La norma europea anticorruzione (traffico di influenza) che nessuno vuole in Italia

02.03.2011 16:25

Esisterebbe un modo per farla finita con i furbetti, le cricche e le bande di ladri. Un modo per colpire duramente quegli intrecci pericolosi, quei "sistemi gelatinosi", quelle "sconcertanti reti di relazioni" che le inchieste attuali stanno scoprendo ad ogni livello. Una norma vista come il fumo negli occhi dai difensori dei corrotti e dei corruttori. Una norma che l'Italia non vuol recepire nel proprio ordinamento.

E' la normativa europea, contenuta in una direttiva, che punisce il "traffico di influenza", ovvero “chiunque, vantando credito presso un pubblico ufficiale, ovvero adducendo di doverne comprare il favore o soddisfare le richieste, fa concedere o promettere a sé o ad altri denaro o altra utilità quale prezzo per la propria mediazione o quale remunerazione per il pubblico ufficiale".

La differenza sostanziale, che rende questa norma un'arma formidabile contro la corruzione, si basa sul fatto che viene punita l'intermediazione nel rapporto corruttivo; mentre il nostro codice penale punisce solo "il pubblico ufficiale che, per compiere un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa" e quindi punisce il rapporto diretto fra corruttore e corrotto, mancando il quale la fattispecie di reato non sussiste (ed è su questo punto fondamentale che contano gli avvocati difensori dei corrotti e dei corruttori per far assolvere i loro clienti).

Nel traffico di influenza, non importa che vi sia un rapporto diretto, quello che viene punito è il rapporto corruttivo, anche se triangolato dall'intervento di terzi, la rete di relazione illecita fra soggetto che corrompe, ad esempio per ottenere un appalto, e soggetto che agisce per farglielo ottenere, anche se quest'ultimo non è il beneficiato diretto della corruttela, che andrà a favore di un suo parente o di un terzo.
Il traffico di influenza permette di colpire anche il fenomeno del professionista che, destinatario della somma pagata dal corruttore, riversa al corrotto parte o tutto di quanto ricevuto, a fronte magari di regolare fattura, ovvero si sdebita con beni o servizi a favore del corrotto o magari di suo figlio o di sua moglie. E' appunto quella ragnatela di rapporti fra imprenditori, pubblici ufficiali e parenti di questi che le norme attuali faticano a colpire e che la nuova normativa punirebbe senza scampo.
Bene, è dal 2007 che giace in Parlamento un disegno di legge, arenato in commissione, che recepirebbe nel nostro ordinamento il traffico di influenza e nessuno, a destra o a sinistra, ha fatto un passo per disincagliarlo.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...