” anche per i rapporti con la P2 di Licio Gelli. Imputato nei più grandi processi italiani degli ultimi 30 anni per casi di ricettazione, riciclaggio e narcotraffico e per l’uccisione di Roberto Calvi, è stato condannato per la bancarotta al Banco Ambrosiano. Dalle intercettazioni dei carabinieri risulta che Carboni per i suoi affari collegati ad impianti per la produzione di energia, voleva utilizzare anche la Fortore Wind, una holding che si occupa di impianti eolici di proprietà per il 33% della multinazionale svizzera BKW. E’ la stessa società che detiene il 94% del pacchetto azionario della Luminosa che intende realizzare a Benevento la Centrale a Turbogas.

Arcangelo Martino, imprenditore, è stato assessore socialista al Comune di Napoli alla fine degli anni ’80. Fu condannato per concussione per il rilascio di licenze commerciali. Presso il suo assessorato lavorava il padre di Noemi Letizia, la ragazza che chiama “papi” Berlusconi. Ai magistrati romani ha recentemente raccontato di vari incontri tenuti dalla presunta P3 con Denis Verdini alle quali avrebbe partecipato anche l’on. Nunzia De Girolamo la quale ha prontamente smentito.

Il terzo reggente della P3 è Pasquale Lombardi, geometra, componente delle commissioni tributarie ed ex sindaco democristiano di Cervinara, paese in provincia di Avellino ma molto vicino a Benevento. Era lui, secondo la Procura di Roma, a tessere la fitta rete di rapporti confidenziali con giudici costituzionali e dirigenti politici per aggiustare i processi, orientare le nomine dei magistrati e condizionare le indagini che riguardavano i suoi amici.

Come ha fatto? Se lo chiedono in tanti ed in tutta Italia, ma non a Benevento. Nessun giornalista locale si è incuriosito e nessun politico ne parla, anche se in molti lo conoscono e lo hanno frequentato.

Lombardi sostiene di aver conosciuto molti magistrati grazie al cugino, Giuseppe Faraone, Procuratore della Repubblica di Benevento 30 anni fa. Come ha fatto da allora a coltivare tanti importanti rapporti con la magistratura al punto, come egli stesso ricorda, da riuscire a far nominare anche i procuratori di Avellino ed Isernia, al confine con Benevento?

Il magistrato che lo ha fatto arrestare gli contesta di aver “sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica, da sfruttare per i fini segreti del sodalizio, e ciò anche grazie all’attività di promozione di convegni e di incontri di studio realizzate per il tramite dell’associazione culturale denominata “Centro studi giuridici per l’integrazione europea diritti e liberta”, gestita da Lombardi in qualità di segretario.

Famoso è il convegno organizzato a settembre 2009 in Sardegna sul federalismo, al quale il quotidiano Libero ha dato grande risalto pubblicando le spese ed i nomi dei numerosi ospiti, tra i quali anche il dott. Giovanni Tartaglia Polcini, Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento. Ma questo, naturalmente, non vuol dire che il magistrato beneventano sia colluso con la P3.

Nel suo colloquio in carcere con l’on. Barbato di IdV, Lombardi racconta dei suoi trascorsi politici nella DC e spiega che anche i suoi tre figli hanno rapporti con politici e magistrati “ Bice, lavora con l’assessore alla Cultura di Napoli. Un altro, Gianfranco, ha appalti con il ministero della Giustizia – dice l’ex sindaco di Cervinara- e il terzo è architetto e si occupa di perizie per i tribunali di Benevento, Roma e Napoli”.

Il più noto dei tre è Gianfranco, amministratore unico della società IVG- Istituto Vendite Giudiziarie, che su incarico delle sezioni fallimentari dei tribunali della Campania si occupa di aste per la vendita di beni immobili pignorati che sono notoriamente oggetto di grande interesse per gli usurai.

Alla sede di Benevento di IVG, lavora la sorella dell’on. De Girolamo ma questo non vuol dire, ovviamente, che Nunzia sia collusa con la P3.

A quanto pare, le buone frequentazioni di Lombardi con i politici e i magistrati che contano, derivano certamente anche dai suoi rapporti di amicizia con i fratelli Giuseppe e Angelo Gargani. Il primo, di casa a Benevento, è stato parlamentare democristiano e poi deputato europeo di Forza Italia, partito di cui era anche responsabile del dipartimento Giustizia; l’altro è magistrato e per diversi anni è stato capo dell’ufficio ispettivo del ministero della Giustizia e presidente del consiglio dei giudici tributari che provvede a designare i componenti delle commissioni tributarie.

Secondo Gioacchino Genchi, il consulente informatico di molte Procure italiane, “I magistrati individuati sono solo alcuni. Si scoprirà che quelli aderenti alla P3 sono molto molto più numerosi”.

Naturalmente a Benevento di Pasquale Lombardi, non vuole parlare nessuno per paura di turbare la generale convinzione della “città tranquilla” immune da grandi collusioni politiche affaristiche.

Non ci resta, quindi, che sperare nelle indagini di altre Procure della Repubblica per fare luce sui possibili collegamenti ed interessi della P3 in provincia di Benevento.

 

Di Luigi Iannantuoni 

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